DADI DI TEM VIAGGIO NEL MEDIOEVO E RITORNO

10/giu/2009 09.48.57 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.









DADI DI TEMI: VIAGGIO NEL MEDIOEVO E RITORNO



L'opera teatrale " I Dadi di Temi " del poliedrico Gennaro Francione

diventerà un libro in cui sarà evidenziato il tema dei processi indiziari che

tanto nocumento recano nel nostro Paese,attraverso giudici che, utilizzando le

più elaborate alchimie giuridiche che nulla hanno da invidiare alle più

incredibili trame del mondo fantastico, troppo spesso riescono a dare parvenza

di realtà a ciò che si presenta come assurdo e paradossale, assumendo decisioni

tragiche e talvolta irreversibili nei confronti di coloro che hanno avuto la

sventura di entrare nei meccanismi perversi dell'attuale macchina giudiziaria,

divenendo vittime e cavie allo stesso tempo di vecchie e nuove teorie alla cui

base non sussiste alcuna fredda razionalità scientifica, bensì una personale

convinzione intuitiva Se il grande fisico Heisenberg dinanzi ai paradossi dei

fenomeni quantistici ci fornì il principio di indeterminazione che prese il suo

nome, se il logico-matematico Godel davanti a rompitesta simili ci espose il

noto teorema di indecidibilità, i nostri molto più modesti giudici elargiscono

invece continuamente, attraverso l'uso dei processi indiziari, anni e anni di

galera anche a chi potrebbe essere assolutamente estraneo ai reati che gli

vengono addebitati. Come nel Medioevo, quando il sistema inquisitorio era

basato sulla delazione, il sospetto, il carcere preventivo, l'interrogatorio

accompagnato da pressioni psicologiche insopportabili e torture, e il segreto

processuale era basato sulla repressione e l'intolleranza. Il giudizio, come

sappiamo, era in quel tempo buio insindacabile, generalmente inappellabile e

senza contraddittorio: era l'accusato che doveva dimostrare la sua innocenza e

vi era disuguaglianza tra le parti. Come nel Medioevo, ancor oggi dal punto di

vista della forza probatoria non v'è differenza alcuna tra la prova certa,

suffragata da elementi scientifici incontrovertibili, e quella indiziaria

spesso frutto di una costruzione mentale preordinata. Entrambe hanno la stessa

funzione e la svolgono allo stesso livello, pur seguendo vie diverse:

contribuire alla ricostruzione di una verità che è inevitabilmente di tipo

configurativo, immaginabile cioè solamente alla luce dei ragionamenti che

dapprima le varie parti del processo e alla fine il giudice devono fare per

attribuire significato a fatti che altrimenti rimarrebbero privi di senso.

Gennaro Francione contesta l'equiparazione di questi due elementi ai fini di un

giusto verdetto: per questo scrittore drammaturgo troppo spesso i processi

indiziari giocano con la sorte degli imputati allo stesso modo in cui si

potrebbe giocare con i dadi. La casualità che diviene perno principale dei

destini umani trasformandosi in regolatrice fatale conduce il diritto moderno

verso un viaggio a ritroso nel Medioevo.

Auguro al lavoro di Gennaro Francione tutto il successo che si merita.

Costanzo D'Agostino







blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl