I danni dello zucchero e gli interessi delle multinazionali

30/lug/2007 08.07.00 Pubbly Contatta l'autore

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I danni dello zucchero e gli interessi delle multinazionali

Da anni si legge in molti libri di medicina naturale che lo zucchero è come una droga dolce ma pericolosa per l'organismo.
Spesso si crede che per lo zucchero di canna tale verità non sia valida, ma il cosiddetto zucchero di canna molto spesso è lo stesso zucchero bianco colorato con melassa (si salva forse il mascobado e qualche altro zucchero del commercio equo e solidale).

In questo articolo ci stiamo ovviamente riferendo allo zucchero raffinato artificialmente dalla canna o dalla barbabietola, e non agli zuccheri presenti all'interno di altri alimenti completi come il fruttosio della frutta o il lattosio del latte)

È difficile credere che lo zucchero possa essere dannoso, perché tale sostanza è entrata nella nostra dieta in modo tanto profondo che una buona metà dei cibi confezionati che si trovano in commercio nè risulta "contaminato".

L'assunzione di zucchero raffinato sottrae vitamina C all'organismo come fanno le sigarette, uccide alcuni batteri simbionti che nel nostro organismo producono vitamine del complesso B e altera il ciclo di regolazione glicemica. Il pancreas reagisce allo zucchero puro con una ipersecrezione di insulina, cui segue da una parte una ipoglicemia, dall'altra a lungo andare il surplus di lavoro del pancreas puo' portare al diabete. L'assunzione di zucchero inoltre causa sonnolenza post pranzo, altera il metabolismo e influisce sugli ormoni, decalcifica le ossa e può portare alle carie dentarie.

Anche l'aumento dei casi di cancro è correlato all'assunzione sempre più elevata di zucchero nella società dei consumi, dove anche nell'alimentazione l'apparire (il gusto artificialmente dolce) è molto più importante dell'essere (la valenza nutritiva e la purezza del cibo).

I popoli che non conoscono ancora lo zucchero non conoscono nemmeno il cancro. Il più basso livello di casi di cancro si è registrato in Olanda due anni dopo l'occupazione nazista, quando zucchero e caffè erano quasi scomparsi dalla tavola: tutti gli studi sulla prevenzione e la cura naturale del cancro (regolazione alimentare e metabolica) confermano che più si mangia zucchero e più si rischia di sviluppare il tumore.Ci sono inoltre studi che dimostrano il legame fra zucchero e ulcera, fra zucchero e malesseri psicologici, fra zucchero e allergia... la situazione è grave: sia per gli effetti che per l'assordante silenzio di chi dovrebbe tutelare la salute dei cittadini.

Si sa, la salute non genera business, la prevenzione primaria non genera mercato, la malattia dà da mangiare a tutto il sistema sanitario, come diceva un medico egizio 3.500 anni fa (riferendosi ovviamente alla classe benestante che lui curava) "un quarto di ciò che mangiamo serve per nutrire il corpo, il restante per nutrirei medici".

È per questo che nelle università di medicina di tutto il mondo non si studia quasi per niente l'influenza dell'alimentazione sul benessere dell'individuo e il modo di mantenere la salute con la prevenzione primaria (corretto stile di vita) mentre si punta sulla ben più costosa (e redditizia) prevenzione secondaria (test di laboratorio poco affidabili e a volte pericolosi, radiografie cancerogene etc.). Quei medici (come Mendelson e Kousmine) che denunciano questa squallida realtà sono ovviamente una stretta minoranza; per questo di tutto ciò che è descritto in queste righe difficilmente si trove traccia nei consueti manuali universitari.

A nulla valgano le accusa di falsità su tale realtà dei medici-ortodossi che contro tali affermazioni sostengono"è falso perché noi non l'abbiamo studiato": certe cose non si studiano proprio perché sono così vere e così facilmente dimostrabili da essere pericolose per l'industria alimentare e per quella farmaceutico-sanitaria. Esperimenti hanno dimostrato che gli uomini vivono meglio digiunando che cibandosi di solo zucchero, e in un famoso esperimento del secolo scorso ha evidenziato che dei cani alimentati solo con zucchero sono morti dopo pochi giorni.

Riflettiamoci, perché la pubblicità dovrebbe martellarci la testa con frasi come "il cervello ha bisogno di zucchero", "lo zucchero è un'ottima fonte di energia", e cosi' via (e il contagio è fortissimo, sono frasi che si trovano persino nelle botteghe del commercio equo e solidale...)? Dietro la pubblicità, dovremmo averlo imparato, c'è da una parte una mistificazione, dall'altro un interesse commerciale, ed entrambe con la verità raramente vanno d'accordo.

Come se non bastasse, è nato poi il business dell'aspartame e degli altri dolcificanti industriali (tossici e cancerogeni ma consigliati ai diabetici), che costando meno dello zucchero cominciano ad essere presenti in dolci e biscotti a basso prezzo.
Da notare che c'e' un'alternativa naturale, una pianta dalle fortissime proprietà dolcificanti, la stevia, che viene coltivata in Giappone dove l'aspartame è fuori legge. Di contro in Italia dove l'aspartame e le altre sofisticazioni chimiche sono perfettamente legali, sono stati messi fuori legge i dolcificanti naturali alla stevia (bravi, bravi... come si cura di noi il ministero della sanità!)

Smettendo di assumere zucchero, il gusto si abitua e non se ne sente più la mancanza, non si sento più il bisogno (artificialmente indotto) di dolce che si avevo precedentemente e migliora lo stato di benessere generale dell'organismo.

Rinunciare allo zucchero non significa dire addio alla dolcezza, ma solo alla dolcezza artificiale, ci sono frutti naturalmente dolcissimi, c'è la zucca e la cipolla, si possono fare biscotti e ottimi dolci con il miele che (se non se ne abusa) non causa i danni dello zucchero in quanto è un alimento completo.
Per maggiori informazioni consiglio la lettura del libro Sugar blues di W. Dufty che svela impietosamente tutti i danni connessi allassunzione dello zucchero e le manovre delle multinazionali per insabbiare taliinformazioni.
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