Il lupo si mangia gli agnelli

Il lupo si mangia gli agnelli Milano, 18 ottobre 2008 Caro direttore, con sempre più frequenza si sente parlare di bullismo, di violenza fra i giovani, di ragazzi che, dopo la discoteca, concludono la serata con un incidente automobilistico, quando non è la loro vita concludersi lì.

18/ott/2008 18.08.16 Narconon sud Europa Contatta l'autore

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Milano, 18 ottobre 2008

Caro direttore,

con sempre più frequenza si sente parlare di bullismo, di violenza fra i giovani, di ragazzi che, dopo la discoteca, concludono la serata con un incidente automobilistico, quando non è la loro vita concludersi lì.

I giornali ed i servizi giornalistici in TV riportano percentuali preoccupanti sul consumo di droga e di alcol fra i giovani e spesso mi chiedo se stiamo veramente facendo il possibile per evitare che i nostri ragazzi vadano a finire in un tunnel così pericoloso.

Sono un'insegnante e non ho bisogno di leggere statistiche per sapere che molti studenti fanno uso di droga. Non è una novità. È da anni che la droga circola nelle scuole, ma ci si sente impotenti di fronte a un fenomeno che viene sottovalutato e spesso ignorato.

Senti i discorsi dei ragazzi, i soliti luoghi comuni: "...lo spinello non fa niente...", "...tanto smetto quando voglio...", "...l'importante è non mischiare le sostanze...". Poi li vedi il lunedì mattina a dormire sui banchi, oppure più distratti del solito, a volte euforici o con la testa chissà dove. Stanno ancora smaltendo gli effetti di quanto assunto in discoteca la sera prima o si sono fatti uno spinello prima di entrare a scuola? Quante volte mi sono fatta questa domanda... poi comunque inizio a spiegare e finisce l'ora.

Come si fa a seguire una lezione dopo essersi fatti uno spinello o dopo aver preso una sbornia la sera prima. Qualsiasi tipo di insegnamento, in una condizione del genere, è destinato a fallire. Non ci dovrebbe sorprendere se i nostri alunni fanno fatica a capire, se sembrano stupidi o se a volte alcuni sono violenti ed hanno delle reazioni eccessive.

Recentemente si è tanto parlato di quanto si sia abbassato il livello di preparazione dei nostri studenti. È vero: nella scuola italiana c'è bisogno di migliorare la didattica, ma quanto si sta tenendo conto della variabile droga nell'analizzare i risultati della nostra istruzione?

Come spesso capita nel mio lavoro ho cambiato diverse scuole e sono venuta a conoscenza dei vari interventi informativi su queste tematiche fatte da psicologi inviati dalle ASL con risultati nulli o scarsi. Questo mi aveva indotto a pensare che la stessa cosa, probabilmente, fosse successa a molti miei colleghi e presidi ovvero che non si potesse fare niente, che bisognava rassegnarsi.

L'esperienza fatta successivamente, però, mi ha dimostrato che si può fare qualcosa e si deve fare qualcosa. Diversamente rischiamo che un'intera generazione venga lentamente, giorno dopo giorno, distrutta da false informazioni e da spacciatori senza scrupoli.

Come insegnanti e come genitori dobbiamo dire la verità sulle droghe hai nostri figli e studenti, parlarne, documentarci, fare tutto il possibile per fermare questo disastro.
I discorsi teorici e le ramanzine sono meglio di niente, ma quello ho visto incide di più sono le informazioni sugli effetti fisici e mentali che queste causano, i meccanismi che spingono a fare sempre più uso di droghe e alcol ed a causarne la dipendenza.

Per mia esperienza, gli interventi che hanno coinvolto, fatto riflettere ed influito sui miei alunni sono stati quelli fatti da ragazzi che avevano vissuto in prima persona gli effetti negativi di queste sostanze: i volontari dei centri di recupero Narconon per tossicodipendenti. Loro stanno portando avanti campagne in diverse città d'Italia.

C'e un grosso business su alcol e droghe, ci sono campagne di marketing e false informazioni per allargare ed il mercato. Chi sono i clienti o potenziali clienti? Chi è il target di questo mercato? Quanto bisogna fare per contrastare la pressione che sta dietro ad affari di così grande entità? Chi lo farà, se non lo facciamo noi? Non si può stare a guardare mentre il lupo si mangia gli agnelli.

Sinceri saluti,

Prof.ssa Margherita Pellegrino





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