Inopportuna la manifestazione a Campi Bisenzio e Firenze a favore del Polisario

13/ott/2009 15.10.34 associazione euromediterranea Contatta l'autore

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Quella del Sahara Occidendatale è una delle questioni meno affrontate nel

dibattito della politica estera italiana e che proprio in Italia trova tanti

entusiasti sostenitori. Infatti, mentre si parla molto del Medio Oriente la

questione legata a questa porzione di Africa appare relegata a poche persone.

occorre precisare, che se il dibattito generale pone il il problema del Sahara

sotto l’aspetto dell’autodeterminazione delle popolazioni, questo non deve fare

dimenticare l’appartenenza immemorabile di questo territorio al Marocco, né il

carattere legittimo della sua reintegrazione alla Madrepatria dal 1975. Per

prima cosa occorre ricordare che il Regno del Marocco si è costituito in Stato

Nazionale fin dal IX° secolo d.c. e tale caratteristica, unica in tutta la

regione, è stata conservata anche durante il protettorato francese (1912-1956).

Non mi dilungo sul fatto che già il fondatore della dinastia degli Almoravidi ,

Youssef Ben Tachfine, costituì il “Grande Marocco” che si estendeva sino ai

confini del Senegal ne che tale vincolo è sopravvissuto con la dinastia

Alawita. Lasciando perdere, con garde dispiacere le questioni storiche, occorre

ribadire che la sovranità marocchina sul Sahara Occidentale è stata sanzionata

da disposizioni espresse in diverse convenzioni stipulate sia durante il

periodo dell’Impero Sceriffale sia in età più recente con Nazioni straniere, a

titolo informativo ricordiamo i trattati con la Spagna (1861) con gli Stati

Uniti d’America (1786 e 1836) e con la Gran Bretagna nel 1856. In epoca ancora

più vicina a noi la dichiarazione congiunta del 7 Aprile 1956 nella quale lo

Stato Iberirico cita “ribadisce la propria volontà di rispettare l’unità

territoriale dell’Impero garantita dai trattati internazionali”. La presenza

della Spagna però non terminò tanto che nel 1958 venne liberato Tarfaya , Ifni

nel 1969 e Sahara Occidentale (nel 1975) mentre i territori di Ceuta e Mellila

formano ancora oggi oggetto di contenzioso territoriale tra i due Regni. Nel

1957 sale al trono Mohammed V Il cui regno sarà di breve durata tanto che

solamente dopo pochi ma intensi anni gli succederà il figlio Hassan II che il 6

Novembre 1975 per riaffermare la piena sovranità del Marocco sul’ ex Sahara

Spagnolo guida la pacifica marcia sulle terre del Rio de Oro. Attualmente Sua

Maestà Mohamed VI nella sua lungimirante opera di ammodernamento dello Stato ha

lanciato anche per la regione sahariana al centro di un scontro internazionale

che tenta di strappare questa parte del suolo marocchino alla madre patria, un

programma per certi versi simile a quello nato dagli accordi De Gasperi �“

Gruber del 5 Febbraio 1946. Infatti, Sua Maestà profondo conoscitore e studioso

esso stesso di diritto internazionale, ha proposto per la regione del Sahara

Occidentale una forma di autonomia speciale , che salvaguardando i diritti

delle popolazioni interessate non solo favorisca lo sviluppo economico e

sociale della regione ma contribuisca a consolidare l’unità della Patria

marocchina. Sostenere, per noi italiani il Marocco, il suo Sovrano e il popolo,

non è solamente una doverosa “scelta di campo” ma significa appoggiare una

Nazione che ha fatto della tolleranza ( qui convivono da sempre cristiani,

ebrei e mussulmani senza alcun problema) e della convivenza la base su cui

costruire uno Stato moderno ma rispettoso della tradizione. Al contempo non

possiamo dimenticare quei marocchini che, con grande sacrificio, hanno deciso

di vivere e lavorare onestamente in Italia. Anche per questa ragione e per le

motivazioni storiche sopra riportate trovo inopportuna che il 24 Ottobre si

tenga la " II Conferenza Europea delle Citta´ Gemellate con il Popolo Saharawi"

nell'ambito della 4 settimana europea dei gemellaggi in Toscana, organizzata

dall'AICCRE. a Campi Bisenzio (mattina) e a Firenze al salone dei 500 (nel

pomeriggio). Inopportuna , in quanto si da voce ai rappresentanti del popolo

Saharawi e non ai rappresentanti del popolo marocchino o perlomeno senza

sentire la posizione del Governo del Regno del Marocco su questa questione che

mina l’unità nazionele del Regno nonchè la pace e la tranquillità dell'intera

regione



Dott. Marco Baratto



Associazione Culturale Euromediterranea







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