Violazioni della Legge sulla Privacy: Una soluzione inasprire le sanzioni?

05/gen/2009 23.46.19 Ufficio Stampa Federprivacy Contatta l'autore

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Sembrava che i provvedimenti presi dal Governo nei mesi scorsi per semplificare gli adempimenti in materia di privacy avessero contrassegnato la fine di un incubo per piccoli imprenditori, professionisti, artigiani e altre piccole realtà. E invece no . Adesso il Governo torna a battere cassa, inasprendo le già pesanti sanzioni per le violazioni della Legge sulla Privacy.
Stando alle statistiche fornite a suo tempo dalle fonti più autorevoli, le pesanti sanzioni che aveva introdotto il Dlgs 196/2003 non avevano prodotto un adeguamento generalizzato da parte di chi era assoggettato alla nuova normativa, ma una situazione incerta e confusa nella quale la maggioranza dei piccoli e medi imprenditori erano rimasti inoperosi, forse sperando nella buona sorte, mentre altri avevano pensato di aver risolto il problema affidando la gestione della privacy aziendale a un software, oppure producendo “carta” in abbondanza , come se per rispettare gli obblighi di riservatezza sui dati personali fosse bastato premere un pulsante o poter esibire uno "straccio" di Dps. In pochi, una minor parte riconducibile perlopiù a medie e grandi imprese strutturate, si erano davvero adeguati sulla Privacy.
Qualche mese fa, si era tirato un sospiro di sollievo, e se le semplificazioni introdotte avessero avuto un seguito coerente, probabilmente si sarebbe potuto voltare pagina, convincendo anche gli scettici che per essere a posto con la privacy, e soprattutto tranquilli e sereni, poteva bastare un po’ di buona volontà.
Invece da adesso si ritorna alla linea dura.
Per fare un esempio, il titolare di una fabbrichetta, che avendo giusto qualche dipendente, tra cui una segretaria che va in maternità, o l’impiegato che si tessera al sindacato, oppure un operaio extracomunitario dai quali dati personali trapelano, anche non volutamente, le sue origini etniche o religiose, è tenuto a redigere ed aggiornare entro il 31 marzo di ogni anno il documento programmatico; alla luce dell’attuale inasprimento delle sanzioni, se questo piccolo imprenditore è colto “in flagrante” non avendo redatto o aggiornato il Dps, oltre che all’arresto  sino a 2 anni, con la modifica apportata all’articolo 162 del Dlgs 196/2003, rischia pure fino a 120.000 euro di sanzione amministrativa, ovviamente con l’esclusione del pagamento in misura ridotta. Non scusando ovviamente nessuno per una trasgressione alla legge, bisogna d’altra parte rilevare che una “tegola” del genere per alcuni significherebbe la rovina, e altri non farebbero salti di gioia.
Ma prendiamo per buono che il nostro imprenditore sia stato diligente, facendo il suo bel Dps, adottando tutte le protezioni informatiche del caso, nominando per iscritto la sua segretaria quale incaricato al trattamento di dati personali, etc. , supponiamo però che per un mero incidente il foglio dell’informativa sul trattamento dei dati personali scivolasse sotto la scrivania e mai giunga al nuovo cliente…..quale è la sanzione che rischia? Troviamo la risposta nell’articolo 161 del Dlgs 196/2003 reso così dopo le ultime modifiche:
”La violazione delle disposizioni di cui all'articolo 13 è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimila euro a trentaseimila euro…..”
E purtroppo questi sono giusto esempi, poichè esaminando il contenuto dell’art. 44 del Decreto Legge n. 207 del 30 dicembre 2008, ci si accorge che le casistiche non sono poi tanto limitate, e in casi di violazioni multiple, le sanzioni amministrative possono arrivare fino a 300.000 euro.
Il punto di vista di Federprivacy in merito, consiste in un netto dissenso verso queste nuove disposizioni, e secondo la nostra etica, pur raccomandando a tutti gli imprenditori di attenersi strettamente alle prescrizioni della legge sulla privacy, d’altra parte siamo scettici che le nuove misure potranno produrre un maggior rispetto della Legge sulla Privacy, ed è nostra intenzione manifestare alle istituzioni il pensiero degli imprenditori, per questo invitiamo tutti ad esprimersi nel sondaggio pubblicato nel nostro portale www.federprivacy.it , in base ai quali risultati, conoscendo anche la tua opinione, valuteremo le iniziative da intraprendere.
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