Gruppi di acquisto: inaccettabile tentativo di appropriazione dell'acronimo "GAS"

Gruppi di acquisto: inaccettabile tentativo di appropriazione dell'acronimo "GAS" Che alcuni dei cosiddetti GAS Gruppi di Acquisto Solidale, fossero poco democratici e molto integralisti era ormai noto, ma adesso voler appropriarsi dell'acronimo generico "GAS", ci sembra veramente troppo.

08/ago/2009 14.51.37 Free tuscany Contatta l'autore

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Che alcuni dei cosiddetti GAS Gruppi di Acquisto Solidale, fossero poco democratici e molto integralisti era ormai noto, ma adesso voler appropriarsi dell’acronimo generico “GAS”, ci sembra veramente troppo. Tutto questo è riportato a pagina 3 “GAS e GAC” del documento reso pubblico “Sintesi dei gruppi di lavoro, 9° Convegno nazionale gas, Petralia Sottana (PA), 26-28 giugno 2009”.  A loro insindacabile giudizio e senza nessun tipo di verifica approfondita, questi soggetti si possono permettere anche di diffamare “sedicenti” (come li chiamano loro) gruppi di acquisto che non fanno parte della loro rete. Ecco come questi signori intenderebbero procedere (riportiamo alla lettera i 4 punti descritti sul documento a pagina 3: “ 1 – CONTATTO DIRETTO - cercare un contatto con il sedicente gas e spiegare loro cosa si intende con questo termine, chiedendo di cambiare il nome in GAC (gruppo di acquisto collettivo) oppure di modificare il loro modo di operare per essere coerente alla storia dei gas; 2 – FORMALIZZAZIONE RICHIESTA - se il sedicente gas non risponde, inviare una lettera formale (sempre da parte della rete locale di gas, su di un modello da preparare insieme); 3 – ALTRI CONTATTI - se il sedicente gas continua a non rispondere, informare i contatti di questi gruppi (consumatori, produttori, associazioni, Enti Locali) del fatto che la rete locale dei gas non li riconosce come appartenenti alla rete dei gas in base ai propri principi e modi di operare; 4 – SITI WEB - passare questa informazione anche al sito retegas, al sito economia-solidale, alle fiere (“Fa' la cosa giusta”, Terra Futura, L'isola che c'é, etc.) e agli archivi (Zoes, etc.); il sito retegas potrebbe quindi riportare questa informazione”.
Tutto questo è di una gravità assoluta, che nulla a che vedere con idee libere e costruttive di economia solidale e democratica. Il presidente di Free Tuscany Fabrizio Pierini ha dichiarato: “come Associazione di Promozione Sociale, Gruppo di Acquisto e parte attiva nel Distretto di Economia Solidale della provincia di Siena, ci batteremo contro ogni forma di discriminazione e prevaricazione, denunciando all’opinione pubblica e alla stampa ogni forma di abuso perpetrato da questi soggetti”.
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