L´esilarante satira urbana di Gioele

Così un Gioele Dix in gran forma giovedì sera ha portato in scena all'Apollonio vizi e virtù della nostra società italiana, attraverso i suoi personaggi da cabaret più famosi e riusciti.

20/gen/2009 20.44.39 Notiziario delle associazioni Contatta l'autore

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Giovedì sera grande entusiasmo del pubblico al Teatro di Varese per il cabaret di “Dixplay”, con Gioele Dix

Una giungla urbana. Una guerriglia di parole non dette, rivalità, isterismi più o meno sottintesi, conditi da un'esilarante ironia per i difetti e le manie della vita di tutti i giorni. Così un Gioele Dix in gran forma giovedì sera ha portato in scena all'Apollonio vizi e virtù della nostra società italiana, attraverso i suoi personaggi da cabaret più famosi e riusciti. Stavolta sul palco Gioele aveva anche un complice: Bebo Best Baldan, poliedrico strumentista che ha accompagnato lo spettacolo con sketch e atmosfere musicali.

Dal “condomino” ombroso e astioso, trincerato nel suo appartamentino-bunker da cui trasuda odio per i vicini e intrattiene schermaglie fatte di piccoli dispetti, al maniacale pendolare delle ferrovie, che nei suoi lunghi ed estenuanti viaggi si arrovella sull'astrusa psicologia delle targhette con gli annunci delle Ferrovie dello Stato. Dal professore argentino, sempre pronto ad indottrinarci sulla pericolosità dello sport, specialmente il dannosissimo “ci” sulle piste, all'ormai mitico automobilista in...zzato con gli altri automobilisti, i pedoni, le autostrade, isterico contro tutto e contro tutti. Dopo una carrellata di monologhi, Gioele ha regalato agli spettatori anche un saggio del suo spettacolo “La Bibbia ha (quasi) sempre ragione”, con cui per una stagione ha calcato i teatri italiani proponendo una lettura irriverente e giocosa, ma non per questo meno ragionata, delle contraddizioni bibliche, e un sentito omaggio a Walter Chiari, il grande che “riusciva sempre a farti tornare a casa con un sorriso supplementare”.

Grotteschi, esasperati e comici. Così i personaggi di Gioele. Ma se non riusciamo a trattenere le risate per l'ostinazione del condomino “Dio condona, io no”, che è utente, “ute” e perciò continua a ribadire di essere un uomo normale, per le tragicomiche vicende dell'automobilista la cui ricerca per un parcheggio è ormai lotta per la sopravvivenza, un retrogusto di consapevolezza ci ricorda che, in fondo, in scena c'è anche qualche piccolo frammento di noi.

Fabiana Spozio


Quando: Giovedì 15 gennaio - ore 21.00
Dove: Teatro Apollonio di Varese

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