cs CISA-GCAP. G8 Agricoltura

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18/apr/2009 18.55.27 Volontari nel mondo - Focsiv Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

G8 Agricoltura, ONG: “Il diritto al cibo, impegno

che va oltre la crisi economica e le emergenze nazionali”

 

 

Roma, 18 aprile 2009. E’ stato presentato oggi a Treviso durante la conferenza stampa nell’ambito del seminario  “Il cibo al centro, l’agricoltura ovunque!” il Documento del Comitato Italiano per la Sovranità alimentare (CISA) e della Coalizione italiana contro la povertà (GCAP Italia) firmato da oltre 350 realtà tra ONG, sindacati, movimenti di contadini e allevatori, e associazioni di categoria, consegnato ai Ministri riuniti da oggi al 20 aprile a Cison di Valmarino (Treviso) in occasione della ministeriale sull’Agricoltura.

 

 

“Le 270 organizzazioni del CISA, le 70 della GCAP Italia, i 350 firmatari del Documento, i rappresentanti dei cinque Continenti di Via Campesina e dei 12 Paesi africani del coordinamento ROPPA erano qui e avrebbero voluto dire qualcosa al Ministro Zaia che invece ieri non ha trovato dieci minuti per incontrarci, nonostante fino a qualche giorno l’incontro sembrava certo”. 

 

Come ha sottolineato nel suo intervento Sergio Marelli, Presidente CISA e portavoce GCAP Italia, “si tratta di un Documento per contribuire all’analisi delle cause della crisi alimentare mondiale e alla definizione di proposte affinché una tale crisi non si ripeta”. Al riguardo per il CISA e la GCAP Italia una prima misura che i Governi possono attuare, a cominciare dai Paesi del G8, è quella di impegnare maggiori fondi nell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo agricolo con l’obiettivo di tornare ai livelli raggiunti nel 1979. “In questo momento di crisi economica – dichiara Marelli - non chiediamo di distogliere risorse economiche da investire nella ripresa o nelle nostre emergenze nazionali, e qui il pensiero non può non andare alle popolazioni dell’Aquila. Piuttosto chiediamo che ci sia coerenza nella gestione dei fondi pubblici distogliendo risorse dall’investimento in armamenti o recuperandole così come si sono recuperati centinaia di miliardi di dollari per il salvataggio delle banche, per le società finanziarie, per i manager delle società di brocheraggio in confronto agli esigui 4 miliardi di dollari per l’agricoltura. Una agricoltura che rappresenta un miliardo e 300 milioni di persone occupate nel mondo, circa il 50% della forza lavoro mondiale”.

“Solo investendo nell’agricoltura, e solo investendo in un modello di agricoltura sostenibile dal punto di vista sociale ed  ambientale, e solo trattando il cibo come un diritto e non come una merce, si potranno gettare le basi per un modello stabile che garantisca il diritto al cibo per tutti, dei paesi ricchi e dei paesi più poveri”, ha aggiunto Antonio Onorati membro del CISA e Focal point dell’International NGO/CSOs Planning Committee.

Una posizione, questa, pienamente condivisa anche da Ndiougu Fall, Presidente di ROPPA (Rete delle Organizzazioni Contadine e dei Produttori Agricoli dell’Africa Occidentale) e Renè Louail del Coordinamento europeo di Via Campesina, che sono intervenuti alla conferenza stampa a nome dei piccoli produttori agricoli di tutto il mondo.

 

“La crisi economica, finanziaria e climatica hanno completamente annullato quei risultati raggiunti per gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio – continua Marelli – perché i 150 milioni di persone uscite dalla condizione di povertà vi sono rientrate in condizioni anche peggiori”.

 

Ecco perché adesso CISA e GCAP Italia non si limitano a chiedere aumento di risorse ma vogliono che vengano investite in un nuovo modello agricolo che rispetta e tutela le risorse naturali, valorizza i saperi contadini e i territori, libero da OGM, che recuperi il protagonismo dei produttori di cibo, che metta al centro la persona. Un modello, questo, proposto per il Nord e il Sud del mondo.

 

 

 

 

 

 

 

L’Ufficio Stampa

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