Alife(Ce) porta JELLA a 1^ ed.ne gara ciclistica “GRAN FONDO del VOLTURNO”con la morte di un ciclista. Fuitevenne rà sta città…

 

Alife(Ce)- ALIFE porta JELLA alla I edizione della gara ciclistica “Gran fondo del Volturno” . “Fujtevenne rà stà città ...” Questi i primi commenti di alcuni cittadini alifani che di fronte a quello che doveva essere un lieto evento si é trasformato invece in una tragedia gettando tutta la popolazione dell’alto casertano matesino nel panico e nello sconcerto”. Un ciclista di 41 anni e’ stato investito da un’automobilista alla guida di una Nissan mentre disputava la gara della prima edizione del Gran fondo del Volturno. Si tratta di Ciro D’Onofrio, imbianchino residente a Barra, in provincia di Napoli. L’incidente e’ capitato ad Alife e sarebbe avvenuto nei pressi dell’ incrocio in via pioppetta dove si trova il semaforo. La dinamica: essendosi staccato dal gruppo, l’atleta rimasto da solo (seguito solamente dell’auto della corsa) pensando che la strada fosse stata bloccata dal servizio di sicurezza e di vigilanza straordinario predisposto dagli organizzatori della manifestazione ciclistica, avrebbe proceduto la sua corsa all’incrocio incurante che il semaforo lampeggiasse  rosso. Ma in quel momento sopraggiungeva l’auto sopra citata, che in un batter d’occhio scaraventava via il poveretto. Immediati sono stati i soccorsi, ma inutili per l’atleta morto mezzora dopo il ricovero nell’ospedale di Piedimonte Matese. A questo punto ci si domanda: Il servizio di sicurezza e di vigilanza che fine ha fatto? Possibile che ci sia stata una tale superficialità di comunicazione? Di fronte alla perdita di vite umane sono tanti gli interrogativi che assalgono le nostre menti…  Certo é che gli inquirenti stanno indagando per fare chiarezza sul caso. La gara, a carattere amatoriale, si articolava su due percorsi che attraversano il territorio della provincia di Caserta. Il percorso del Gran Fondo era di circa 180 chilometri e si snodava attraverso 22 comuni tra cui Santa Maria Capua Vetere, Capua, Alife, Piana di Monte Verna, Alvignano, Piedimonte Matese, S.Gregorio e Castello del Matese. Ma continuiamo con il racconto di un cittadino alifano ( ci ha chiesto l’anominato e noi lo rispettiamo): “Fuitevenne paesà… in questa zona, ma specie in questo paese proprio non si riesce a combinare nulla di buono…  Come una maledizione, una jella che ci perseguita. Lo dicevo io che qualcosa di strano sarebbe accaduto, me lo sentivo…”. “Ci può spiegare un pò meglio a cosa si riferisce?”-gli abbiamo chiesto-”Con gli spiritelli anche se con ironia non si scherza…Il giorno prima che accadesse la tragedia al semaforo in quadrivio pioppetta, si era svolta in serata una manifestazione proprio nella scuola lì vicino, denominata ’scuole aperte al territorio’, alla quale tante scuole del territorio vi avevano partecipato presentando i loro lavori. Nel programma della scaletta ad un certo punto della serata era seguita una rappresentazione teatrale durante la quale ad un certo punto della trama teatrale i giovani della scuola rievocavano e poi invocavano scherzosamente gli spiritelli maligni realmente esistiti nella storia tradizionale del Matese. Ora non vorrei che scherzando scherzando qualcosa di vero sia accaduto. Certo é che stì spiritelli maligni, un tempo temuti dall’intera popolazione alifana per via delle sventure, fatti strani e di jelle da loro provocate, pare che ancora una volta abbiano colpito. Ci tengo a precisare che non sono superstizioso, ma neanche superficiale, il male però non é da sottovalutare, é uno spirito molto più potente di noi uomini, purtroppo esiste e si insinua dappertutto, servendosi di tanti strumenti per seminare i suoi orrori “.” Ma questo che c’entra con la gara ciclistica e con la morte del poveretto?”- gli abbiamo chiesto-”Oh non lo so, certo é che proprio in quella zona circostante,  prima sono stati invocati con ironia gli spiritelli maligni del Matese durante la rappresentazione teatrale appena citata. Poi dopo poche ore si é consumata una tragedia. Un fatto strano sicuramente… Dico solamente che le scuole sono centri di educazione, pertanto devono essere responsabili, bisogna fare molta più attenzione a non diffondere una cultura di dispersione e di superficialità…I giovani sono il futuro, non bambocci imbottiti da montagne di frottole…Ma, dico io,  come li educhiamo questi giovani, a quali valori? Vabbè lasciammo perdere stà cosa…”. Gli abbiamo risposto anche noi: “Vabbè lasciamo perdere… sennò…”. Dopo qualche minuto di silenzio il simpatico cittadino alifano con tono pacato ci ha domandato il permesso di riprendere parola. Glielo abbiamo concesso perché noi siamo persone molto disponibili. E poi perché ascoltare le esperienze altrui fa sempre bene, ci offrono talvolta vantaggiosi spunti per riflettere, per crescere e per migliorare nelle azioni.  ”Ah tanto per essere ancora in tema di ciclismo ve ne racconto un’altra di storia: Tredici anni fa circa (un altro caso il 13…oh vuoi vedere che é tutto vero?!?!?)  chi non ricorda un altro episodio analogo che accadde proprio nella mitica e transennata cittadina alifana chiusa e sbarrata nelle centralissime strade del centro storico persino alla popolazione residente a causa del passaggio del GIRO d’ ITALIA? Nel mentre si svolgeva tale passaggio un atleta ciclista che stava partecipando alla gara all’altezza dell’inizio di viale caduti sul lavoro (appena al termine della piazza di Liberazione in direzione verso la Stazione) subì un incidente che poteva costargli la vita ( quella volta però il malcapitato fu miracolato da chissà quale santo…quindi é probabile che nessuno abbia invocato gli spiritelli maligni…)per via di un cane che oltrepassando la barriera transennale, si intrufolò nel bel mezzo della gara, impedendo così il percorso ad un gruppo di atleti che in quel momento sopraggiungevano velocemente. Gli atleti per evitare di investire la bestiola, tentarono una frenata brusca di emergenza. Quest’azione però provocò fra di loro un forte tamponamento tale da perdere completamente l’equilibio e cadere tutti a terra. Alcuni si alzarono immediatamente riprendendo la corsa, altri si ferirono lievemente,  mentre un’altro ciclista in particolare si ferì gravemente, al punto che fu necessario il trasporto immediato al nocosomio di Piedimonte Matese”…”Uè Paesà fujtevenne rà stà città…Alife porta Jella...!!!” (Articolo a cura della redazione cronaca matesina)
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

 

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