Comunicato stampa di Alleanza Consumatori e Utenti con l'intervento del presidente Luigi cavalli sull'anatocismon l'intervento

25/nov/2004 12.36.51 Charlie Lamberti Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE DI ALLEANZA CONSUMATORI ED UTENTI: L'ANATOCISMO
DEVE ESSERE REGOLAMENTATO DA UNA NORMATIVA CHIARA ED INEQUIVOCABILE

ROMA - Il presidente di Alleanza Consumatori ed Utenti interviene nuovamente sul tema dell'anatocismo bancario che recentemente ha fatto molto discutere. Quali conseguenze e quali sviluppi saranno provocati dalla sentenza della cassazione che di fatto rende illegittima questa pratica considerata vessatoria nei confronti degli utenti bancari. Ecco l'intervento di Luigi Cavalli presidente di Alleanza Consuumatori ed Utenti che, speriamo possa contribuire a far chiarezza sul delicato problema.
"In questi ultimi giorni, giornali e trasmissioni televisive non hanno fatto altro che tentare, spesso con scarso risultato, cos´è l´anatocismo bancario, come veniva applicato e perché; successivamente, è stato ritenuto una pratica ingiusta. In più, nelle interminabili disquisizioni che ne sono scaturite, tutte di indiscutibile valore poitico-propagandistico, si evince che o il Parmamento italiano è incapace di fare delle buone leggi o le Corti di giustizia non sanno decidere in tempi rapidi con coerenza e certezza di interpretazione. Ed alla fine, a pagare il conto sono sempre i cittadini.
Ma che cosa è l´anatocismo? Lo spieghiamo un´ultima volta per sgombrare il campo da ogni equivoco. Nel ´99, una nuova legge definiva il metodo di calcolo degli interessi bancari alla quale tutti gli istituti di credito si adeguavano. Lo scopo della legge era quello di porre fine alle incertezze strutturali dei contratti bancari che caratterizzava la vecchia normativa, causa di innumerevoli controversie tra clienti e banche stesse.
La Cassazione, con una nuova sentenza fatta a posta per questo problema, forse avrebbe potuto imporre alle parti di prendere in considerazione anche le problematiche precedenti il 1999, addirittura con effetto retroattivo. Le conseguenze economiche derivanti da questa decisione, portano alcune associazioni di consumatori, forse con eccessiva superficialità, a calcolare rimborsi per circa 60 miliardi di euro. Più attendista la Banca d´Italia che non si sbilancia in calcoli preventivi non disponendo di alcun elemento attendibile sul quale definire la oggettiva cifra del contenzioso.
Da questo breve ragionamento, ne deriva la conclusione che la sentenza della Cassazione sull´anatocismo altro non genera che nuova incertezza su come dovrà essere applicata, recando così nuovo danni sia ai semplici cittadini che alle banche visto che, inevitabilmente l´incertezza porterà nuove iniziative giudiziarie sia da parte degli utenti bancari e delle associazioni che li tutelano, sia delle banche che, come del resto hanno già annunciato ed in parte fatto, ricorrendo alle Corti competenti nella specifica materia. Ecco come, in definitiva, si inibisce il giusto funzionamento dell´economia di mercato! E questo sembra non preoccupare nessuno ma al contrario, la sentenza della cassazione è stata presa con grande ottimismo visto che tende a punire gli istituti creditizi tradizionalmente considerati dall´opinione pubblica protetti ed intoccabili.
Il problema però resta ed è assai più grave di quanto si pensi: la nostra classe politica non ha previsto una reale legislazione efficiente che si possa concretizzare nel breve periodo. Non ha concepito una legislazione che punti a produrre effetti immediati, senza rimanere impelagata nelle eterne procedure parlametari e che, quasi certamente, porteranno alla fine della legislatura senza aver realizzato nulla di concreto. Una legislazione concreta ed efficace, capace di54 produrre certezze per il domani senza però perdere di vista quanto accade oggi e quanto è accaduto nel passato.
Un altro dato essenziale del quale una equa legislazione deve essere assolutamente chiara è nell´individuazione di chi ha oggettivamente causato il danno: le banche, che hanno mal interpretato una legge a danno dei risparmiatori; gli organismi di controllo, che di fatto non hanno controllato l´operato degli istituti di credito; le Istituzioni pubbliche, che non sono state in grado di attuare correttamente la legislazione vigente. In pratica, chi si deve accollare i costi degli eventuali danni? Se si accertasse la responsabilità delle Istituzioni Pubbliche, è fin troppo evidente che a pagare dovrà essere lo Stato e quindi i contribuenti. Tradotto in "soldoni", a pagare il danno provocato ai cittadini italiani, saranno gli stessi cittadini italiani! E questo sarebbe un vero e proprio capolavoro di fantapolitica!
Per concludere, la giusta applicazione delle leggi in materia economico-finanziaria, dipende soprattutto dall´efficienza delle Corti preposte ad occuparsi della specifica materia. Salvo restando che i Tribunali specializzati sono la soluzione più utile e augurabile, resta il grande problema dell´ineguatezza del sistema giudiziario che si deve affrontare nella sua completezza e non ponendo semplici rimedi inefficenti, nonostante si vogliano far passare per imponenti riforme. Il Parlamento è, almeno sulla materia "giustizia", prigioniero di veti incrociati e pregiudizi imposti da ogni partito, sia della maggioranza che dell´opposizione e questo certo non fa ben sperare in una repentina ed efficiente riforma del sistema giudiziario. Tutto a scapito dei soliti cittadini italiani". (Azzurra Schiavi)




____________________________________________________________
Libero ADSL: navighi gratis a 1.2 Mega, senza canone e costi di attivazione.
Abbonati subito su http://www.libero.it


blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl