Finanziaria leggera anche per cani e gatti

I proprietari italiani pagano un' IVA tra le più alte d'Europa (Cremona, 22 settembre 2009) - Il Ministro Tremonti consideri seriamente l'ipotesi di ridurre l'aliquota IVA che grava oggi sulle cure veterinarie e sull'alimentazione degli animali da compagnia con l'aliquota massima del 20%, la stessa dei beni voluttuari e di lusso.

22/set/2009 11.30.05 ANMVI Contatta l'autore

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FINANZIARIA “LEGGERA” ANCHE PER CANI E GATTI

La chiede l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani:
alzare le detrazioni e abbattere l’IVA su cure e alimentazione.
I proprietari italiani pagano un’ IVA tra le più alte d’Europa

(Cremona, 22 settembre 2009) - Il Ministro Tremonti consideri seriamente l’ipotesi di ridurre l’aliquota IVA che grava oggi sulle cure veterinarie e sull’alimentazione degli animali da compagnia con l’aliquota massima del  20%, la stessa dei beni voluttuari e di lusso. E anche di alzare la soglia di detraibilità delle spese veterinarie, ferma da troppi anni al 19%.

“L’Economia- dichiara Carlo Scotti dell’Anmvi - darebbe in questo un segnale di attenzione sociale a milioni di famiglie italiane dove vive un animale da compagnia e rilancerebbe il mercato dei servizi e dei prodotti per cani e gatti, scongiurando il pericolo reale di una stagnazione e di una contrazione dei consumi. Alle preoccupazioni del Ministro Tremonti per le ricadute sul gettito- continua Scotti-  diciamo infatti che abbattere l’IVA del 20% sulle cure veterinarie e sui prodotti alimentari favorirebbe il rilancio di questo comparto, un comparto che- statistiche alla mano- mostra potenziali di crescita non adeguatamente incoraggiati”.

All’Anmvi l’Economia ha più volte risposto picche adducendo anche motivi di incompatibilità con le norme comunitarie sull’IVA: “Anche in questo caso  spiega Scotti- bisogna ricordare che l’Europa ha condotto una battaglia per l’armonizzazione dell’imposta sul valore aggiunto, proprio per rivitalizzare il mercato comunitario e per ristabilire un equilibrio concorrenziale nella libre prestazione e circolazione dei servizi all'interno dell'Unione. E’ stata ribassata l’aliquota su prodotti e attività voluttuarie, lo si faccia anche per un  bene che ha valenza di sanità pubblica come appunto la sanità veterinaria e un bene di prima necessità come l’alimentazione animale. Il risultato- conclude Scotti- è che gli italiani pagano l’IVA veterinaria fra le più alte d’Europa.

La battaglia dell’Anmvi conta sull’appoggio del Sottosegretario alla Salute Francesca Martini e di un vasto schieramento parlamentare di maggioranza e di opposizione che ha posto il rispetto dell’animale, il fenomeno del randagismo e la prevenzione veterinaria al primo posto nell’agenda autunnale.

Ufficio Stampa ANMVI
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