Romania : 90 anni di amore per la Libertà

Romania: 90 anni di amore per la Libertà Nel breve volgere del mese di dicembre, il popolo e la comunità rumena presente in Italia sarà chiamata a fare memoria del proprio passato e del proprio futuro.

20/nov/2008 09.25.38 associazione giovane europa unita Contatta l'autore

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Nel breve volgere del mese di dicembre, il popolo e la comunità rumena presente in Italia sarà chiamata a fare memoria del proprio passato e del proprio futuro. Il 30 Novembre, con la ricorrenza di Sant’Andrea Apostolo, si ricorda il legame tra le terra romena e la cristianità, ribadendo come un popolo ed una nazione non può fare “nulla senza Dio” come ricordato anche nel motto ufficiale della Romania. Il 1 dicembre, con l’anniversario della proclamazione della GRANDE ROMANIA si vuole sottolineare il ricordo dell’inizio del periodo più glorioso della Patria Rumena finalmente unita dopo secoli di lotte. Tutte date e avvenimenti che segnano l’amore per la libertà di questo popolo, un attaccamento alla libertà che viene da lontano, dalle guerre daciche, emblema della volontà di resistere all’occupazione militare straniera ma allo stesso tempo simbolo anche della volontà di lottare per una libertà che non opprima gli altri ma anzi sia un momento di lotta per la liberà di tutti gli oppressi. Una delle caratteristiche più belle del popolo romeno è proprio l’ “amore per la libertà “ che viene da lontano e che ha visto tante volte assieme combattere per la stessa causa italiani e romeni. Vorrei ricordare Ioan Dragescu (1845-1915) che dalla natia Transilvania venne a studiare a Torino dove si laureo in medicina. Nel 1866 a soli 21 anni si arruolò volontario per partecipare alla Terza Guerra d’ indipendenza italiana. Ritornato in Romania organizzò il servizio sanitario in Dobrugia contribuì con l'opera e gli scritti agli scambi italo/romeni fu ammiratore di Mazzini e Garibaldi e nel 1869 pubblicò a Torino il romanzo storico Notti Carpatiche che a Budapest era stato sequestrato perché esaltava le imprese eroiche di Hria, Closca e Critiàan martiri rumeni della libertà sostenendo l'unione di tutti i romeni dell'una e dell'altra parte dei Carpazi. Lo stesso spirito è presente nelle poesia Amore e Patria del 1869 e nel volumetto nostalgie e speranze del 1871. Accanto a questo importante personaggio vorrei ricordare i giovani romeni che proprio novanta anni fa, inquadrati nella Legione Romena d’Italia e facenti parte della VIII,V IV armata italiana presero parte alla la “ terza battaglia del Grappa” del 24 ottobre del 1918 e nella offensiva di Vittorio Veneto che portò al collasso dell’esercito austro – ungarico e alla fine la fine della guerra sul fronte italiano. L’omaggio a questi sconosciuti si tramuta in gesto di riconoscenza per il presente. Infatti fu anche grazie a quei tanti giovani romeni che permise di portare l’Italia vittoriosa alla fine della IV guerra d’indipendenza e a completare il disegno risorgimentale e a permettere anche alla Romania di trovare dopo pochi giorni dalla fine del primo conflitto mondiale la sua unità nelle giose giornate di Alba Iulia. Oggi i discendenti degli antichi Daci, dei valorosi reduci della Legione Romena d’Italia danno ancora il loro sangue per il bene della Romania ma anche dell’Italia. E’ un sangue versato nei tanti luoghi di lavoro a causa delle cosi dette “morti bianche” ma rappresenta il contributo di un grande popolo per il bene della Romania e dell’Italia.
 
 
Dott. Marco Baratto
Vice Presidente "DACIA"
 
 

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