cs CISA - G8 Agricolo, Nella dichiarazione nessun impegno economico concreto

Da una parte infatti c'è una importante presa di coscienza sulla centralità dell'agricoltura e della sicurezza alimentare nell'agenda internazionale, si riconosce il ruolo strategico dei produttori di cibo e l'imprescindibile necessità di coinvolgere le loro rappresentanze nella definizione delle politiche, si comprende che la crisi dei territori rurali si accompagna a quella ambientale e climatica, implicando che anche le soluzioni siano capaci di tenere insieme la complessità dei problemi nel quadro di tali priorità, si pone attenzione sulla corsa all'accaparramento delle terre in atto in tante zone del pianeta e si afferma la centralità della FAO e del sistema delle NU per quanto attiene alla governace agroalimentare globale; mentre dall'altra il documento resta indeterminante sugli impegni economici e finanziari, il richiamo al diritto al cibo non appare fra i 13 punti della dichiarazione e viene sostanzialmente contraddetto da un ulteriore invito alla liberalizzazione degli scambi internazionali, avallando regole internazionali che hanno ampiamente e drasticamente dimostrato di non funzionare e di contribuire all'aumento delle persone che soffrono la fame nel mondo.

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20/apr/2009 20.22.03 Volontari nel mondo - Focsiv Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

G8 Agricolo, Nella dichiarazione nessun impegno economico concreto

 

Roma, 20 aprile 2009. Si è concluso oggi a Cison di Valmarino il primo G8 agricolo con una dichiarazione che appare contraddittoria. Da una parte infatti c'è una importante presa di coscienza sulla centralità dell'agricoltura e della sicurezza alimentare nell'agenda internazionale, si riconosce il ruolo strategico dei produttori di cibo e l'imprescindibile necessità di coinvolgere le loro  rappresentanze nella definizione delle politiche, si comprende che la crisi dei territori rurali si accompagna a quella ambientale e climatica, implicando che anche le soluzioni siano capaci di tenere insieme la complessità dei problemi nel quadro di tali priorità, si pone attenzione sulla corsa all'accaparramento delle terre in atto in tante zone del pianeta e si afferma la centralità della FAO e del sistema delle NU per quanto attiene alla governace agroalimentare globale; mentre dall'altra il documento resta indeterminante sugli impegni economici e finanziari, il richiamo al diritto al cibo non appare fra i 13 punti della dichiarazione e viene sostanzialmente contraddetto da un ulteriore invito alla liberalizzazione degli scambi internazionali, avallando regole internazionali che hanno ampiamente e drasticamente dimostrato di non funzionare e di contribuire all'aumento delle persone che soffrono la fame nel mondo.

 

“L’insistenza sulla global partnership appare in evidente contraddizione con la centralità riconosciuta alla FAO, e da parte nostra richiediamo una maggior chiarezza nella definizione dei ruoli e degli obiettivi di questo progetto e riteniamo che non si possa parlare di global partnership senza prevedere uno spazio nel quale i piccoli agricoltori di tutto il mondo possano portare le loro idee e richieste – dice Sergio Marelli, Presidente del CISA -. La parte dedicata alla questione degli agrocarburanti sembra non tener in considerazione gli effetti delle politiche adottate proprio dai Paesi del G8 e i loro riflessi sulla sicurezza alimentare. Il ministro Zaia, che non ha incontrato né le organizzazioni della società civile che hanno sottoscritto il documento Il cibo al centro, l'agricoltura ovunque firmato dal CISA e dalla GCAP in rappresentanza di oltre 350 organizzazioni  né i rappresentanti delle cinque piattaforme africane che si sono riunite a Roma il 14 e 15 aprile, non sembra esser riuscito a introdurre nel documento i temi su cui si esprimeva alla vigilia del vertice ministeriale”.

 

Sulla speculazione finanziaria, che tanta parte ha avuto nella fiammata dei prezzi che ha caratterizzato la crisi alimentare, appare solo un evasivo e  inconsistente richiamo; sul ruolo delle scorte, che il CISA ritiene avere una importanza cruciale se controllate dalle istituzioni pubbliche in funzione dei sistemi di sicurezza alimentare, si rimanda a successive analisi e deliberazioni, senza vincolarle a chiari obiettivi; degli OGM e della loro brevettabilità a scapito del diritto a produrre degli agricoltori non si fa alcun accenno.

 

 

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