ANAMMI: sicurezza in condominio, molti oneri e poco onore

"E' giusto che l'amministratore controlli le condizioni di lavoro del portinaio - afferma Giuseppe Bica, presidente dell'ANAMMI - ma ci sembra esagerato verificare persino i guanti da giardinaggio.

23/giu/2008 15.20.00 ANAMMI Contatta l'autore

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SICUREZZA IN CONDOMINIO, MOLTI ONERI E POCO ONORE

Dai guanti da giardinaggio dei portieri al libretto Ispesl, l'ANAMMI
stigmatizza i problemi di attuazione del Dlgs 626 in condominio. Il presidente
Bica: "Ci prendiamo le nostre responsabilita', ma perche', a fronte degli
obblighi, la nostra professione non e' riconosciuta?"


Il condominio come una fabbrica? La provocazione è dell'ANAMMI, l'Associazione
Nazional-europea degli AMMinistratori d'Immobili, che ha individuato, su
segnalazione dei suoi iscritti (13 mila in tutta Italia), alcune singolari
problematiche nell'attuazione della normativa sulla sicurezza nei luoghi di
lavoro.

Il Dlgs 626/94, che regola la materia, se applicato in condominio può creare
situazioni paradossali. In tal senso, un adempimento decisamente bizzarro
riguarda i portieri. "E' giusto che l'amministratore controlli le condizioni di
lavoro del portinaio - afferma Giuseppe Bica, presidente dell'ANAMMI - ma ci
sembra esagerato verificare persino i guanti da giardinaggio. Eppure, i tecnici
della sicurezza ce lo impongono, insieme a controlli più seri, come quello sui
detersivi e sugli strumenti pericolosi". L'imprevisto, anche in questo caso,
e' sempre possibile. "Gli amministratori devono controllare che i prodotti
utilizzati per le pulizie siano a norma CE - esemplifica Bica - ma e' gia'
successo che un detersivo si sia rivelato nocivo per qualche ragione, con
relativa denuncia ai danni dell'amministratore di condominio".

Il paragone con la realtà aziendale si conferma se si pensa all’obbligo, in
capo all’amministratore, di stilare il Documento di valutazione dei rischi
professionali. "Per predisporlo, si deve ricorrere ad un tecnico specializzato,
come se si trattasse di una fabbrica vera e propria", spiega il presidente
Bica. Un'operazione del genere costa tra i 200 ed i 500 euro. Un altro
adempimento da effettuare riguarda il locale caldaie. Quest'ultimo, per motivi
di sicurezza, deve essere a norma e verificata periodicamente. Il progetto per
la realizzazione del "libretto Ispesl", da affiggere vicino alla caldaia per
obbligo di legge, costa in media di 2mila euro. "Si tratta di spese che,
soprattutto in un periodo poco florido, pesano sui condòmini, ma che è
necessario fare - rammenta il leader dell'ANAMMI - salvo poi doversi scontrare
con i nostri stessi amministrati, che ci accusano di sperperare i soldi". Visti
gli obblighi di legge, l’amministratore è poi tenuto a costruire un vero e
proprio "fascicolo della sicurezza", per riunire i documenti relativi alle
operazioni di controllo e messa a norma degli impianti.

Il decreto sulla sicurezza, insomma, ha accresciuto le responsabilita' degli
amministratori d'immobili. "Ci siamo presi volentieri carico di questi
obblighi, accettandoli di buon grado - conclude il presidente Bica - il
paradosso e' che la nostra professione non e' riconosciuta, mentre gli obblighi
a nostro carico aumentano. E' lecito tutto cio'?".

Ufficio stampa: Silvia Cerioli
tel. 06.55272323 - cell.338.7991367















































































































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