Ore 13,45, riprende a funzionare la fontana di via Scarlatti.doc

Voglio ricordare che la querelle sulla presenza della fontana al centro di via Scarlatti si protrae da quasi nove anni, da quando, cioè, senza che mai si parlasse di questo progetto, fu installata di punto in bianco nell'isola pedonale, nella notte tra il 20 ed il 21 dicembre dell'anno 1999, destando non poche perplessità e scalpore al suo improvviso apparire, al punto che fu ribattezzata "Comacchio", dopo che all'interno di essa si erano trovate alcune anguille ".

27/ago/2008 16.26.00 Gennaro Capodanno Comitato Valori collinari Napoli Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Comitato Valori  Collinari  

Presidente: Prof. Ing. Gennaro Capodanno

Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui“

Via Tino di Camaino, 22  -  Napoli

Tel..  0815787434   - 3392384648

e-mail: gennarocapodanno@gmail.com

 

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

Ore 13,45: riprende a funzionare la fontana di via Scarlatti

Capodanno: “ Un referendum per la scelta della collocazione

 

    “ La fontana Itaca, che nei giorni scorsi, a seguito della tracimazione dell’acqua dai bordi, era stata svuotata, oggi alle 13,45, dopo che nelle mattinata era stata riparata, ha ripreso a funzionare – annuncia Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari  -. Seppure con un livello di pochi centimetri, forse proprio al fine di evitare che l’acqua tracimasse di nuovo, il Vesuvio ha ripreso ad eruttare il prezioso liquido “.

    “ Non voglio innestare ulteriori polemiche – precisa Capodanno – né  credo alla versione di un sabotaggio per attizzare le polemiche. Per quanto ne sappia non esiste alcun elemento che supporti allo stato questa ipotesi. Voglio ricordare che la querelle sulla presenza della fontana al centro di via Scarlatti si protrae da quasi nove anni, da quando, cioè, senza che mai si parlasse di questo progetto, fu installata di punto in bianco nell’isola pedonale, nella notte tra il 20 ed il 21 dicembre dell’anno 1999, destando non poche perplessità e scalpore al suo improvviso apparire, al punto che fu ribattezzata “Comacchio”, dopo che all’interno di essa si erano trovate alcune anguille “.

    “ E’ vero che l’autore della scultura regalò la sua opera – prosegue Capodanno -, ma è altresì vero che la ditta che la realizzò chiese ed ottenne circa 100 milioni delle vecchie lire. Per quanto ricordo, nacque anche qualche polemica alla consegna in relazione al peso del manufatto in ferro “.

    “ Come oggi c’è chi parla di ignoranza, riferendosi ovviamente a coloro che non apprezzano quest’opera d’arte collocata nel contesto nel quale oggi si trova, ricordo che vi fu, all’epoca, un duro intervento del critico Bonito Oliva nel quale si parlava di  una destra illiberale e senza cultura che continuerebbe ad avere le sue roccaforti nelle aree collinari. Valutazioni smentite dalla storia, visto che, notoriamente, nella municipalità che racchiude i quartieri del Vomero e dell’Arenella, governa ormai da lustri un parlamentino con maggioranza di centro-sinistra e con presidenti espressione di quella stessa area, in perfetta sintonia con quanto avviene a palazzo S. Giacomo, alla provincia di Napoli e alla regione Campania “.

 

“ Così come bisogna ricordare – prosegue Capodanno – che, all’ epoca, anche la sovrintendenza ai beni storici ed artistici si espresse attraverso gli organi d’informazione e certamente in maniera non favorevole alla collocazione dell’opera in via Scarlatti, adducendo considerazioni diametralmente opposte a quelle che per le quali si cerca di motivare la collocazione al centro della strada, che crea una vera e propria frattura alla continuità visiva di un percorso che parte dalle scale su via Morghen e prosegue fino a via Cilea “.

“ Il problema comunque – precisa Capodanno -  è più ampio e deve trovare, a mio avviso, una soluzione in sede legislativa. Si tratta di stabilire le modalità, il percorso, per cosi dire, che le pubbliche amministrazioni devono seguire per la scelte legate alla progettazione, all’esecuzione, alla realizzazione e alla collocazione delle opere d’arte che hanno una valenza storica, rappresentando anche per le future generazioni lo stile ed il vissuto, più in generale, d’un’epoca passata. In quella sede bisognerà stabilire pure i metodi di partecipazione democratica delle comunità interessate, a priori ovviamente, sull’iter formativo della volontà istituzionale, così come già avviene in altre nazioni, come la Svizzera “.

In attesa di una siffatta normativa – conclude Capodanno -, evitando di buttarla, per così dire, in politica, svilendo anche la scelta democratica dei tanti che firmarono la petizione per una diversa collocazione della fontana, indipendentemente da chi la proponeva,  ritengo,  anche al fine di evitare strumentalizzazioni politiche, che avvengono proprio quando, come nel caso in questione, l’istituzione si mostra poco sensibile alle istanze dei propri amministrati, bypassandole, che sulla collocazione della fontana si debbano esprimere i cittadini, attraverso un referendum consultivo, così come previsto dalle norme della legge 8 giugno 1990 n. 142 e dal vigente statuto comunale “.

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl