comunicato CISA su Food Facility

comunicato CISA su Food Facility COMUNICATO STAMPA Unione Europea e crisi alimentare: un miliardo di euro per i piccoli produttori del Sud del mondo ma anche misure di lungo periodo La proposta della Commissione Europea di destinare un miliardo di euro dei fondi non spesi nell'ambito della Politica Agricola Comune per sostenere migliaia di contadini nei paesi in via di sviluppo è l'impegno che l'Unione Europea dichiara di voler assumere per affrontare la crisi alimentare globale.

03/dic/2008 11.43.00 Associazione ONG italiane Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA
                                                                                                                                                                                                                                                                 

Unione Europea e crisi alimentare: un miliardo di euro per i piccoli produttori del Sud del mondo ma anche misure di lungo periodo

 

 

La proposta della Commissione Europea di destinare un miliardo di euro dei fondi non spesi nell’ambito della Politica Agricola Comune per sostenere migliaia di contadini nei paesi in via di sviluppo è l’impegno che l’Unione Europea dichiara di voler assumere per affrontare la crisi alimentare globale.

 

Questa è la proposta attualmente sottoposta alla procedura di co-decisione, quindi al vaglio del Parlamento Europeo e del Consiglio. Il Consiglio si è già pronunciato a favore il 21 novembre scorso mentre inizia oggi la discussione al Parlamento.

 

Il fatto che i produttori europei abbiano beneficiato di alti prezzi, ha significato che non c’è stato bisogno di intervenire con il supporto alle esportazioni attraverso i sussidi, per cui i fondi non sono stati spesi. Su questa base ora si valuta opportuno e necessario se tali fondi debbano essere destinati a sostenere i poveri nei paesi in via di sviluppo, che al contrario sono stati gravemente colpiti dalla crisi dei prezzi alimentari.

 

Per questo motivo, la proposta europea di destinare questi fondi al sostegno all’agricoltura nel Sud del mondo non può che essere ben accolta dal Comitato Italiano Sovranità alimentare. Il nostro obiettivo: ottenere che questi fondi siano utilizzati esclusivamente per sostenere le produzioni su scala familiare e il lavoro dei piccoli produttori, ossia coloro che rappresentano gli attori principali nella filiera agricola.

 

Per questo chiediamo ai nostri europarlamentari di sostenere tale proposta, di assicurare questi fondi il più presto possibile e inoltre di garantire che siano coordinati in modo coerente con le politiche europee che hanno un impatto sullo sviluppo globale.

 

In questo senso, la disponibilità di sostegno finanziario dato all’agricoltura nel Sud, si accompagna alla necessità di capire quale agricoltura vogliamo promuovere e la prima scelta è tra quella industriale (con tutti i noti rischi e le controindicazioni che comporta) o quella sostenibile portata avanti dai piccoli produttori.

 

Noi crediamo che solo sostenendo le comunità locali nella loro capacità di assicurare la produzione necessaria ad approvvigionare il mercato locale si potrà garantire la sicurezza alimentare nei paesi più poveri.

 

Per questo chiediamo che nella definizione e nella implementazione dei programmi legati al finanziamento elargito con la food facility siano rispettati i seguenti criteri:

- il principio dell’addizionalità: l’impegno che tali fondi non siano contabilizzati nell’aiuto allo sviluppo o che siano sottratti al budget dell’APS con lo stesso risultato di passare come aiuti per la cooperazione internazionale e quindi una particolare attenzione alle Istituzioni che dovranno gestire tali fondi.

- la garanzia che tali fondi vengano destinati ai piccoli produttori e non al finanziamento dell’agricoltura industriale: non ci sono attualmente misure vincolanti a garantire che ciò avvenga.

- il coinvolgimento sistematico della società civile (le organizzazioni dei produttori, le ONG, lo organizzazioni della società civile)nella definizione e nell’implementazione dei progetti a cui questi fondi sono destinati.

 

La necessità di intervenire con misure di emergenza e risorse straordinarie, non deve inoltre porre in secondo piano l’urgenza di adottare misure di lungo periodo che rimuovano le cause strutturali della crisi alimentare, dall'abbandono delle regole del commercio internazionale che impongono sempre più la liberalizzazione dei mercati, alla regolamentazione dei mercati finanziari al fine di vietare le speculazioni sui prodotti alimentari, alla necessità di garantire l’accesso alla terra per tutti i contadini dei paesi in via di sviluppo e di arrestare la corsa agli agro-carburanti che costituiscono un’ulteriore minaccia alla sovranità alimentare.

 


 
Ufficio Stampa Associazione ONG Italiane
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