Don Giuseppe Serrone, dell'ass. sacerdoti lavoratori sposati (http://nuovisacerdoti.altervista.org) ha accolto favorevolmente l'iniziativa che arrviva "in un momento delicatissimo della vita della chiesa". Numerosi fermenti di cambiamento si stanno attivando in molte parti del mondo cattolico.
"Da alcune settimane, continua Serrone, è stato annunciato il Congresso della Federazione Nord-Atlantica per un Presbiterato Cattolico Rinnovato a Vienna, Austria - 6/9 novembre 2008, a seguito della riunione del Comitato Esecutivo che si è tenuta nell’Abbazia Benedettina di Douai, Inghilterra. Fondata a Wiesbaden, Germania nell’agosto del 2003, la Federazione Nord-Atlantica per un Presbiterato Cattolico Rinnovato, raggruppa associazioni di preti cattolici sposati, ivi incluse Corpus in Canada, Corpus USA, e gruppi provenienti dall’Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Ungheria, India, Irlanda e Paesi Bassi. La Federazione ritiene che un rinnovamento radicale del ministero presbiterale sia necessario, un rinnovamento che vada oltre la semplice eliminazione del celibato obbligatorio per il clero e la riammissione al ministero dei preti sposati. Per questa ragione, di recente, hanno accolto al nostro interno la Conferenza Statunitense per l’Ordinazione delle Donne.
Per riconoscere un maggior ruolo dei laici nei ministeri della chiesa cattlica e la necessità primaria di sanare le ingiustizie del celibato obbligatorio, così come l’esclusione delle donne dal ministero, gli organizzatori ritegono si debbano sviluppare nuove forme di ministero ordinato in cui non abbiano spazio né il clericalismo, né il patriarcato, né ogni forma di abuso di potere".
L'associazione dei sacerdoti lavoratori sposati condivide pienamente le linee guida del progetto delineate dal Presidente Lambert van Gelder. "Non è certo cosa nuova il fatto che oggi nella chiesa cattolica romana esista una profonda crisi nel ministero. Da tutto il mondo, a partire dagli Stati Uniti, attraverso l’Europa fino all’Australia, giungono voci della crescente mancanza di preti e di chierici in genere. Questa mancanza è dovuta a svariate cause: i preti che lasciano, i giovani che non sembrano intenzionati a diventare preti (ad esempio in Irlanda sette degli otto seminari sono stati chiusi), e l’età sempre maggiore dei preti rimasti in esercizio.
I vescovi e le altre autorità ecclesiastiche ammettono la gravità della situazione e cercano di sanarla. Prima di tutto chiedono costanti preghiere per le nuove vocazioni e poi ricorrono a misure tipo l’accorpamento delle parrocchie o la chiusura di alcune, tagliando drasticamente il numero di celebrazioni eucaristiche disponibili (in Francia, la metà delle parrocchie non hanno un prete assegnato). Con tali provvedimenti di emergenza la chiesa spera di poter sopravvivere alla crisi della società moderna senza modificare la tradizione del presbiterato celibe ed esclusivamente maschile.
Questo è un atteggiamento che affronta il problema alla rovescia, non tiene in considerazione che i tempi sono davvero cambiati. Nello scorso secolo il Popolo di Dio è cresciuto ed è molto più consapevole. Pensiamo al movimento internazionale "Noi Siamo Chiesa", pensiamo al documento distribuito di recente dai Monaci Domenicani dal titolo "Chiesa e Ministero". Si preferisce una chiesa dal basso piuttosto che una dall’alto".
Questi sviluppi, potranno essere certamente considerati un passo indispensabile verso un cristianesimo adulto.
Per Don Serrone oltre ai convegni il problema dei sacerdoti sposati ha delle rilevanze pratiche. La galassia dei preti sposati è vastissima ma al suo interno ci sono delle voci di novità: tanti sentono "il bisogno di un centro che raccolga seriamente i casi dei sacerdoti sposati, un servizio ai preti che hanno lasciato per la ricostruzione dell'iter della pensione, un punto di convergenza a cui tutti possono far riferimento per problemi di dispensa (se la vogliono chiedere) o giuridici (se convivono e poi si sposano in comune, magari con figli a carico). Un centro dove una coppia in crisi possa trovare il modo di vivere un paio di giorni con qualcuno che non gli scaldi la testa sulla gerarchia che è matrigna, sulle amanti clandestine dei preti ed altre cose del genere, ma li ascolti e li segua. Un buco dove chi deve lasciare la parrocchia perchè ha deciso di sposarsi (magari con lei incinta) possa rifugiarsi quel mese o due per trovare con calma lavoro, sentire di essere a casa propria, confrontarsi su come parlarne ai propri genitori" (E. Miragoli).
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