I GIOVANI SONO IL FUTURO DELL' EUROPA, 'FARO LUMINOSO DI VITA CRISTIANA' PER UN MONDO DI SPERANZA

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I GIOVANI SONO IL FUTURO DELL’ EUROPA, 'FARO LUMINOSO DI VITA CRISTIANA' PER UN MONDO DI SPERANZA
(di Benedetta Cavicchia) giovedì 16 settembre 2004 ore 15.00

ROMA - (16 settembre, h.15.00) - Sveglia all’alba, zaino in spalla, scarpe comode e un solo un grido: «Ultreya», l’antico saluto dei pellegrini compostelani che vuol dire «forza, andiamo avanti». A piedi verso la tomba dell'apostolo Santiago, per incontrare il Signore e per recuperare le radici cristiane dell'Europa. In più di trentamila, tutti giovanissimi, hanno partecipato al pellegrinaggio dei giovani europei dal titolo «Testimoni di Cristo per un’Europa della speranza», svoltosi ad agosto. Obiettivo del 'cammino' era quello di far conoscere ed approfondire le radici cristiane dell'Europa ai ragazzi, per riscoprire quei valori cristiani che hanno dato un’anima comune all’Europa, e l’hanno fatta diventare culla di cultura, arte, solidarietà e civiltà e per accogliere l'appello che il Santo Padre Giovanni Paolo II, ha rivolto più volte a tutti i cristiani: occorre riprendere l'entusiasmo dell'annuncio di Cristo, come unico fondamento della vera speranza, ed impegnarsi nella costruzione della nuova Europa della Speranza. Nel Messaggio inviato dal Santo Padre all’Arcivescovo di Santiago per l’apertura della Porta Santa, il 31 dicembre 2003, inizio dell’Anno Santo Compostelano, Giovanni Paolo II citava espressamente l’incontro della Commissione dell’Episcopato della Comunità Europea (COMECE) e l’Incontro europeo dei giovani: “Sono avvenimenti che manifestano la vitalità della fede della Chiesa fondata sulla predicazione apostolica e che deve proiettarsi verso l’America e gli altri continenti. Compostela deve continuare ad essere voce profetica, faro luminoso di vita cristiana e di speranza per le nuove vie dell’evangelizzazione”.


Giovani testimoni di Cristo per un Europa di Speranza

Ai giovani il Santo Padre ha chiesto di "Essere testimoni di Cristo per costruire una Europa della speranza. Questo è il Messaggio ai giovani e all'intera comunità europea di oggi. Il sogno che portate nel cuore è di un'Europa fiera del suo ricco patrimonio culturale e religioso e attenta al tempo stesso ai valori dell'uomo e della vita, della solidarietà e dell'accoglienza, della giustizia e della pace". E proprio durante il pellegrinaggio, dai giovani è arrivata la risposta: è nata l'idea di "El compromiso" la "Carta dei giovani cristiani d'Europa" presentata al Santo Padre il 2 di settembre nella Sua residenza di Castel Gandolfo. "Voi non vi vergognate del Vangelo, e siete consapevoli che la civiltà dell’amore si costruisce non separando Vangelo e cultura, ma cercando tra essi sintesi sempre nuove." ha ribadito ai ragazzi il Santo Padre "Questo cammino intendete percorrere per dar vita a un Continente ricco soprattutto di valori, capace di memoria, per non dimenticare gli errori del passato e, più ancora, per rinsaldare le proprie radici spirituali."Per portare a compimento la missione - ha proseguito il Papa - occorrono fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa, coerenza e coraggio sino all’eroismo della santità. E’ l’itinerario che hanno percorso i santi e le sante d’Europa nei secoli scorsi. La loro testimonianza sia di stimolo per ciascuno di voi, carissimi giovani che mi seguite attraverso la radio e la televisione. Un messaggio quello del Santo Padre rivolto non solo ai giovani europei ma ai giovani del mondo. L'Europa deve recuperare la propria anima. Non può fondarsi solo sulla moneta unica, poiché la sua vera ricchezza sono le persone, e i giovani lo hanno capito e vogliono dare un' anima, quella cristiana, al continente. Si auspica un nuovo umanesimo che riponga al centro l'uomo. L'Europa, oggi attraversata da un abissale vuoto, ha perduto i suoi valori e con essi la sua identità. L'Europa ha maturato nei secoli un particolare senso di rispetto della vita, dall'alba al tramonto. Oggi però pornografia, pedofilia, embrioni inceneriti, clonazione, eutanasia, ecc. stanno negando i valori che la contraddistinguevano. Primo valore che da sempre ha caratterizzato l'identità europea è la famiglia, oggi snaturata ed equiparata alle varie forme di convivenza. È il primo valore da recuperare per arginare e risanare la corruzione dilagante. Vivere è costruire la speranza, condizione fondamentale per guardare al futuro, è la virtù dei tempi difficili. È tempo di rimettere l'uomo al centro, è tempo di un nuovo umanesimo. E i giovani dell' Europa, protagonisti dello sviluppo del continente, vogliono un’Europa accogliente, solidale, che sia rispettosa, comprensiva e capace di integrazione, che lavori per la pace e la libertà, e sia consapevole del proprio passato, Vogliono un’Europa fondata sui valori della generosità e del dono di sé, dell’interiorità e della ricerca sincera della verità


Il Santo Padre a Castel Gandolfo ha ricevuto la Carta dei giovani cristiani d'Europa ed ha dato il via alle iscrizioni della XX° Gmg

Per questo davanti al Papa, si sono impegnati attraverso la Carta dei giovani cristiani d'Europa a raccogliere concretamente l'invito a "costruire un'Europa della Speranza", a percorrere la strada per un'Europa di Speranza, ovvero a guardare al mondo intero con speranza, rispondendo alla chiamata di Cristo con lo stesso entusiasmo dell'apostolo Giacomo. “Ci impegniamo - hanno scritto i giovani - ad educarci nell’uso dei media, a creare gli spazi necessari per l’analisi critica delle informazioni che riceviamo e favorire l’accesso a tutto ciò che permetta una maggiore conoscenza della realtà degli altri Paesi del continente”. Nell’appello finale i giovani cristiani invitano a farsi “come l’apostolo Giacomo” “testimoni di Cristo a fatti e a parole, vivendo con gioia nella Chiesa, e aiutandola a camminare al passo con i tempi”. “Senza paure o complessi, siate giovani nella Chiesa, cristiani nel mondo", sottolinea il documento presentato al Santo Padre Giovanni Paolo II. A tutti gli uomini di buona volontà i cristiani propongono “di mettere la persona al centro di ogni progetto, scommettendo e credendo nel suo pieno sviluppo”, e offrono “Cristo come riferimento e modello di vita, capace di dare senso all’esistenza e di saziare la sete di felicità”.

Il saluto dei giovani a Giovanni Paolo II
"Santo Padre, siamo una rappresentanza di giovani europei.
Abbiamo pensato, scritto e ora le consegniamo questo messaggio dei giovani cristiani d'Europa. Si tratta di un breve atto di impegno che esprime il nostro sentire, ideale e concreto, di cittadini e credenti della comunità europea.
Ci siamo confrontati su alcune sfide che riguardano il nostro continente: dal dialogo interculturale alla pace e allo sviluppo, dalla famiglia alla cittadinanza, dall'educazione all'occupazione. Sono temi che ci coinvolgono personalmente e che richiedono la nostra intelligenza e passione. Per questo abbiamo deciso di affrontarli e di leggerli attraverso la chiave interpretativa della speranza, come lei ha indicato nella Ecclesia in Europa e come nel 1995 chiese di fare ai giovani riuniti a Loreto in occasione dell'incontro "Eur-hope".
In questi dieci anni abbiamo cercato di raccogliere quell'invito a "costruire un'Europa della Speranza". È cresciuta la nostra coscienza di cittadini europei, abbiamo sognato un'Europa di Speranza che adesso stiamo percorrendo realmente. In agosto siamo stati a Santiago de Compostela, in Spagna, al pellegrinaggio dei giovani europei e abbiamo scritto questo messaggio… ci mettiamo in cammino verso la Gmg di Colonia, in Germania.
Là condivideremo questo messaggio con tutti i giovani del mondo… Guardare l'Europa con speranza significa guardare al mondo intero con speranza, rispondendo alla chiamata di Cristo con lo stesso entusiasmo dell'apostolo Giacomo: Lo possiamo!".


EL COMPROMISO, LA CARTA EUROPEA
DEI GIOVANI CRISTIANI D’EUROPA

"Europa: ritrova te stessa. Sii te stessa!"
(Giovanni Paolo II, Santiago de Compostela, 1982)
"Giovani, costruite con coraggio l'Europa della speranza,
fedele alle proprie radici, terra di accoglienza, di solidarietà, di pace per tutti".
(Giovanni Paolo II, Piana di Montorso 1995)


IL NOSTRO CAMMINO

Siamo venuti pellegrini a Santiago de Compostela da diversi Paesi d’Europa. Abbiamo riflettuto insieme sul nostro essere testimoni di Cristo per un’Europa della speranza. L’abbiamo fatto in un luogo che sta alle radici dell’identità europea: sulla tomba di Giacomo apostolo i popoli si sono incontrati ed hanno imparato a conoscersi e a convivere.
All’indomani della seconda guerra mondiale - nel 1948 - migliaia di giovani di tutta Europa qui si incontrarono per sognare insieme un futuro di pace, uniti dalla stessa fede. Molti dei loro sogni sono divenuti realtà; altri sono ancora da realizzare. Noi vogliamo raccogliere questa eredità, per dare un’anima cristiana al processo di integrazione europea. Per questo siamo convinti che si debba dar credito ai giovani e permettere loro di essere protagonisti dello sviluppo del continente, aprendo loro spazi di responsabilità nella vita politica, sociale, economica ed ecclesiale.
Vogliamo un’Europa accogliente, solidale, che sia rispettosa, comprensiva e capace di integrazione, che lavori per la pace e la libertà, e sia consapevole del proprio passato. Pensiamo un’Europa fondata sui valori della generosità e del dono di sé, dell’interiorità e della ricerca sincera della verità.
Crediamo nella centralità della dignità della persona, chiediamo il rispetto del diritto alla vita, pensiamo che lo sviluppo di ogni individuo debba realizzarsi nel seno di una vera famiglia.
Riteniamo che tali valori vadano protetti dalla minaccia dell’individualismo, del consumismo, del relativismo etico, della superficialità…

I PASSI DA COMPIERE

L’Europa di domani dovrà affrontare numerose sfide: come giovani cristiani ci sentiamo interpellati in maniera particolare da alcune di esse

Mobilità e dialogo interculturale

Viviamo in un mondo sempre più piccolo, nel quale ci spostiamo velocemente, scambiandoci cultura e formazione secondo linguaggi nuovi ed originali. Molti giovani si spostano per studio o lavoro; altri per turismo; altri perché cercano una "terra promessa". Noi vogliamo che ciò non sia occasione di disorientamento o di conflitto, ma dia la possibilità di ritrovare se stessi nel confronto con gli altri.
Crediamo che sia necessario costruire una cultura "europea", per poter collaborare tra le nazioni del continente e dialogare con le culture dell’est e del sud del mondo.
Ci impegniamo ad accogliere ogni persona, a valorizzare le occasioni di contatto tra i popoli che già abbiamo a disposizione e a creare nuove reti di relazioni, che aiutino a superare le barriere culturali, sviluppando la comprensione reciproca attraverso i linguaggi dell’arte, della musica, dello sport, della religione…

Educazione, formazione e occupazione

Esistono consolidate e positive esperienze di scambio studentesco, che fanno intravedere un futuro sistema di formazione continentale. Riconosciamo anche la tendenza ad una maggiore mobilità dei giovani lavoratori a livello europeo. Desideriamo un mercato comune di idee libere ed accessibili, in un sistema educativo scolastico capace di far crescere integralmente la persona, nelle dimensioni umana, culturale, sociale e spirituale, e capace di accompagnare i giovani nelle nuove modalità di accesso al lavoro.
Ci impegniamo a promuovere una cultura dei valori umani e cristiani, a far crescere la coscienza europea negli ambienti formativi, e a diventare educatori per le future generazioni

Famiglia

Nell’esperienza di molti giovani, la famiglia ha un ruolo fondamentale come nucleo di stabilità e scuola di valori per la propria crescita personale. Altri invece, vivono - spesso con sofferenza - l’instabilità dei legami affettivi. Noi desideriamo un’Europa in cui i figli possano crescere in un ambiente sereno, garantito e promosso da adeguate politiche familiari, particolarmente attente alle giovani coppie di sposi.
In quanto cittadini, ci impegniamo a tutelare la famiglia fondata sul matrimonio; in quanto figli, ci impegniamo a viverla come luogo di convivenza rispettosa tra le generazioni; in quanto giovani, ci impegniamo a educarci al dono reciproco ed a costruire legami giocati sulla responsabilità per l’altro e per la comunità in cui si vive.

Cittadinanza e partecipazione

L’Unione Europea è stata il frutto di un fecondo lavoro politico, che ha permesso l’armonizzazione di sistemi giuridico-economici tra paesi molto diversi. Desideriamo che sia sempre più promosso il coinvolgimento "dal basso" dei cittadini europei, e dei giovani in particolare.
Ci impegniamo a superare un’impostazione individualistica in tema di diritti dell’uomo, a riconoscere, sviluppare e valorizzare la presenza delle persone dentro a quelle realtà intermedie di partecipazione sociale (famiglie, associazioni, comunità religiose, organizzazioni…) che sono luoghi in cui la democrazia si sperimenta e matura.

Pace e sviluppo

La volontà di pace, che ha fatto nascere l’Unione Europea, rimane ancor oggi la sua vocazione. Noi giovani europei sappiamo che le nostre scelte influenzano il presente e il futuro del resto degli abitanti del pianeta. Vogliamo che la persona e la sua dignità siano sempre al centro dei processi di sviluppo sociale, economico, culturale e ambientale, in un’Europa che promuova la pace e la giustizia sulla scena globale.
Ci impegniamo ad assumere stili di vita sostenibili, e ad educarci alla gestione non violenta dei conflitti. Ci impegniamo a valorizzare quelle esperienze di volontariato e di cooperazione internazionale che possono contribuire alla formazione dei nuovi cittadini europei.

Informazione

Noi giovani europei abbiamo a disposizione crescenti possibilità e numerosi strumenti di accesso all’informazione. Esistono però alcuni problemi: dalla mancanza di un’informazione europea, alla scarsa tutela della libertà e della verità, in nome di interessi economici, politici o nazionalistici. Desideriamo un’informazione trasparente, nei mezzi di comunicazione e nelle relazioni tra istituzioni pubbliche e cittadini, che ci aiuti a sentirci Europei.
Ci impegniamo ad educarci nell’uso dei media, a creare gli spazi necessari per l’analisi critica delle informazioni che riceviamo e favorire l’accesso a tutto ciò che permetta una maggiore conoscenza della realtà degli altri Paesi del continente.

I COMPAGNI DI VIAGGIO

Di fronte alla grandezza di queste prospettive, sentiamo la necessità di sollecitare la compagnia dei nostri coetanei e delle persone di buona volontà, a cui facciamo una proposta.

Agli altri giovani cristiani

Siate contenti di essere cristiani! Come l’apostolo Giacomo, siate testimoni di Cristo a fatti e a parole, vivendo con gioia nella Chiesa, e aiutandola a camminare al passo con i tempi.
Preparatevi seriamente, con la preghiera, lo studio, il coinvolgimento personale, ad essere una presenza significativa nel quartiere, nella parrocchia, nelle associazioni, nel mondo del lavoro… Senza paure o complessi, siate "giovani nella Chiesa, cristiani nel mondo".
A tutti gli altri giovani
Insieme, senza pregiudizi, possiamo realizzare una "rivoluzione pacifica" per costruire un’Europa più democratica, più giusta e che sia espressione della società civile.
Vi proponiamo di mettere la persona al centro di ogni progetto, scommettendo e credendo nel suo pieno sviluppo.
Vi offriamo Cristo come riferimento e modello di vita, capace di dare senso all’esistenza e di saziare la sete di felicità.
Agli adulti
Non abbiate paura di essere adulti! Abbiamo bisogno di persone che ci accompagnino e siano modelli di vita.
Vogliamo stabilire un dialogo per condividere esperienze e desideri, per collaborare insieme, coscienti del fatto che saremo noi a portare avanti la costruzione dell’Europa.
Vi chiediamo di fidarvi dei giovani e di sostenerci, lasciandovi provocare dalla nostra giovinezza.
Sappiamo che gli altri continenti guardano all’Europa e ai suoi giovani, in attesa di una risposta coraggiosa alle sfide che il terzo millennio propone all’umanità. Sentiamo che, con l’aiuto di Dio riusciremo a costruire l’Europa della speranza, rispondendo alla chiamata di Cristo con lo stesso entusiasmo dell’apostolo Giacomo: lo possiamo!

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