INGANNO E CREATIVITA'

Il potere si fonda sulla forza bruta, sulla minaccia della forza, sulla persuasione, l'autorità, il carisma. l'inganno o una qualsiasi di queste componenti.

03/dic/2008 22.22.10 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

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INGANNO E CREATIVITA'



La necessità dell'inganno

scaturisce dalla natura stessa del potere. Il potere è la capacità di stabilire

precedenze che possono essere economiche, sociali, militari o politiche. In

effetti, il potere politico è la capacità di assegnare precedenze tra queste

altre forme di potere. Il potere si fonda sulla forza bruta, sulla minaccia

della forza, sulla persuasione, l'autorità, il carisma. l'inganno o una

qualsiasi di queste componenti. Due di tali componenti del potere vengono a

trovarsi in un rapporto particolare l'una con l'altra, un rapporto reciproco

nel quale l'una tende ad equilibrare l'altra. Plutarco espresse questo concetto

mediante i simboli del leone e della volpe. Se ci manca la forza del leone,

possiamo compensare questa carenza avvalendoci della scaltrezza della volpe. in

un rapporto con il potere, alla parte più debole spesso non rimane altro che

adottare una strategia dell'inganno per controbilanciare la forza bruta ed

assicurarsi così un margine di vantaggio che accresce la sua libertà d'azione.

Ingannando, cioè, impone le proprie regole. Nella Polonia comunista, Jerzy

Kosinski, intellettuale giovane e ribelle, aveva continue schermaglie con i

burocrati non condividendo la loro ideologia.Venne sospeso due volte dalle

università controllate dallo Stato e minacciato di essere espulso.

Ciononostante, si avvalse di tutta la sua intelligenza come brillante laureato

in psicologia sociale e, una volta laureato, ottenne una cattedra. Nel

frattempo preparò la sua fuga. Per potersi recare all'estero con qualche

pretesto ufficiale, gli sarebbero occorsi dei protettori prestigiosi, ma non

era disposto a mettere in pericolo la sua famiglia, gli amici o i colleghi

avvalendosene per realizzare il proprio piano. In quanto fotografo vincitore di

un premio poteva entrare in alcuni uffici governativi. Là rubò carta da lettera

intestata, timbri di gomma e sigilli e si accinse a creare quattro

appartenenti, del tutto immaginari, alla prestigiosa Accademia delle scienze

polacca, affinchè intervenissero come suoi protettori. Se fosse stato scoperto,

quell'inganno gli sarebbe costato quindici anni di prigione. I suoi quattro "

patrocinatori" iniziarono un'attiva corrispondenza con gli enti ufficiali,

chiedendo che Kosinski venisse autorizzato a recarsi negli Stati Uniti per

perfezionarsi presso una fondazione americana, anch'essa immaginaria in quanto

creata da lui sulla carta. La corrispondenza continuò per due anni finchè un

giorno il macchinoso sistema comunista autorizzò il passaporto. Il 20 dicembre

1957 egli arrivò a New York, all'età di 24 anni, con due dollari e ottanta

centesimi in tasca e un nome destinato a divenire presto noto. Di lì a qualche

anno infatti sarebbe divenuto uno scrittore affermato. La storia di Kosinski ci

dimostra ancora una volta che non esiste nemico imbattibile quando si dispone

di intelligenza e volontà.

Il presidente pro-tempore del Comitato per la

salvaguardia della Cultura europea

Raul Karelia





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