REATO TRAFFICO CUCCIOLI, I VETERINARI INFORMANO

02/ott/2009 16.27.53 ANMVI Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

REATO DI TRAFFICO ILLEGALE CUCCIOLI
I veterinari italiani: come riconoscere un cucciolo in regola


(Cremona, 2 ottobre 2009) - L’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (Anmvi) ringrazia il Ministro degli Esteri Franco Frattini per aver mantenuto oggi in Consiglio dei Ministri l’impegno assunto con i medici veterinari di introdurre nell’ordinamento nazionale il reato di traffico illegale di animali da compagnia.

Da tempo la categoria si trova a dover fronteggiare un fenomeno che non sembra subire flessioni e che è fonte di gravi problemi sanitari per gli animali illegalmente introdotti nel nostro Paese e che espone a rischi per la salute pubblica. Preoccupazioni da tempo all’attenzione delle autorità sanitarie nazionali - che hanno reso necessario l’intervento della Farnesina per i risvolti sulla filiera regolare di scambi fra i Paesi comunitari  - e che non trovavano adeguato conforto nell’ordinamento giuridico italiano anche per la mancanza di una specifica fattispecie di reato.

I medici veterinari sono impegnati nel divulgare informazioni sugli accorgimenti da adottare per non incorrere in un “incauto acquisto” che è l’anticamera di una dolorosa esperienza per l’animale per il proprietario in ragione del forte legame affettivo che si instaura da subito con il cucciolo.

Attenzione quindi a scegliere cuccioli provenienti dalla filiera legale, tenendo presente che il nostro Paese non importa cuccioli da Paesi Terzi. Attenzione quindi all’identificazione tramite microchip (o tatuaggio chiaramente leggibile) e alla presenza del passaporto comunitario che deve riportare l’attestazione dell’esecuzione della vaccinazione antirabbica eseguita da un veterinario abilitato dall’autorità competente del Paese di provenienza. L’Italia ha inoltre vietato l’introduzione di cani e gatti di età inferiore ai tre mesi e non vaccinati nei confronti del virus della rabbia. Le spedizioni di cuccioli possono essere effettuate soltanto dopo 21 giorni dalla fine del protocollo vaccinale per la rabbia ( il che permette anche di evitare che siano spediti animali troppo giovani per essere allontanati dalle madri).

"E' fondamentale  - dichiara Carlo Scotti (ANMVI) -che il futuro proprietario prima dell'acquisto o dell'adozione, incontrando il medico veterinario, possa operare una scelta consapevole, essere informato degli obblighi di legge, sia messo a conoscenza dell'esistenza di traffici illegali di cuccioli ed evitarli".

Ufficio Stampa ANMVI
0372/40.35.47

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