Anatocismo: le banche ricorreranno all'U.E. La dura reazione delle associazioni consumatori

18/nov/2004 14.54.38 Charlie Lamberti Contatta l'autore

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Banche ed anatocismo: il presidente dell´Abi Maurizio Sella
vuole ricorrere all´U.E. La dura reazione delle associazioni dei consumatori
ROMA - Dopo le prime dichiarazioni apparentemente accomodanti dei massimi vertici dell´Abi sulla possibilità di accettare l´illegittimità dell´anatocismo, il sistema bancario italiano cambia repentinamente opinione e, per voce del presidente dei banchieri Maurizio Sella, ricorrerà alla Corte costituzionale e alla Corte di giustizia europea sulla pronuncia della Corte di Cassazione che in Italia ha appunto condannato gli istituti creditizi al risarcimento degli interessi con rivalutazione trimestrale.
Questa posizione di intransigente volontà antirisarcimento, è scaturita alla fine della riunione del comitato esecutivo dell´Abi. "E' intenzione del sistema bancario - ha dichiarato il presidente Sella - esperire ogni tutela dei propri diritti anche attraverso il ricorso alla Corte costituzionale e alla Corte di giustizia europea. Siamo convinti - ha continuato - di avere ragione e che le banche nulla debbono". Interrogato sulle possibili conseguenze sull' immagine delle banche, il presidente dell' Abi ha replicato che "il danno è all' immagine dell' economia italiana". Il capo dell'Abi Maurizio Sella ha poi aggiunto: "Sono circolate alcune cifre - ha solo detto - ma sono irragionevoli. E comunque noi non dobbiamo nulla".
Immediate le reazioni, tuttaltro che positive, delle associazioni dei consumatori. Il Movimento Difesa del Cittadino, che ha parlato per voce del suo presidente Antonio Longo, afferma: "Non volevo credere ai miei occhi quando ho letto il lancio dell'agenzia. La decisione dell'ABI è anzitutto un vulnus grave alle relazioni con le associazioni dei consumatori, perchè mette in discussione qualsiasi strategia di confronto. C'erano aperture interessanti di tutte le associazioni per soluzioni concertate, adesso l'ABI costringe tutti ad andare sul terreno del contenzioso giudiziario a tutti i costi. Ec è anche stupidamente autolesionista perchè adesso le banche dovranno pagare legioni avvocati e, speriamo, miliardi di euro.
Inoltre, è sorprendente perchè non si capisce in che modo l'ABI, che è una associazione privata, possa dirsi così sicura di ricorrere alla Corte costituzionale contro la sentenza della Cassazione".
Secondo l´avvocato Carlo Rienzi presidente del Codacons: "Ci dispiace per Sella ma non esiste nessun altro Tribunale che può dare ragione alle banche sulla questione dell´anatocismo", mentre per Elio Lannutti responsabile dell´Adusbef, la prima associazione che ha provato a fare un approssimativo calcolo su quanto gli istituti di credito dovrebbero restituire ai cittadini: "Dopo 15 anni di cocenti sconfitte giudiziarie sull´illegale prassi anatocistica praticata dalle banche italiane di ricapitalizzare gli interessi ogni 3 mesi sugli impieghi annualizzando quella sui depositi, dando luogo ad una fiorente, quanto illegale prassi di illecita ricapitalizzazione culminata in sentenze consolidate di cassazione e di Corte Costituzionale, il signor Sella e l´Abi,annunciano ricorsi forse dettati dalla disperazione che - secondo l´Adusbef - non serviranno neppure a far guadagnare tempo alle banche perché non potranno riuscire a bloccare le sentenze di restituzione degli interessi illegali dei Tribunali".
Per la Federconsumatori, presieduta da Rosario Trefiletti: "I più grandi istituti bancari, - negli ultimi tempi carattertizzati da una smaccante crisi - hanno scelto la strada del confronto e della conciliazione per gli scandali finanziari; al contrario l'Abi e il suo presidente hanno ignorato queste aperture mantenendo un atteggiamento di chiusura e negazione di un'evidente situazione di crisi del sistema". Conclude l´associazione vicina alla Cgil: "l' elenco delle crisi scoppiate in questi anni dovrebbero spingere a ben altro atteggiamento di lungimiranza politica" che l'associazione spera di riscontrare negli istituti bancari "più avveduti".
Lo Snarp, il sindacato nazionale antiusura presieduto dal professor Francesco Petrino "era più che prevedibile che l´Abi arrivasse a prendere iniziative per tutelare le sue banche contro la sentenza della Cassazione a sezioni unite che ha sancito inequivocabilmente la illegittima pratica dell´anatocismo". Ma Petrino è ancora più esplicito: "Non si puo´ far a meno di rilevare ancora una volta l´assoluta faccia tosta dell´Abi che è convinta di poterle avere vinte tutte, se solo si considera che dal 1952 questa associazione oligopolistica ha violato il disposto codicistico dell´articolo 1283 del codice civile, imponendo l´onerosissimo balzello dell´anatocismo benchè proibito dalla legge. Ne diviene - conclude il presidente dello Snarp - pensabile ipotizzare che il goveno Berlusconi, come già accaduto col governo Amato, vorrà tradire il paese ed il patto con gli italiani per schierarsi dalla parte del sistema bancario"
Infine, Luigi Cavalli presidente di Alleanza Consumatori ed Utenti, l´associazione forse meno agguerrita contro le banche ma che punta ad una criticaa più misurata e collabirativa, dichiara "E´ un peccato che Maurizio Sella se ne sia uscito con queste affermazioni. Credo che l´obiettivo dell´Abi, tra l´altro decisamente censurabile, sia quello di scoraggiare i loro utenti e le associazioni di consumatori dal richiedere legittimamante la restituzione dell´interesse eccedente. Ma l´associazione delle banche si sbaglia di grosso se crede basti questo per far desistere i cittadini dal richiedere quanto per legge gli deve essere risarcito". Ma la cosa che più dispiace al presidente Cavalli è: "il costante aumento del clima di sfiducia che si genera tra isitituti di credito e consumatori. Purtroppo questo brutto episodio di difesa corporativistica adottato da Sella e dai vertici dell´Abi, con il fine di mantenere privilegi assolutamente contrastanti con la logica del risparmio, certo non contribuisce a rasserenarlo o a farlo diminuire. Peccato, il sistema creditizio ha perduto un´occasione per recuperare, almeno in parte, la fiducia dei cittadini italiani. Infine - conclude Cavalli - Alleanza consumatori ed utenti si dichiara completamente d´accordo con il ministro Maroni che in buona sostanza afferma, essere giunto il momento che le banche restituiscano quanto finora illegittimamente preso dalle tasche dei loro clienti!" (charlie lamberti)




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