LA LEISHMANIOSI CANINA NON E' UN TABU'

LA LEISHMANIOSI CANINA NON E' UN TABU' COMUNICATO STAMPA LEISHMANIOSI, ANMVI: NO AD ISTERISMI MEDIATICI Vivere con un cane affetto da Leishmaniosi è possibile e sicuro Anche l'adozione di un randagio malato non espone a rischi La ricerca nazionale e la medicina veterinaria hanno fatto progressi:non neghiamoli per falsi scoop (Cremona, 25 giugno 2008) - Alcuni lanci di agenzia, a margine delSANIT, rischiano di diffondere allarmi ingiustificati sulla leishmaniosicanina.

25/giu/2008 15.17.00 ANMVI Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

LEISHMANIOSI, ANMVI: NO AD ISTERISMI MEDIATICI
Vivere con un cane affetto da Leishmaniosi è possibile e sicuro
Anche l’adozione di un randagio malato non espone a rischi
La ricerca nazionale e la medicina veterinaria hanno fatto progressi:non neghiamoli per falsi scoop


(Cremona, 25 giugno 2008) - Alcuni lanci di agenzia, a margine delSANIT, rischiano di diffondere allarmi ingiustificati sulla leishmaniosicanina. Contattato dall’ANMVI, l’Istituto Superiore di Sanità smentiscedichiarazioni mai rilasciate in proposito. Romi e Gradoni (ISS): laposizione ufficiale dell’Istituto è in un Rapporto del 2004.

Il dottor Roberto Romi, primoricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità, non si riconosce nelledichiarazioni che la stampa gli ha attribuito in queste ore in fatto diLeishmaniosi canina. Il lancio di una agenzia di stampa nazionale hainnescato ieri un tam tam allarmistico su radio e giornali, secondo ilquale “il miglior amico dell'uomo potrebbe essere anche il piu'pericoloso”, proprio a causa della malattia che  sempre secondole agenzie-  “puo' essere letale sia per gli immuno-depressi, siaper i bambini”.  Ma il dottor Roberto Romi, presente ieri alconvegno Sanit, il forum internazionale della Salute in corso a Roma, nonha mai rilasciato interviste né fatto dichiarazioni attribuibili solo aduna superficiale cronaca giornalistica su una materia scientificamentecomplessa.

Contattato dall’ANMVI, Roberto Romi ha precisato questa mattina che“la posizione ufficiale dell’ISS è contenuta nel Rapporto ISTISANn.12/2004 “Linee per il controllo del serbatoio canino della leishmaniosiviscerale zoonotica in Italia”.

“Non possiamo accettare che la materia scientifica sia troppe voltetrattata senza competenza e con il gusto dell’allarmismo mediaticofacile  dichiara il Presidente dell’ANMVI Carlo Scotti, cheaggiunge: “tutto questo non è rispettoso della ricerca scientificanazionale e dei progressi della medicina veterinaria”.

A proposito della leishmaniosi, il Presidente dell’ANMVI precisa: “Seè vero che questa zoonosi per la tropicalizzazione del nostro clima si èormai diffusa in tutte le aree del nostro paese, con percentuali di caniinfetti, in alcune aree, anche molto elevate, è altrettanto vero che ilrapporto tra il cane e l’uomo va improntato ad una maggiore serenitàsulla base degli interventi che oggi la scienza veterinaria è in grado dioffrire. Il 98% dei cani di proprietà sottoposto a trattamento sopravvivealla malattia e non la trasmette. Nell’ambito della più grande Societàscientifica della veterinaria nazionale, la SCIVAC, è attivo un Gruppo diStudio sulla Leishmaniosi Canina i cui studi dimostrano che un cane diproprietà, sottoposto a regolari ed adeguate cure veterinarie non solonon mette a rischio i familiari, ma può addirittura avere una buonaqualità di vita”.

Nei cani senza proprietario, il problema è strettamente collegato adun efficiente controllo  del fenomeno del randagismo. Spiegaall’ANMVI il dottor Luigi Gradoni, Dirigente di ricerca delDipartimento di malattie infettive parassitarie e immunomediate dell’ISS,che adeguati interventi di prevenzione e di controllo nei caniliconsentono di rilevare situazioni ottimali: “esiste una casistica dinumerosi cani in buona salute clinica pur con dichiarata leishmaniosi eche vengono comunque adottati, perché la sensibilità, anche nelle zoneendemiche, è cresciuta e chi adotta sa come comportasi. Anche se in casac’è un anziano o un bambino”. Il cane leishmaniotico, aggiunge Gradoni,“non è un cane da nascondere e questa malattia non è più un tabù”.Rispetto ad anni fa, in cui la malattia non conosceva adeguate soluzionidi intervento, anche l’opzione della soppressione va messa in secondopiano. “Nelle Linee Guida dell’ISS non troviamo indicazioni diabbattimento- conclude Gradoni- l’eutanasia non è una misura diprevenzione e va ormai considerata solo per il benessere dell’animale esolo in alcuni casi limite”.

Ufficio Stampa ANMVI
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