CS - G 20, "bene le dichiarazioni. Ma ora bisogna passare ai fatti". Sostegno della FOCSIV alla richiesta del procuratore Grasso

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03/apr/2009 16.33.53 Volontari nel mondo - Focsiv Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 
G 20, “bene le dichiarazioni. Ma ora bisogna passare ai fatti”
Sostegno della FOCSIV alla richiesta del procuratore Grasso
 

Roma, 3 aprile 2009. Dopo i risultati ottenuti in favore della cancellazione del debito con la straordinaria mobilitazione avviata con la campagna ecclesiale, con il vertice dei G20 dei giorni scorsi si apre la strada per un nuovo traguardo: la pubblicazione della black list dei paradisi fiscali e i pronunciamenti dei leader delle maggiori economie circa la necessità di non tollerare più questi “buchi neri” del sistema finanziario e bancario internazionale.

 

Dopo anni di pressione della FOCSIV insieme a moltissime altre realtà cattoliche e laiche della società civile, quello che fino a ieri sembrava essere un tabù, oggi presenta incrinature e spiragli di corruttibilità insperati.

 

“Quando fino a ieri abbiamo sostenuto l’irresponsabilità della non assunzione di decisioni da parte delle istituzioni nei confronti di Paesi dove il riciclaggio di denaro sporco, i commerci illeciti comprese le triangolazioni di armi e di droga, la legittimazione e incentivazione per l’evasione fiscale facevano trovare dimora e occasione di profitti e rendite illecite ai denari di dittatori e criminali internazionali, venivamo additati e irrisi come ideologici e utopici – dichiara Sergio Marelli, Direttore Generale della FOCSIV -. Da oggi, dopo la lettera di Benedetto XVI alla vigilia del G20 indirizzata al premier inglese Gordon Brown nella quale il Papa ha senza mezzi termini condiviso le nostre posizioni in materia di paradisi fiscali, evasione e farraginosità del sistema finanziario, gli argomenti da noi sostenuti trovano accoglienza addirittura nelle priorità di uno dei più significativi appuntamenti internazionali”.

 

Ora, però, quello che serve sono azioni concrete e rapide per confermare la volontà annunciata a Londra. “Stando ai fatti londinesi, infatti, ci pare che sul piano pratico resti ancora molto da fare – spiega Marelli -. Ad esempio, lo stanziamento promesso di 50 miliardi di dollari per i Paesi in Via di Sviluppo è la cifra da sempre richiesta dalle Nazioni Unite prima dell’impatto devastante della crisi sui poveri e le economie vulnerabili dei Sud del mondo, che non prevede misure straordinarie come fatto per banche e industrie dei Paesi ricchi”.

 

Ecco perché la FOCSIV sostiene la richiesta del procuratore antimafia Piero Grasso il quale chiede che Governo italiano e Banca d’Italia prendano provvedimenti rispetto alle 320 filiali di banche italiane attive nei paradisi fiscali. “Sarebbe misura conseguente e fattiva per non rimandare ancora tutto a un domani che rischia di non trovare più le condizioni per tutti di essere parte integrata e non esclusa, emarginata, violata, con il rischio che la crisi economica sfoci definitivamente in crisi sociale” conclude Marelli.

 

 

 

 

 

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