65° anniversario del sacrificio della Divisione Acqui a Cefalonia e Corfù

65° anniversario del sacrificio della Divisione Acqui a Cefalonia e Corfù Nella ricorrenza del 65° Anniversario del sacrificio della DIVISIONE ACQUI a CEFALONIA E CORFU', ADE si associa alle iniziative dell'Associazione di Parma e delle Istituzioni della Città per rendere testimonianza di ricordo ed omaggio alla memoria di quei giorni.

22/set/2008 19.15.50 Notiziario delle associazioni Contatta l'autore

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Nella ricorrenza del 65° Anniversario del sacrificio della

DIVISIONE ACQUI a CEFALONIA E CORFU’, ADE si associa alle

iniziative dell’Associazione di Parma e delle Istituzioni

della Città per rendere testimonianza di ricordo ed

omaggio alla memoria di quei giorni.



La cerimonia avrà luogo mercoledì 24 Settembre alle ore

10,30 presso il Cimitero della Villetta alla presenza delle

Associazioni militari e civili e delle Rappresentanze della

Città. Il ritrovo è fissato per le ore 10,15 presso

l’ingresso principale della Villetta dove si formerà un

breve corteo.

Seguirà la deposizione di un omaggio floreale ed un

momento di raccoglimento e di ricordo presso la stele

dedicata ai Caduti di Cefalonia e Corfù, nel Campo

perimetrale, Ingresso D.



I Martiri di Cefalonia e Corfù



L’8 settembre 1943 la Divisione Acqui che, forte di 525

ufficiali e 11.500 soldati, presidiava le isole di Cefalonia

e Corfù agli ordini del generale Antonio Gandin, si

trovò di fronte alla consueta alternativa: o arrendersi e

cedere le armi ai tedeschi o affrontare la resistenza

armata, sapendo di non poter contare su alcun aiuto esterno.

Tra il 9 e l’11 settembre si svolsero estenuanti

trattative tra Gandin e il tenente colonnello tedesco Barge,

che intanto fece affluire sull’isola nuove truppe. L’11

settembre arrivò l’ultimatum tedesco, con

l’intimazione a cedere le armi. All’alba del 13

settembre batterie italiane aprirono il fuoco su due grossi

pontoni da sbarco carichi di tedeschi. Barge rispose con un

ulteriore ultimatum, che conteneva la promessa del rimpatrio

degli italiani una volta arresi. Gandin chiese allora ai

suoi uomini di pronunciarsi su tre alternative: alleanza con

i tedeschi, cessione delle armi, resistenza. Tramite un

referendum i soldati scelsero di resistere. Il 15 settembre

cominciò la battaglia che si protrasse sino al 22

settembre, con drastici interventi degli aerei Stukas che

mitragliarono e bombardano le truppe italiane. I nostri

soldati si difesero con coraggio, ma non ci fu scampo: la

città di Argostoli distrutta, 65 ufficiali e 1.250 i

soldati caduti in combattimento. L’Acqui dovette arrendesi

e la vendetta tedesca fu spietata e senza ragionevole

giustificazione. Il Comando superiore tedesco ribadì che

"a Cefalonia non devono essere fatti prigionieri di

nazionalità italiana, il generale Gandin e i suoi

ufficiali responsabili devono essere passati per le armi

secondo gli ordini del Führer". Il 24 settembre Gandin

venne fucilato alla schiena; in una scuola 600 soldati

italiani con i loro ufficiali furono falciati dal tiro delle

mitragliatrici; 360 ufficiali furono uccisi a gruppetti nel

cortile della casetta rossa. Alla fine saranno 5.000 i

soldati massacrati, 446 gli ufficiali; 3.000 superstiti,

caricati su tre piroscafi con destinazione i lager

tedeschi, scomparirono in mare affondati dalle mine. In

tutto 9.640 caduti, la Divisione Acqui annientata. Molti dei

superstiti dell’eccidio si rifugiarono nelle asperità

dell’isola e continuarono la resistenza fino

all’abbandono tedesco di Cefalonia mantenendosi in

contatto con la missione inglese e fornendo preziose

informazioni agli alleati.



ADE - 24.09.08 - 65° ANNIVERSARIO - Martiri di

Cefalonia e Corfù (Thanks to: Wikipedia, Atto Vannucci)



ADE SpA - CIMITERI DI PARMA - Luoghi della Memoria





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