FEDERCONTRIBUENTI: SI FACCIA UN'OPERAZIONE VERITA' SULL'EVASIONE IN ITALIA DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, NESSUNO DICE CHE MOLTI COSTI SONO INDEDUCIBILI. IL FISCO ABBATTE FORZAMENTE OLTRE VENT'UNO MILIARDI DI EURO DI COSTI AZIENDALI.

Un'azienda che oggi per effetto della crisi si indebita con le banche si vedrà costretta a non potere dedurre tutti gli oneri finanziari pagati ma lo dovrà fare in rapporto al volume dei ricavi e se il regime fiscale che adotta e quello semplificato la deduzione degli interessi sarà pari a zero.

30/mar/2009 19.31.55 federcontribuenti Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

 La lotta all'evasione va condotta fino in fondo, ma sui dati reddituali delle piccole e medie imprese è necessaria un'operazione verità che faccia emergere le anomalie della normativa fiscale e l'impatto che essa ha per le piccole e medie aziende.L'attuale legislazione impone per molti costi il divieto di detrazione. Un'azienda che oggi per effetto della crisi si indebita con le banche si vedrà costretta a non potere dedurre tutti gli oneri finanziari pagati ma lo dovrà fare in rapporto al volume dei ricavi e se il regime fiscale che adotta e quello semplificato la deduzione degli interessi sarà pari a zero. Le Pmi risultano, quindi, danneggiate da questo provvedimento, con una quota media di interessi non deducibili pari al 34% del valore degli oneri finanziari, ma che può raggiungere anche punte del 60%. Ad essere penalizzate sono soprattutto le imprese che si sono indebitate per poter investire, oltre a quelle che, a causa dei parametri di Basilea 2, hanno un costo dell'indebitamento elevato.La questione non riguarda solo gli interessi passivi ma si ripropone rispetto ai costi di carburante, delle autovetture, delle assicurazioni, delle utenze telefoniche e su molte altre voci relative alle spese generali. Secondo uno studio della Federcontribuenti, la penalizzazione per le aziende, si attesta a circa il 35% del valore dei costi realmente sostenuti, al netto delle materie prime. In termini assoluti, la somma ammonta a oltre ventunomiliardi di euro sotratti dal fisco alla detraibilità, considerata una media ponderata sull'intero scenario delle PMI italiane di circa 5000,00 euro per soggetto. In questo quadro l'ulteriore aggravante viene anche dagli studi di settore, dove il maggior ricavo viene desunto dal totale dei costi sostenuti e non da quelli effettivamente detraibili. Con l'attuale sistema il fisco si garantisce un recupero di oltre 7.000.000.000 di euro d'imposte l'anno. E' necessario ritornare ad un fisco che rispetti i dettami costituzionali, e che non deroghi, al principio della contribuzione secondo le proprie capacità reddituali. Questo consentirebbe un'operazione verità sull'effettiva redditività di milioni di piccole imprese. La lotta all'evasione oggi è necessario che sia fatta concentrandosi sulle indagini patrimoniali e finanziarie e non impedendo alle aziende di detrarre i costi realmente sostenuti. E' inoltre necessario rivedere le recenti novità legislative che consentono più facilmente di evadere ed eludere il fisco anche alla luce dell'allentamento dei controlli su tutte le operazioni relative alla tracciabilità dei movimenti finanziari.

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl