Lipu e WWF bocciano i piani regionali per lo sviluppo rurale

Lipu e WWF bocciano i piani regionali per lo sviluppo rurale Inserimento a cura del Notiziario delle associazioni www.notiziariodelleassociazioni.it AGRICOLTURA, LIPU e WWF: I PIANI REGIONALI PER LO SVILUPPO RURALE SONO CARENTI SU BIODIVERSITA', RETE NATURA 2000 E AGRICOLTURA BIOLOGICA La Commissione Europea: "L'Italia poteva fare di più" "Bene la strategia nazionale, ma i piani regionali sono carenti".

14/giu/2008 16.29.00 Notiziario delle associazioni Contatta l'autore

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AGRICOLTURA, LIPU e WWF: I PIANI REGIONALI PER LO SVILUPPO RURALE

SONO CARENTI SU BIODIVERSITA’, RETE NATURA 2000 E AGRICOLTURA BIOLOGICA

La Commissione Europea: “L’Italia poteva fare di più”

 

“Bene la strategia nazionale, ma i piani regionali sono carenti”. E’ il giudizio in sintesi di LIPU-BirdLife Italia e WWF Italia dopo il Forum di presentazione del piano strategico nazionale per lo Sviluppo Rurale 2007/2013, organizzato nei giorni scorsi a Roma dal ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali alla presenza di rappresentanti delle regioni, delle associazioni di agricoltori, degli ambientalisti e inoltre di alcuni rappresentanti della Commissione Europea, l’istituzione che ha il compito di approvare sia il Piano strategico nazionale (in sigla PSN) che i Piani regionali di Sviluppo Rurale (in sigla PSR).

Se da una parte LIPU e WWF si dichiarano soddisfatte per gli obiettivi dichiarati dal PSN, che pongono al centro la conservazione della biodiversità – da perseguire attraverso la conservazione e il ripristino di habitat naturali, di elementi del paesaggio, di prati e pascoli - dall’altro le due associazioni esprimono delusione per i contenuti dei PSR, giudicati carenti di misure specifiche per la conservazione della biodiversità. “Non sono stati attivati – dichiarano LIPU e WWF - gli indennizzi agli agricoltori che subiscono mancati introiti o costi aggiuntivi a causa delle norme sulla tutela dei siti di Rete Natura 2000. Inoltre, la promozione dell’agricoltura biologica è inadeguata mentre l’attenzione all’agricoltura integrata è eccessiva: l’analisi costi-benefici è troppo sbilanciata sui primi anziché sui secondi

Chiediamo – continuano LIPU e WWF – che venga attivato un monitoraggio degli effetti positivi dello sviluppo rurale sulla biodiversità, perché l’agricoltura, per poter continuare a beneficiari di fondi, deve dimostrare di svolgere un ruolo pubblico, non solo producendo cibo ma anche tutelando la natura e le specie viventi”.

Presente all’incontro di Roma erano anche rappresentanti della Commissione Europea, che, rispondendo alle sollecitazioni delle associazioni ambientaliste, hanno affermato che “l’Italia poteva fare di più sul versante della conservazione della biodiversità”.

Visto che anche la Commissione europea ha dichiarata che si poteva fare di più – concludono LIPU e WWF – chiediamo che vengano apportati i necessari adeguamenti ai PSR in modo che la politica di sviluppo rurale possa contribuire in modo fattivo ad arrestare il declino della biodiversità in Italia”.
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