Odontotecnici: buttati fuori dalle professioni sanitarie!

In una settimana, 10 anni di lavoro e 80 anni di attesa sono stati buttati al vento senza nessun ritegno, nessun rispetto, né per la concertazione con la parte in causa più debole, né per la dignità di tutti i dirigenti che con serietà, impegno e abnegazione, hanno dato tutto il loro tempo ed energie, affinché si trovasse una soluzione al grave problema dell'odontotecnica Italiana.

12/dic/2008 16.29.32 Sala Stampa Online degli Odontotecnici italiani Contatta l'autore

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Con una assurda e sconcertante inversione ad “u”, il profilo professionale, nella sua versione Fazio 2008, da noi non accettata, è tornato in sede di valutazione degli assessori regionali alla Sanità presso la Conferenza Stato Regioni, la quale, invece di rifiutare quel documento privo di concertazione e di accordo tra le parti, ha pensato bene di cogliere l’occasione per buttarci fuori dalle professioni sanitarie.

 

In una settimana, 10 anni di lavoro e 80 anni di attesa sono stati buttati al vento senza nessun ritegno, nessun rispetto, né per la concertazione con la parte in causa più debole, né per la dignità di tutti i dirigenti che con serietà, impegno e abnegazione, hanno dato tutto il loro tempo ed energie, affinché si trovasse una soluzione al grave problema dell’odontotecnica Italiana.

 

La ragionevolezza e la via di mezzo è stato il percorso seguito da tutte le AAOO anche se in modo diverso, affinché si potesse trovare una soluzione, seppur non perfetta ma almeno condivisa, ma è miseramente fallito!

 

Il profilo Fazio 2008, ci toglie principalmente ogni possibilità di vera collaborazione col medico nella prova di congruità, buttando di fatto la professionalità e il lavoro intellettuale dell’odontotecnico all’interno del calderone dell’abusivismo più becero, impedendoci in questo modo di poter veramente fare pulizia nel nostro sistema, dividendo con chiarezza chi al fianco del medico collabora alla prova di congruità all’interno del cavo orale, da chi fa estrazioni, anestesie, ecc..

 

Chiudendo, inoltre, molte possibilità di dare gli stessi diritti a chi già oggi esercita, rispetto a chi in futuro dovesse farlo con la via universitaria.

 

Noi non siamo fautori di un odontotecnica sottomessa al baronato universitario, ma la legge sul riordino delle professioni sanitarie, prevede una laurea breve per tutte le professioni sanitarie e quindi anche per la nostra nuova figura professionale.

 

Questo impianto legislativo, è la radice nella quale noi siamo impiantati e dalla quale non vogliamo essere sradicati, non per favorire l’aumento delle cattedre, ma perché noi siamo una PROFESSIONE SANITARIA PER NATURA!! E non possiamo snaturarci, indipendentemente da ciò che passa per la testa a Governi, medici o a qualche “rinnegato” di casa nostra.

 

Per noi, uscire da un comparto di circa 500.000 addetti, come quello delle professioni sanitarie, che farà un cammino comune anche all’interno dell’Europa, è un puro suicidio.

 

Chiediamo alle autorità un rispetto reale delle regole democratiche,  degli uomini e dell’ unica vera professione in grado di restituire il sorriso alla gente.

 

Nella giornata di Mercoledì 10 Dicembre, eravamo stati invitati insieme allo SNO, a partecipare ad un incontro urgente presso il Ministero della Salute, all’ultimo istante, causa neve a Milano, questo incontro è stato rimandato, ciononostante il Ministero per scusarsi ci ha comunque ricevuto per consentirci di rilasciare della documentazione.

 

All’incontro si erano presentati dirigenti del CIO, dell’UOP e del Comitato 19 Ottobre, dello SNO non era presente nessuno.

 

Siamo in attesa dell’aggiornamento della data per un nuovo incontro, anche se crediamo che nonostante gli sforzi, i margini di trattativa siano divenuti vicino allo zero.

 

In attesa di sviluppi, è ormai imminente la necessità di prepararsi ad un attacco su tutti i fronti, è finito il tempo della difesa e dell’accettazione di compromessi a ribasso (ma noi questo lo dicevamo già da un pezzo).

 

Se anche dopo la prossima ed ultima riunione non si apriranno veri spiragli di speranza, si dovranno mettere in campo azioni clamorose dal punto di vista mediatico, informativo e di protesta e lì si vedrà se gli odontotecnici, finalmente troveranno il coraggio di tirar fuori gli attributi, o se delegando le responsabilità ai soli dirigenti, contribuiranno al definitivo collasso dell’odontotecnica Italiana.

 

 

 

CONSIGLIO NAZIONALE DI PRESIDENZA CIO

 

(CONFESERCENTI-FEDERBIOMEDICA)

 

UOP (UNIONE ODONTOTECNICI PUGLIESI)
 
 
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