Libera professione dei dipendenti del Sistema Sanitario Nazionale senza più regole

Il rapporto esclusivo con il SSN è imprescindibile presupposto per la sicurezza alimentare: non possiamo tornare ai tempi del veterinario condotto, controllore di sè stesso, che entra d'imperio in azienda al mattino, come dipendente pubblico, ed esce alla sera come libero professionista.

31/ott/2009 10.55.07 S.I.Ve.L.P. Sindacato Vet. Liberi Professionisti Contatta l'autore

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Libera professione dei dipendenti del Sistema Sanitario Nazionale senza più regole.

Sivelp (Sindacato Veterinari Liberi Professionisti) esprime viva preoccupazione per l'iniziativa parlamentare, che riguarderebbe anche i medici veterinari. Abbiamo sempre sostenuto la netta separazione dei ruoli, per evitare la co-interessanza, per chiarezza dei rapporti, per scongiurare forme di concorrenza sleale, a garanzia di salute pubblica e consumatori. 

Il rapporto esclusivo con il SSN è imprescindibile presupposto per la sicurezza alimentare: non possiamo tornare ai tempi del veterinario condotto, controllore di sè stesso, che entra d'imperio in azienda al mattino, come dipendente pubblico, ed esce alla sera come libero professionista. Lo stesso vale per l'accaparramento di clientela che, in ogni ambito della professione,  deriva dalla posizione dominante del veterinario pubblico, che induce di per sè  il cliente ad aspettarsi un trattamento di favore, una riduzione dei tempi di attesa, una gestione più amichevole o una via preferenziale per le sue richieste. Anche un semplice vaccino, opportunamente consigliato in sede di controllo del microchip, rappresenterebbe un contatto privilegiato con un potenziale cliente, in quanto non vi è da parte del libero professionista pari opportunità e questa asimmetria determina distorsione del mercato. A meno che non si conceda anche ai liberi professionisti di FARE I DIPENDENTI a tempo perso, magari quando scarseggia il lavoro!

Ci sono motivazioni derivanti da un incongruo trattamento economico? La legge sulla trasparenza del Ministro Renato Brunetta obbliga a pubblicare i redditi nei siti delle aziende sanitarie: sarebbe (dico sarebbe perché in realtà nessuno ha il coraggio di farlo) semplicemente vergognoso lamentarsi di un simile trattamento, a fronte di redditi dei liberi professionisti dieci volte più bassi.

Non vi è un alcun obbligo nel dare la possibilità ai dipendenti pubblici di fare il doppio lavoro, non vi sono ragioni di interesse per i cittadini, come dimostra la riduzione dei tempi di attesa che abbiamo in Regioni più severe, non troviamo motivi di efficienza, anzi semmai sarà il contrario, né di bisogno. Per favore, non perdiamo di vista l'interesse dello Stato e dei suoi cittadini.

SIVeLP


 

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