I cani agressivi: tra scienza e isteria.

Per comprendere il comportamento del cane è necessario conoscere la sua origine, quando e come è avvenuta la sua addomesticazione Numerosi studiosi hanno dimostrato che il cane Canis familiaris deriva dal lupo Canis lupus poiché il cariotipo di quest'ultimo è del tutto omologo a quella del nostro cane domestico.

09/lug/2008 18.10.00 S.I.Ve.L.P. Sindacato Vet. Liberi Professionisti Contatta l'autore

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 COMUNICATO STAMPA SIVeLP

Sindacato Italiano Veterinari Liberi Professionisti.

08-07-08

I cani messi all'indice: tra scienza e isteria.


Per comprendere il comportamento del cane è necessario conoscere la sua origine, quando e come è avvenuta la sua addomesticazione

Numerosi studiosi hanno dimostrato che il cane Canis familiaris deriva dal lupo Canis lupus poiché il cariotipo di quest’ultimo è del tutto omologo a quella del nostro cane domestico.

Robert Wayne, genetista dell’Istituto di Zoologia dell’Università di Los Angeles, Caries Vilà ed altri ricercatori hanno paragonato il DNA mitocondriale di 162 lupi rappresentanti di 27 popolazioni di Europa, Asia e Nord America, di 140 cani, rappresentanti di 67 razze e 5 incroci e, in quanto potenziali antenati del cane, di 5 coyote (Canis latrans), 2 sciacalli dorati (Canis aureus), 2 sciacalli della gualdrappa (Canis mesomelas) e 8 sciacalli del Simien (Canis simensis) giungendo alla conclusione che il lupo è indiscutibilmente il progenitore del cane e che questo altro non è che una sua variante domestica.

È opinione condivisa da esperti in zooantropologia che la relazione lupo/cane-uomo sia ascrivibile a 100.000 anni fa, non solo come evento di carattere culturale, ma addirittura coevolutivo.

Successivamente, solo in tempi più recenti, l’uomo ha messo in atto pratiche di differenziazione morfologica del cane mediante il processo di selezione e di riproduzione controllata.

L’aggressività è il problema per il quale si ricorre più spesso agli esperti di comportamento.

Spesso i cani conquistano tristemente gli onori della cronaca per fatti di aggressioni all’uomo e vengono definiti “cani assassini”, con risvolti legislativi di dubbio valore come l’istituzione della “black-list o lista cani pericolosi”, come se si trattasse del numero di cavalli di un auto adatta o meno a neo-patentati.

Sicuramente l’alto numeri di aggressioni all’uomo da parte di cani riscontrate nell’ultimo periodo testimoniano l’inefficacia dell’Ordinanza in materia di “Tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione di cane” così per come è stata recepita.

Ma quali sono i motivi che determinano l’aggressività canina?

Sappiamo che essa può essere causata:

da predisposizione genetica, dalle esperienze vissute dal cane nelle prime settimane di vita, dai rapporti fra il cane e il padrone e da malattie che possono modificarne il suo comportamento.

Ogni cane nasce con un corredo genetico ben definito che lo porterà, nel corso della vita, ad essere più o meno propenso a comportamenti aggressivi; è evidente, l’importanza di preparare il proprietario all’educazione del cane.

Un cane aggressivo, può essere educato adeguatamente da una persona competente, ma può divenire un pericolo pubblico in mano ad una persona inesperta.

Le esperienze fatte dal cane nelle prime settimane di vita sono destinate ad influire positivamente o negativamente sul carattere che avrà da adulto e, sulla sua inclinazione all’aggressività.

Cuccioli allevati nell’impossibilità di interagire con gli esseri umani e costretti a vivere in un ambiente privo di stimoli, da adulti saranno diffidenti e insicuri, portati a comportamenti aggressivi di vario genere.

Ricerche scientifiche sul comportamento animale, hanno dimostrato che una carenza di socializzazione può portare a comportamenti in un primo momento timorosi e quindi aggressivi verso tutto quello che il cane non ha avuto modo di sperimentare.

Per questo motivo, è probabile che un cucciolo, allevato da una madre estremamente nervosa e mal disposta nei confronti degli esseri umani, pur possedendo un patrimonio genetico non aggressivo, diventi diffidente e intrattabile con gli esseri umani.

Queste brevi considerazioni sul comportamento interspecifico del cane ci devono far riflettere sull’importanza di rivedere le norme legislative che regolamentano in materia di tutela dell’incolumità pubblica e dall’aggressione di cane, al fine di modificarne in maniera radicale il contenuto per sviluppare un modello legislativo che sensibilizzi allevatori e proprietari all’idoneo commercio e detenzione di animali e che non preveda l’esarcerbazione dell’aggressività del cane mediante addestramento, competizioni o quanto violi il rispetto della salvaguardia del benessere e salute animale.


Medico veterinario esperto nel comportamento animale

Educatore cinofilo

Maria Paola Cassarani


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