Etichette alimentari: nuove regole dall’Unione Europea per garantire chiarezza, trasparenza e leggibilità ai consumatori.

22/nov/2011 15.30.43 MRComunicazione Contatta l'autore

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Etichette alimentari: nuove regole dall’Unione Europea per garantire chiarezza, trasparenza e leggibilità ai consumatori.

Pubblicato oggi sulla gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il regolamento comunitario sulle informazioni alimentari ai consumatori, dopo un lungo percorso durato quasi quattro anni.

Una vera svolta per garantire chiarezza, trasparenza e leggibilità ai consumatori, oltre che far scoprire i segreti dei prodotti esposti sugli scaffali dei supermercati.

Le novità rilevanti sono l’obbligo della tabella nutrizionale su ogni etichetta, gli allergeni messi ben in evidenza nell’elenco degli ingredienti, una dimensione minima per i caratteri con cui sono scritte le etichette e il divieto di indicazioni fuorvianti.

Il regolamento entrerà in vigore tra venti giorni anche se per alcuni punti è previsto un percorso a tappe che si concluderà tra cinque anni.

Il testo finale è frutto di un compromesso tra tutte le istituzioni europee: Commissione Europea, Consiglio e Parlamento europeo dopo un lungo braccio di ferro durato quattro anni e dopo le numerose emergenze alimentari verificatesi nell’Unione Europea, dai maiali alla diossina, alla mozzarella blu.

La nuova norma sostituisce la vecchia direttiva del 1979  e con essa si estende l’obbligo di indicare la provenienza in etichette di tutte le carni fresche, dal maiale al pollame, dall’agnello alla capra al pari di quanto è già accaduto con quella bovina dopo l’emergenza mucca pazza.

“L’etichetta rappresenta la carta d’identità dei prodotti alimentari, dice Grazia Simone, Segretario Generale Adiconsum Toscana, leggere le etichette consente al consumatore di scegliere con consapevolezza e privilegiare i prodotti locali, a km zero, contribuendo non solo alla salvaguardia dell’ambiente, ma anche al proprio benessere.”

Ecco di seguito le principali novità del regolamento:                                                       

-          Tabella nutrizionale obbligatoria: Gli alimenti confezionati devono avere una tabella nutrizionale con sette elementi (contenuto energetico, grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, proteine, zuccheri, sale) riferiti a 100 g o 100 ml di prodotto. Potranno essere usati i semafori per indicare i cibi che contengono troppi grassi o zuccheri. 

-          Etichette più leggibili: con dimensione minima di caratteri tipografici minimi non inferiori a 1,2 mm (prendendo come riferimento la “x” minuscola), oppure 0,9 mm se le confezioni presentano una superficie inferiore a 80 cm², in caso di una  confezione con superficie inferiore a 10 cm², l’etichetta potrà riportare solo le informazioni principali.

-          Indicazioni sulla presenza di allergeni: la presenza di allergeni deve essere evidenziata in modo da essere facilmente individuabile dai consumatori. Devono essere fornite le stesse informazioni per i cibi non imballati, ad esempio quelli venduti in ristoranti o mense.

-          Luogo di provenienza: è obbligatorio indicare il Paese d’origine per le carni suina, ovina, caprina e pollame.

-          Scadenza: la data di scadenza deve essere riportata sui prodotti confezionati singolarmente.

-          Acqua: deve essere dichiarata la quantità di acqua aggiunta se nel prodotto finito è superiore al 5 percento.

-          Caffeina: le bibite che contengono più di 150mg/l di caffeina devono riportare la dicitura “Tenore elevato di caffeina”, introdotta nel 2003, e l’avvertenza Non raccomandato per bambini e donne in gravidanza o nel periodo di allattamento”. 

-          Congelati e surgelati: un alimento congelato o surgelato e venduto scongelato, deve riportare sull’etichetta la parola “scongelato”. Bisogna indicare giorno, mese e anno di surgelazione o congelamento nei prodotti ittici, nella carne e nelle preparazioni a base di carne surgelati o congelati non lavorati. 

-          Insaccati: i salumi insaccati devono indicare quando l’involucro non è commestibile. - Oli e grassi vegetali. Non basta più scrivere “oli/grassi vegetali”, bisogna indicare la tipologia (soia, palma, arachide, ecc…).

-          Indicazioni fuorvianti: i consumatori non devono essere ingannati dalla presentazione degli imballaggi alimentari, dal loro aspetto, dalla descrizione, dalla presentazione grafica. Devono essere facilmente identificabili gli alimenti simili ad altri, ma prodotti con ingredienti diversi (come, ad esempio, i “simil-formaggi” prodotti con materie vegetali). La carne o il pesce ottenuti dalla combinazione di più parti dovranno essere indicati come “carne/pesce ricomposti”.

Le diciture obbligatorie delle etichette devono essere presentate nello stesso campo visivo della denominazione di vendita. Quando la superficie della confezione del prodotto è inferiore a 10 cm² è sufficiente riportare le informazioni essenziali: allergeni, scadenza, peso netto, denominazione di vendita.

 

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