25 aprile, Focsiv: è ora di "liberare" i Sud del mondo dalla povertà estrema

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25/apr/2009 16.38.31 Volontari nel mondo - Focsiv Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

25 aprile, Focsiv: è ora di “liberare” i Sud del mondo dalla povertà estrema

 

Roma, 25 aprile 2009. L’attuale crisi finanziaria ed economica non è frutto di “un incepparsi temporaneo di alcuni meccanismi tecnici, superabile con la messa a punto di strumenti più adeguati”, ma conseguenza del fatto che “coloro i quali dovevano far funzionare questi meccanismi operavano al di fuori di ogni cornice etica”. E’ con queste parole che S. Em. il Cardinale Renato Raffaele Martino Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ha inquadrato le ragioni della crisi che ormai da mesi sta mettendo in ginocchio le economie globali, intervenendo nell’ambito del seminario “Aiuti e crisi economica mondiale: modello di sviluppo o sviluppo del modello?” che si è tenuto questa mattina presso la Pontificia Università Angelicum, organizzato da Volontari nel mondo FOCSIV. Un evento per discutere di cooperazione internazionale in un momento in cui la crisi economica incide sulla vita di milioni di persone dei Paesi del sud del mondo, ma anche dei Paesi ricchi.

 

“L’economia ha esplicitamente bisogno dell’etica – ha spiegato Martino – perché entrambe trovano il loro fondamento e la loro ragion d’essere nell’uomo, entrambe sono tese, secondo prospettive diverse, a comprenderlo in tutta la sua piena dignità. Non si tratta pertanto di istituire un semplice raccordo teorico, accademico, tra le due discipline. Si tratta di riscoprire, invece, come solo nella considerazione previa delle domande e degli stimoli che l’etica sottopone di continuo all’economia (perché produrre? Quale determinata immagine dell’uomo sta dietro quel determinato modello di sviluppo? Cosa serve la finanza?.), l’economia stessa possa riuscire a non smarrire il suo fondamento”.

 

Ecco allora perché, ha suggerito il Cardinale “dobbiamo superare la crisi che stiamo vivendo con una rinnovata speranza” consapevoli che “concedere mutui-casa sapendo della probabile insolvibilità dei contraenti, vendere questi mutui-casa dentro prodotti finanziari che passano di mano in mano per motivi speculativi, impacchettare questi prodotti finanziari dentro fondi di investimento collocati in borsa senza far trasparire la loro tossicità” significa “strumentalizzare la speranza”, volerla in qualche modo “dominare e sfruttare”, speculare su di essa. “Il lavoro visto come vocazione, il credito visto come espressione di fiducia e il finanziamento per rendere possibile una vocazione”, questo, invece, ha dichiarato Martino apre “il nostro cuore alla speranza”.

 

Come ha spiegato Sergio Marelli, Direttore Generale della FOCSIV, “secondo alcuni analisti, gli effetti della crisi nei Paesi in via di Sviluppo sarebbero minori rispetto a quelli sui Paesi ben integrati nell’economia globale, in quanto solo questi ultimi subiscono direttamente gli effetti della crisi. Nonostante il Pil di questi Paesi aumenti, però, noi sappiamo che la situazione è diversa. Questa crisi porta infatti meno Aiuto Pubblico allo Sviluppo, meno rimesse, meno investimenti del settore privato dei Paesi ricchi ed una maggiore svalutazione della moneta”. Ecco perché, ha sottolineato Marelli “non ci si può nascondere dietro questo falso mito”. Quando anni fa le ONG denunciavano la precarietà e la pericolosità dell’attuale sistema finanziario venivano irrise come utopiche. Oggi anche i sostenitori del modello economico liberista chiedono l’intervento dello Stato per salvaguardare l’economia dei Paesi. “E’ questo un risultato della società civile che è riuscita a far cambiare la mentalità? – si chiede il Direttore Generale della FOCSIV -. Oppure questo cambiamento di rotta è frutto della riflessione che non si possono ottenere risultati diversi facendo le stesse cose?”. Allora, “allo stesso modo, come è possibile cambiare mantenendo ai loro posti le stesse persone?” ha aggiunto Marelli, secondo il quale i poveri devono essere considerati una parte della soluzione a questa crisi e non una parte del problema.

 

Per Luigi Dante, membro del Comitato scientifico SolidaRete e Presidente di Oikonomia, il problema della crisi attuale è che “si è rotto il patto di fiducia che c’era tra il mercato e l’intermediario finanziario e che fino a questo momento aveva trovato la complicità delle famiglie e dell’impresa”. Proprio il rapporto tra mercato e governance, ha spiegato Dante “è il problema spinoso che oggi bisognerebbe affrontare, sia a livello privatistico che istituzionale”. Insomma, serve “ridefinire lo scopo di una banca, riscrivere le regole fondative delle banche, recuperando i principi della finanza dello sviluppo”, ovvero, “rimettere in discussione i fondamentali del sistema, allo scopo di far rinascere la fiducia dopo il crollo finanziario”.

 

I paradisi fiscali, governance globale e segreto bancario, sono stati gli argomenti al centro dell’intervento di Paolo Ciocca, Segretario IFAD, Presidente del Comitato Affari Fiscali dell’OCSE e membro del gruppo di lavoro delle Nazioni Unite per le questioni Fiscali. “La crisi finanziaria ha cambiato anche il contesto della lotta ai paradisi fiscali – ha detto Ciocca – conduttori perfetti di alcuni problemi del sistema finanziario che hanno portato alla crisi stessa”. Un esempio tra tanti è la dicotomia tra paradisi fiscali e finanziari, come se i primi fossero meno pericoli dei secondi. “La crisi, invece, dimostra che questa distinzione non esiste”. Un contesto di chiaro-scuri, quello delineato da Ciocca, che però evidenzia alcuni dati positivi: l’avanzamento nei principi, basti pensare alla dichiarazione sulla fine dell’era del segreto bancario emersa dal G20 di Londra del 2 aprile scorso; e nuovi spiragli per la società civile di interagire nei processi decisionali attraverso una forte attività di advocacy, grazie all’allargamento delle piattaforme di consultazione e confronto.

 

“Alla luce della crisi che sta colpendo tutti, Paesi ricchi e poveri, il nostro impegno forte è quello di dare una testimonianza che un’altra finanza esiste – ha detto nelle conclusioni al seminario il Presidente della FOCSIV Umberto Dal Maso -. Consapevoli che la povertà dipende da due fattori regolatori, ovvero il mercato e la finanza, attraverso l’esempio dei nostri progetti sparsi in tutti i Paesi del mondo, volentieri ci proponiamo come mediatori tra i Nord e i Sud in questo percorso, ormai inevitabile, di rinnovamento del sistema finanziario, portando avanti cammini comuni di crescita sugli stili di vita secondo il metodo di lavoro che ci caratterizza, cioè facendo rete e quindi compensandoci e completandoci a vicenda in base alle competenze di ciascuno”. 

 

Nel corso del seminario, portando il loro contributo di riflessione, tra gli altri sono intervenuti anche Luigi Borgiani Segretario nazionale dell’Azione Cattolica e Antonio Pari responsabile del Centro Documentazione della Comunità Giovanni XIXII. Ha moderato il Rettore emerito della Pontificia Università Angelicum padre Francesco Compagnoni.

 

In occasione dell’evento è stato presentato il nuovo numero della Collana Quaderni dal titolo “Aiuti e finanziamento per lo sviluppo” che raccoglie i documenti di posizione della FOCSIV  sul tema insieme ad altri documenti attinenti, tra cui la nota preparata dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace per la Conferenza di Doha.

 

 

 

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