Conferenza di Doha. Marelli: "una gara al ribasso tra i Governi e immobilismo di fatto a dispetto delle emergenze in corso"

01/dic/2008 15.49.07 Associazione ONG italiane Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

Conferenza di Doha. Marelli: “una gara al ribasso tra i Governi e immobilismo di fatto a dispetto delle emergenze in corso”

 

Doha (Qatar), 1 dicembre 2008. Mentre il negoziato sulla dichiarazione finale di Doha si avvia alla conclusione, restando alla valutazione delle delegazioni presenti la definizione del percorso di follow-up della Conferenza, il testo sin qui concordato assomiglia più ad un aggiornamento sullo stato della situazione dello sviluppo a livello mondiale piuttosto che una dichiarazione di Governi e di decisori politici consapevoli dell’urgenza e dell’assoluta necessità di assumere correttivi e soluzioni significative per proiettare nel prossimo futuro uno scenario di maggior fiducia e benessere condiviso.

 

“Il Clima che si respira a Doha – ha dichiarato Sergio Marelli Presidente della Associazione ONG Italiane presente alla Conferenza in rappresentanza delle 160 ONG aderenti – è quello di una gara al ribasso tra i Governi che via via stanno ammorbidendo un testo iniziale già di per sè non entusiasmante. I dati della povertà e della fame, i risultati deludenti nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, e soprattutto le prospettive che sembrano delinearsi come ancora più preoccupanti per il prossimo futuro  delle persone più povere e vulnerabili richiedono una leadership forte e determinata per affrontare la situazione globale. Invece a Doha si sta delineando un consenso di basso profilo che ha come unico risultato quello di aver sancito l’incapacità dei leader mondiali del Nord e dei Sud del mondo a raddrizzare lo stato delle cose”.

 

La resistenza degli USA sulle questioni climatiche e commerciali, quella di molti PVS nell’accettare maggior trasparenza nei meccanismi finanziari internazionali – eliminazione dei paradisi fiscali in testa – il regresso dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo con il disimpegno per un suo incremento nei prossimi anni e l’innescarsi degli equilibri, degli algoritmi e dei veti incrociati tra le componenti del mondo onusiano rischiano di impedire definitivamente che questa Conferenza dia risposte concrete alle crisi che sta attraversando il mondo intero.

 

Come se non bastasse, la presenza di una delegazione governativa statunitense con una leadership politica compromessa dal risultato elettorale, e la significativa assenza dei vertici di Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale che furono tra i promotori della Conferenza di Monterrey nel 2002, non fanno altro che rinviare a prossimi vertici e appuntamenti internazionali l’assunzione di decisioni e misure concrete ed efficaci.

 

“Il mondo intero ha bisogno di decisioni oggi non di ulteriori rinvii con questa o quell’altra scusa – dichiara Sergio Marelli Presidente della Associazione ONG Italiane - . A Doha, stiamo assistendo al delinearsi dei peggiori tra gli scenari possibili: quello di un immobilismo di fatto a dispetto delle emergenze in corso o, nella migliore delle ipotesi, quello del tentativo di affrontare una tempesta con zattere di legno e barchette di carta.”

 

I Paesi del G8 hanno definitivamente dimostrato la loro incapacità di gestire una crisi mondiale annunciando prossimi Summit – il primo dei quali all’inizio di aprile 2009 in Gran Bretagna -  allargati alle cosiddette economie emergenti con la ormai sperimentata formula del G20, nel corso dei quali individuare le contromisure della crisi e della recessione per rilanciare crescita e sviluppo sostenibile.

 

“La nostra preoccupazione – continua Marelli - corre immediatamente al resto dei Paesi in Via di Sviluppo, rappresentati all’ONU nel G77,  che perdono di fatto quei governi che sino a ieri erano percepiti come i difensori dei loro interessi  e che oggi cedono sempre più alle lusinghe del club più esclusivo del mondo quale il G8. Il ripiegamento di Paesi come Brasile, India, Sud Africa sui propri interessi nazionali e l’oggettivo loro accomodamento alle logiche ed alle regole dei più forti, rischiano di emarginare ulteriormente i paesi più poveri dai benefici della globalizzazione e della crescita economica diminuendo ulteriormente il loro peso nelle decisioni e nelle scelte internazionali”.

 

Nell’immediato dopo guerra la lungimiranza dei leader politici ha saputo dotare la comunità internazionale di strumenti e istituzioni adeguate ad affrontare un nuovo ordine mondiale costituitosi dopo il devastante e drammatico impatto della seconda guerra mondiale sulle economie e le società dell’epoca.

 

“La cosiddetta Bretton Woods non fu altro che una Conferenza come quella in corso oggi a Doha – conclude Marelli -.  Con la sincera volontà di risolvere i problemi anche le tanto biasimiate Conferenze internazionali possono conseguire risultati eclatanti. Di fronte al rinnovato ordine internazionale che ci si presenta oggi, chiediamo ai Governi presenti a Doha che quella lungimiranza e quella responsabilità che hanno caratterizzato sessanta’anni fa la Conferenza di Bretton Woods siano l’esempio per concludere Doha ed affrontare i prossimi appuntamenti internazionali”.

 

 

 

 

 

Ufficio Stampa Associazione ONG Italiane

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