RANDAGISMO, ABBATTIMENTO CANI E' FALLIMENTO PREVENZIONE

17/mar/2009 10.41.57 ANMVI Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA
RANDAGISMO, IPOTESI ABBATTIMENTO CANI E’ FALLIMENTO PREVENZIONE
Nel piano annunciato dal Sottosegretario Martini sinergia veterinaria tra pubblico-privato.
Scotti (ANMVI): la 281 è una legge della prima Repubblica, bisogna cambiare
Il randagismo deve essere affrontato come un fenomeno a termine e non da perpetuare.

(Cremona, 17 marzo 2009) - “La proliferazione dei randagi incontrollati e le conseguenti ipotesi di abbattimento rappresentano il fallimento della prevenzione nel campo della sanità pubblica”. Carlo Scotti dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, responsabile del progetto Leavet, dichiara che “l’emergenza randagismo è un fenomeno cronico nel nostro Paese, tanto più nel Sud, sottovalutato da decenni e ancora affidato ad una legge della prima Repubblica, la 281, che ha palesato nel tempo tutti i suoi limiti attuativi, ritardi scientifici e sprechi economici. Nel frattempo la medicina veterinaria ha fatto  passi da gigante sul fronte della prevenzione e della gestione degli animali senza proprietario, elaborando studi e programmi di intervento nei canili. Tutte conquiste ignorate”.

“E adesso, tocca assistere a tesi da “soluzione finale”  - è l'amaro commento di Scotti- per le incapacità di amministrazioni e addetti ai lavori che non hanno mai coinvolto i medici veterinari nell’elaborazioni di piani di intervento, preferendo soluzioni “fai da te”. Apprendiamo con interesse che il sottosegretario Martini intende portare avanti un piano nazionale e auspichiamo che faccia proprio il progetto Leavet che la nostra Associazione ha presentato a Governo e Parlamento già nel 2006 e ha nuovamente illustrato al Sottosegretario Martini solo pochi giorni fa”.

“Il nostro progetto- spiega Scotti-  mette le strutture veterinarie private, in sinergia con i Servizi Veterinari, a disposizione di interventi di controllo e di prevenzione dell’aumento della popolazione canina”. Il randagismo deve essere affrontato come un fenomeno a termine e non da perpetuare. I fondi pubblici sprecati in anni di vacche grasse stanno finendo, il SSN ha visto tagliate dall'ultima Finanziaria le risorse destinate alla lotta al randagismo e alla prevenzione veterinaria. E’ ora di aggredire il problema- conclude Scotti-  non c’è più tempo”.

Ufficio Stampa ANMVI
0372/40.35.47

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