Comunicato Snarp

Anche se la notizia affidata da Maurizio Sella alla stampa non è una sorpresa per la nostra associazione, non può farsi a meno di rilevare ancora una volta la assoluta "faccia tosta" dell'ABI che è convinta di poterle avere vinte tutte, se solo si considera che dal 1952 questa associazione oligopolistica ha violato il disposto codicistico dell'art. 1283 c.c. imponendo l'onerosissimo balzello dell'anatocismo, benché espressamente proibito dalla legge.

18/nov/2004 14.58.58 Charlie Lamberti Contatta l'autore

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Banche e consumatori: risposta dello SNARP all´ipotesi paventata dall´ABI
di ricorso all´U.E. e alla Consulta Costituzionale contro la sentenza sull´anatocismo.

Per il Prof. Francesco Petrino, docente di diritto bancario e presidente del Centro Studi e Documentazione Giuridica SNARP Sindacato Nazionale Antiusura Tutela Consumatori e Diritti Umani, era più che prevedibile che l´ABI arrivasse a prendere iniziative per tutelare le sue Banche contro la sentenza della Cassazione a Sezioni Unite che ha sancito inequivocabilmente la illegittima pratica dell´anatocismo.
Anche se la notizia affidata da Maurizio Sella alla stampa non è una sorpresa per la nostra associazione, non può farsi a meno di rilevare ancora una volta la assoluta "faccia tosta" dell´ABI che è convinta di poterle avere vinte tutte, se solo si considera che dal 1952 questa associazione oligopolistica ha violato il disposto codicistico dell´art. 1283 c.c. imponendo l´onerosissimo balzello dell´anatocismo, benché espressamente proibito dalla legge.
Né diviene pensabile ipotizzare che il governo Berlusconi, come è già accaduto col governo Amato, vorrà tradire il paese ed il patto con gli italiani per schierarsi dalla parte del sistema bancario dal 1992 trasformato da istituzioni di diritto pubblico in imprese speculative, le cui voracità vengono oggi sofferte da oltre un milione e duecentomila esecuzioni immobiliari per crediti quintuplicati dall´usura legalizzata dal decreto Amato del 30/12/00, e da oltre 50.000 fallimenti intervenuti ad iniziativa del sistema bancario per crediti moltiplicati in maniera esponenziale, con la conseguenza del dramma della perdita della casa vissuto da oltre un milione di nuclei famigliari, e della perdita del posto di lavoro di almeno 250.000 soggetti che sono andati ad infoltire le schiere dei nuovi poveri.
Per queste ragioni non esiteremo ad attivare ogni forma di iniziativa civile e penale nei palazzi di giustizia del nostro paese, oltre che avanti alla Corte Costituzionale e alla Corte di Giustizia Europea, per indurre le Banche a restituire in automatismo l´illegittimo maltolto di 50 anni di malcostume bancario, anche a costo di indire una protesta nazionale insieme alle altre associazioni che vorranno dimostrarsi autenticamente in difesa dei diritti dei cittadini.




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