ANAMM riforma del condominio, chi ha paura degli amministratori?

05/ott/2009 16.06.23 ANAMMI Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

RIFORMA DEL CONDOMINIO, CHI HA PAURA DEGLI AMMINISTRATORI?

Secondo l'ANAMMI, il testo di legge non valorizza la figura del professionista
di settore

Molti oneri ma nessun onore per gli amministratori di condominio. E' questo il
commento dell'ANAMMI, l'Associazione Nazional-europea degli AMMinistratori
d'Immobili, sul testo di riforma del condominio, ora in discussione alla
Commissione Giustizia del Senato. Secondo l’associazione, il disegno di legge,
di prossima approvazione, invece di modernizzare il settore, appesantir le
procedure a carico dei professionisti, senza tutelare gli utenti finali, ovvero
i condmini.

“Pur prevedendo nuove responsabilit per l’amministratore - osserva Giuseppe
Bica, presidente dell’ANAMMI - il legislatore non ne valorizza la figura
professionale. Anzi, gli impone obblighi inaccettabili, accanendosi sul
professionista”. In tal senso, l’Associazione stigmatizza alcune norme del
testo in discussione. Ad esempio, il disegno di legge stabilisce la prestazione
di “una garanzia per le responsabilit e gli obblighi derivanti dall’incarico
per un valore non inferiore agli oneri prevedibili della gestione annuale”. In
pratica, ci comporterebbe una fideiussione ad hoc per ogni condominio, con un
notevole aggravio di costi per l’amministratore. Per giunta, secondo il testo
legislativo, in caso di revoca anticipata alla scadenza, il professionista si
vedr corrispondere un compenso pari a soli venti giorni di lavoro.

Inoltre, contro il condomino moroso la riforma impone l’azione esecutiva
obbligatoria, ovvero il decreto ingiuntivo, da effettuarsi nel giro di pochi
mesi. Ma se la cassa condominiale non pu sobbarcarsi le spese legali,
l’amministratore a dover provvedere con fondi suoi. Altrimenti, secondo la
bozza di legge, ne risponder in solido con il debitore. “Al danno, si aggiunge
poi la beffa - chiosa il presidente Bica -l’amministratore deve s vigilare
sull’osservanza del regolamento condominiale, ma contando su armi adeguate: non
stata aggiornata la norma del Codice civile che computa nelle vecchie cento
lire la sanzione per eventuali violazioni del regolamento”.

Per giunta, la riforma prevede di iscriversi all’Elenco pubblico degli
amministratori di condominio, istituito presso la Camera di Commercio locale.
Requisiti professionali richiesti: zero. “Questa disposizione vanifica anni di
impegno a favore della professionalit degli amministratori” commenta il leader
dell’associazione. Non a caso l’Antitrust si pronunciato contro l’elenco
pubblico gi nel 2006. “Ai nostri soci - spiega il presidente Bica - chiediamo
il casellario giudiziario nullo, un diploma di scuola superiore e la necessit
di formazione aggiornata nel tempo. In pi forniamo una polizza di
responsabilit civile. Se passa la riforma, chiunque potr fare
l’amministratore”. Ecco perch, sui timori e le aspettative della categoria,
l’Associazione chiede ai referenti istituzionali maggiore attenzione “in
un’ottica di collaborazione che renda finalmente giustizia ad una professione
in crescita costante e che, nelle file dell’ANAMMI, coinvolge ben 13mila
operatori”.

Ufficio stampa ANAMMI: Silvia Cerioli,
cell. 3387991367



























































































































































































































































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