ANAMM se la crisi arriva in condominio

29/gen/2009 12.00.23 ANAMMI Contatta l'autore

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SE LA CRISI ARRIVA IN CONDOMINIO

Le difficolta' economiche degli italiani si riflettono nella gestione degli
immobili: circa il 20% dei residenti in condominio oggi non paga le quote
periodiche, rischiando il pignoramento. I consigli dell'ANAMMI per gestire il
problema

IL 20% di coloro che abitano in condominio oggi sceglie di non pagare le quote
mensili per l'immobile. Motivo: la crisi economica, che li induce a dare la
priorita' ad altre spese domestiche, come il mutuo e le bollette, considerate
piu' urgenti di quelle condominiali. Ad affermarlo e' l'ANAMMI, l'Associazione
Nazional-Europea degli AMMinistratori d'Immobili, che propone alcuni
suggerimenti per gestire il problema.

"La crisi si sente anche in condominio - spiega Giuseppe Bica, presidente
dell'ANAMMI - In tempi normali, la percentuale di morosi e' pari al 10% dei
condmini. Questo anche perche', da sempre, si ha la tendenza a sottostimare
tale pagamento. Ora, pero', la quota si e' raddoppiata e lo sanno bene i nostri
13mila soci che, sempre piu' spesso, si trovano ad affrontare i problemi
finanziari dei loro amministrati". La questione, infatti, colpisce anche chi
paga: le spese condominiali servono alla normale manutenzione dell'edificio
che, di conseguenza, non puo' essere ottemperata in tutte le sue
componenti. "E' per questo che, pur cercando di capire le ragioni della
morosita', non e' possibile consentire grandi dilazioni", avverte il presidente
Bica. Tra l'altro, ricorda il leader dell'ANAMMI, "il condomino sa in anticipo
quanto pagare per il condominio perche', ogni anno, l'amministratore presenta
il bilancio preventivo in assemblea".

Di fronte alla morosita', la norma e' chiara: prima la messa in mora, poi il
decreto ingiuntivo e, se non si ottiene nulla, l'atto di precetto. In ultimo
istanza, il pignoramento, mobiliare e immobiliare. "Ma se si tratta di
difficolta' economiche contingenti, e' inutile infierire - osserva Bica - al
tempo stesso, e' inopportuno portare troppo in la' il pagamento. Per due
motivi: il moroso accumula debiti su debiti, mentre l'amministratore e'
costretto, letteralmente, a non fare il suo lavoro. Se non ha soldi, infatti,
non potra' pagare le spese condominali, come imposto dal Codice Civile, vale a
dire i fornitori, la ditta di pulizia e, se c'e', il portinaio".

In tempi di crisi, l'ANAMMI propone alcuni accorgimenti. Innanzitutto, occhio
al bilancio preventivo, per evitare sorprese. A chi ha problemi economici
consiglia di parlare chiaro all'amministratore, "l'unico che puo' evitare la
gogna condominiale e che puo' dargli una mano concedendogli una minima
dilazione, ma senza esagerare. Inoltre chi fa bene il nostro lavoro cerca di
creare occasioni di risparmio".

Per quanto riguarda la determinazione delle spese, e' controproducente
risparmiare sulla manutenzione ordinaria, perche' si finisce con il pagare di
piu' in caso di guasto o, peggio, si rischia l'incidente. "Si puo' rimandare il
rifacimento dell'androne - precisa il presidente Bica - ma non si puo'
eliminare, per motivi di sicurezza, la verifica sulla caldaia". In tal senso,
l'Associazione invita a sensibilizzare i condmini sul corretto utilizzo degli
spazi comuni. Se nessuno imbratta i corridoi o sporca i pavimenti, sara' piu'
facile evitare spese aggiuntive per il decoro.

Ufficio stampa ANAMMI: Silvia Cerioli
tel. 06.55272323 - cell.338.7991367






















































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