IL FISCO NON PERDA DI VISTA GLI STUDI DI SETTORE

Ma secondo l'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, il Fisco, sembra più impegnato sul fronte dell'accertamento piuttosto che ad una vera messa a punto dell'approccio presuntivo che caratterizza lo Studio di Settore.

15/giu/2009 17.40.58 ANMVI Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA
ANMVI: IL FISCO NON PERDA DI VISTA GLI STUDI DI SETTORE
Il processo di adeguamento alla crisi economica
somiglia sempre di più ad un ritorno ai vecchi strumenti dell’accertamento
 
(Cremona, 15 giugno 2009) - I medici veterinari nutrono più di una perplessità sull’adeguamento del loro studio di settore. A luglio, il TK22U evolverà in un nuovo modello, più adeguato, in linea teorica, alla crisi economica.

Ma secondo l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, il Fisco, sembra più impegnato sul fronte dell’accertamento piuttosto che ad una vera messa a punto dell’approccio presuntivo che caratterizza lo Studio di Settore.
 
“La crisi- commenta il Presidente Senior Carlo Scotti- non si è ancora rivelata nella sua portata complessiva nel settore veterinario e non consente ancora di scattare una fotografia precisa del calo della domanda, delle insolvenze e quindi del reddito. Questo mette in crisi senza dubbio anche lo Studio di Settore, ma non è una buona ragione per non insistere sulla correzione dei parametri presuntivi e degli indicatori, conducendo una analisi più approfondita e corretta della nostra realtà professionale. La cluster analysis del settore veterinario, ad esempio, contiene più di una imprecisione. L’impressione- prosegue l’Associazione- è che il Fisco sia sempre più tentato dal recupero di strumenti di accertamento tradizionali, dal redditometro all’analisi dello stile di vita familiare o comunque extraprofessionale. Così si rischia di tornare ad un approccio investigativo nei confronti del contribuente e per giunta non collegato al reddito professionale”.
 
Queste sono le principali osservazioni che l’Anmvi ha trasferito all’Ufficio degli Studi di Settore tramite il proprio rappresentate alla Sose. Non da ultimo, l’Associazione suggerisce di semplificare le modalità di consultazione con il contribuente.
 
“Crediamo conclude Scotti- che non ci sia stata una consultazione sufficientemente efficace con le categorie professionali- dichiara l’Anmvi- a causa dei sistemi di  interazione informatica dell’Agenzia delle Entrate, troppo farraginosi e complessi. I questionari proposti nei mesi scorsi come gli attuali fac simile di esempi richiesti in questi giorni per lo studio veterinario,  non hanno rappresentato un reale momento consultivo, in grado di portare un significativo contributo all’Agenzia delle Entrate. E’ necessario che la consultazione sia semplificata se si vuole davvero ascoltare la voce dei contribuenti”.
 
 
Ufficio Stampa ANMVI
0372/40.35.47

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