RITA: DA ROMA AD ASSISI PER ESSERE UNA PICCOLA FIAMMA SEMPRE ACCESA, UNA LAMPADA NEL MONDO

RITA: DA ROMA AD ASSISI PER ESSERE UNA PICCOLA FIAMMA SEMPRE ACCESA, UNA LAMPADA NEL MONDO

09/nov/2004 15.19.21 daniele Contatta l'autore

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RITA: DA ROMA AD ASSISI PER ESSERE UNA PICCOLA FIAMMA SEMPRE ACCESA, UNA LAMPADA NEL MONDO
(di Rita De Francesco) martedì 9 novembre 2004 ore 13.00

ROMA - (09 novembre, h.13.00) - Il giorno 6 novembre si è tenuta ad Assisi la seconda giornata delle matricole romane, organizzata dal vicariato di Roma a cura dell'ufficio per la pastorale universitaria. Ad Assisi il primo momento d'incontro era previsto per le ore 10,00. Siamo partiti da Roma prestissimo ma questo non ci è pesato molto perchè sapevamo che sarebbe stata una giornata importante. Così è iniziato il viaggio: ognuno dalle proprie parrocchie, dai propri atenei ed ognuno con i propri interrogativi e il proprio entusiasmo; insieme ai colleghi ma anche con persone mai viste, e tra canti e battiti di mani ci si incamminava in questo viaggio verso quel piccolo paesello che esprime una pace e spiritualità unica al mondo: Assisi.


Ad Assisi il primo grande momento ha riguardato la catechesi sul tema "Vivere la vita come dono", una vita unica,irripetibile, vita che è alla continua ricerca di se stessa e che raggiunge la sua completezza e comprensibilità solo dopo la morte, una vita che si vive forse senza sapere perché, ma che mai può essere vissuta senza sapere per chi. Questo momento ha fatto da antifona alla S.Messa e permettetemi.. che Messa! E' stato bellissimo quasi commovente vedere S.Maria Degli Angeli stracolma di giovani, una Messa con tantissimi sacerdoti ma molto più emozionante è stato vedere come chiunque, con una chitarra, un violino, i bonghi… sia andato a formare il coro che ha animato la liturgia. Sì, ognuno di noi veniva da parrocchie diverse, essendo universitari venivamo anche da regioni diverse e non mancavano i colleghi di altre nazioni e continenti, ma tutti sembravamo conoscerci da sempre, sentivamo di avere molto in comune e non solo l'essere universitari, ma avere la stessa voglia di crescere, lo stesso entusiasmo, lo stesso volere-dovere annunciare nel nostro quotidiano quanto Dio ci ama.


Dopo la S.Messa ci siamo diretti ai punti ristoro per il pranzo e successivamente ogni gruppo si è diretto liberamente nella visita alle basiliche e luoghi francescani. Emozionante la visita a S.Damiano dove sentii dirmi "quasi me lo immagino S.Francesco che corre tra questi alberi". Non meno emozionante è stata la visita alla basilica di S.Chiara e passare accanto alla sua urna. Suggestivo anche tutto il paesaggio, i colori, le architetture tipiche di Assisi. E il nostro percorso non poteva che concludersi lì davanti alla tomba di frate Francesco dove ho incrociato sguardi profondi, lacrime di gioia per questa giornata, e lacrime di sofferenza, occhi pieni di speranza e volti preoccupati che chiedevano a questo grande Santo qualche grazia. Leggevo sui volti di quelle centinaia di persone la richiesta di pace, la voglia di capire il proprio disegno, la fiducia di affidare la propria vita, la promessa di tornare e chissà cos'altro.


Dopo tutto ciò, penso che il cuore di ognuno di noi già era stracolmo di gioia, di emozioni e voglia di tornare a Roma al più presto per poter finalmente andare nel mondo ad annunciare, ma sappiamo che la realtà che ci aspetta è comunque difficile e quando parleremo di Cristo troveremo muri, delle porte chiuse...ma a darci forza, ad incoraggiarci, a darci fiducia ci ha pensato Mons. Lorenzo Leuzzi che ha presieduto il momento di preghiera conclusivo. Monsignor Leuzzi ci ha appunto incoraggiato ad essere testimoni, ci ha ri-invitato a prendere il largo, a sostenerci tra noi nella preghiera, ci ha ricordato anche la vicinanza e la collaborazione di alcuni nostri docenti ...e mentre lui parlava io mi guardavo intorno e vedevo i miei colleghi attenti, speranzosi, con gli occhi pieni dei momenti di questa intensa giornata e immaginavo come se veramente (come dice il nostro Papa) "se sarete come dovete essere incendierete il mondo".


Immaginavo come sarebbe se davvero ognuno di noi fosse una piccola fiamma sempre accesa, una lampada nel mondo... quando andremo via da Assisi questo insieme di luci si dirameranno e ognuna di essa andrà nella propria casa, nella propria quotidianità,nella propria università, lì dove c'è il buio e li è la sfida: accendere d'amore la persona accanto sapendo che in tutto questo non siamo soli, che prima di tutto il Signore ci guida e ci aiuta, che il nostro papa ci sostiene e crede in noi, che alcuni nostri docenti, i nostri genitori e i nostri educatori credono in noi e che in mezzo ai tanti colleghi spenti ( se ricorderemo questa giornata), ricorderemo che ci sono anche colleghi accesi d'amore a Dio e con nel cuore il vivo ricordo di questa giornata!!!

 
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