Acquisti verdi: esempio d' offerta...

23/mar/2005 15.42.58 Quibio.it Contatta l'autore

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Tra le varie misure, è possibile prescrivere l'uso di particolari procedimenti lavorativi o di materiali primari

Nella specifica tecnica di prodotto la base del Green Public Procurement


a cura di Maurizio Fieschi e Matteo Foschi, Macroscopio S.p.A.

Sulla base di recenti raccomandazioni e sentenze comunitarie è emersa la possibilità di introdurre caratteristiche ambientali in differenti parti e fasi di un bando per l'approvvigionamento di beni e servizi, sempre rispettando il principio della libertà di circolazione delle merci e dei servizi, quello della non discriminazione e della proporzionalità. E' la base del cosiddetto Green Procurement, che sta trovando, nel comparto delle PA (Green Public Procurement), terreno fertile per le prime sperimentazioni. Step preliminare all'inserimento di voci "verdi" nei capitolati d'appalto è la specifica tecnica dei prodotti eventualmente rientranti nell'offerta, orientata a comprendere tutte le caratteristiche richieste dall'amministrazione aggiudicatrice, affinché i beni o le forniture rispondano all'uso a cui sono destinati. Sul tema si terrà un incontro a Firenze in data 2 aprile 2004, nell'ambito della manifestazione "Terra Futura".

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I sistemi GPP volontari 

Per sviluppare un sistema di Green Public Procurement (acquisti, da parte delle pubbliche amministrazioni, di servizi e prodotti a basso impatto ambientale) volontario è necessario introdurre caratteristiche ambientali nelle procedure di acquisto nel rispetto della legislazione che regola le forniture pubbliche. 
Le procedure attivate dalla PA per l'acquisto di beni e servizi in Italia possono essere di diverso tipo: 

  • asta pubblica (aperta a tutti i potenziali fornitori); 
  • licitazione privata (bando riservato ai soli fornitori invitati);
  • appalto concorso (potenziali fornitori, invitati, sono chiamati a presentare un progetto, proposte e soluzioni tecnico-operative); 
  • trattativa privata (in mancanza di un formale procedimento concorsuale, l'amministrazione tratta con un'impresa dopo averne interpellate altre, ove lo ritenga opportuno, pervenendo alla stipulazione del contratto), 
    differenziandosi per il numero di potenziali fornitori ai quali la PA acquirente si rivolge e la diversa negoziabilità delle prestazioni.

Per la valutazione delle offerte, i criteri di aggiudicazione si possono basare su: 

  • prezzo più basso; 
  • offerta economicamente più vantaggiosa (multi-criterio: prezzo, qualità, tempo di consegna, affidabilità, garanzia, ecc)

In entrambi i casi, il criterio di valutazione deve essere esplicitato nel bando di gara o capitolato speciale. Con riferimento al criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, inoltre, devono essere resi pubblici ex ante gli elementi di valutazione presi in considerazione dall'agente di acquisto e i relativi punteggi da attribuire a ciascun elemento.
 Attualmente, nella normativa italiana, così come in quella europea, non esiste un richiamo esplicito alle possibilità di introduzione di richieste ambientali, ma, per la crescente attenzione su questo tema, la Commissione europea ha pubblicato a luglio 2001 la comunicazione interpretativa (COM(2001) 274 definitivo). 
"Il diritto comunitario degli appalti pubblici e le possibilità di integrare considerazioni di carattere ambientale negli appalti pubblici". 
Alla luce di questo documento interpretativo e della sentenza della Corte di Giustizia della Comunità europea 17 settembre 2002 (procedimento C-513/99) è emersa la possibilità di introdurre caratteristiche ambientali in differenti parti e fasi di un bando per l'approvvigionamento di beni e servizi, sempre rispettando il principio della libertà di circolazione delle merci e dei servizi, quello della non discriminazione e della proporzionalità.

 

Specifiche tecniche del prodotto 

Nel momento stesso in cui decide di acquistare un determinato bene, qualsiasi sia la procedura utilizzata (asta pubblica, licitazione privata, appalto concorso e trattativa privata), un'amministrazione pubblica è chiamata a definire il bene o il servizio che intende acquisire. 
Le specifiche tecniche: 

  • comprendono tutte le caratteristiche richieste dall'amministrazione aggiudicatrice affinché i prodotti o le forniture rispondano all'uso a cui sono destinati;  
  • definiscono in modo obiettivo e misurabile le caratteristiche dell'oggetto del contratto e hanno, quindi, necessariamente un rapporto diretto con l'oggetto stesso.

Un potenziale fornitore deve offrire un prodotto che soddisfi tutti i requisiti stabiliti dalle specifiche tecniche. Per quello che riguarda gli aspetti ambientali, nelle specifiche tecniche è possibile: 

  • prescrivere materiali di base o primari da utilizzare. Se queste indicazioni non sono discriminatorie, gli enti aggiudicatori possono prescrivere l'uso di determinati materiali, ad esempio possono esigere telai in legno per le finestre di un edificio amministrativo o l'uso di vetro o altri materiali riciclati; 
  • prescrivere l'uso di un particolare procedimento di produzione. Gli enti aggiudicatori possono indicare un particolare procedimento di produzione se questo contribuisce a precisare le caratteristiche (visibili o invisibili) del prodotto o servizio, purché questo non abbia per effetto di riservare l'appalto a determinate imprese. Ciò implica che il prodotto differisce da altri identici per la sua fabbricazione o il suo aspetto (si tratti di differenze visibili o meno), per il fatto che è stato impiegato un procedimento di produzione innocuo per l'ambiente, ad esempio, come nel casom di alimenti biologici o elettricità "verde"(1) . Le caratteristiche che non riguardano la produzione, ma il modo di gestione dell'azienda, non costituiscono, invece, specifiche tecniche e non possono, quindi, essere considerate prescrizioni obbligatorie; 
  • far riferimento a etichette ecologiche. Queste certificano prodotti considerati meglio rispondenti alle esigenze ambientali rispetto ad altri analoghi, appartenenti alla stessa categoria. Le etichette sono assegnate su base volontaria a prodotti che rispondono a determinati criteri e hanno lo scopo di informare i consumatori sulle caratteristiche ambientali del prodotto; ne esistono di diverse tipologie: 
       - l'etichetta europea di qualità ecologica (Ecolabel Europeo); 
       - etichette ecologiche nazionali e sovranazionali (ad esempio: Blue Angel, Nordic Swan); 
       - etichette ecologiche private (ad esempio etichette che identificano il legno come prodotto di una silvicultura sostenibile come avviene per la certificazione FSC). 
    Essendo strumenti volontari, non è possibile richiedere prodotti contrassegnati da etichette di qualità ecologica, ma solo il soddisfacimento dei criteri per l'assegnazione dell'etichetta stessa. Ad esempio, per quello che riguarda l'ecolabel europeo (posto che per il prodotto siano stati stabiliti i criteri), una espressione applicabile è: "il prodotto abbia l'Ecolabel Europeo o attesti prestazione equivalente", oppure, "il prodotto soddisfi i criteri posti per l'assegnazione dell'etichetta ecologica comunitaria Ecolabel per il gruppo di prodotti……, come da Decisione della Commissione……."; 
  • far ricorso a varianti (solo per gli appalti aggiudicati secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa). Tutte le direttive in materia di appalti pubblici consentono agli enti aggiudicatori, laddove il criterio per la assegnazione dell'appalto sia quello della offerta economicamente più vantaggiosa, di considerare le varianti proposte dagli offerenti, conformi con gli standard minimi richiesti dagli enti stessi. I soggetti aggiudicatori devono definire, nel capitolato d'oneri, le condizioni minime che devono essere rispettate dalle varianti e quelle specifiche della loro presentazione. Nel caso in cui le varianti non siano consentite, gli enti in questione sono tenuti a indicarlo espressamente nel capitolato d'oneri. Nel caso in cui facciano ricorso a questa possibilità, gli enti aggiudicatori individuano, innanzitutto, una definizione standard dell'oggetto del contratto che contenga i requisiti minimi richiesti. Oltre questa nozione, gli enti possono definire una o più varianti, individuando definizioni alternative dell'oggetto del contratto, come, ad esempio, un livello più alto di protezione dell'ambiente o l'uso di uno specifico procedimento di produzione non richiesto originariamente nella definizione standard.

Come già evidenziato, inserire le caratteristiche ambientali nelle specifiche tecniche, significa richiedere che tutti i prodotti offerti rispondano alle specifiche poste. In questo modo, si limita, rispetto ai prodotti tradizionali, il mercato in grado di soddisfare le richieste dell'appalto e, in alcuni casi, è necessario, con questa modalità procedurale, considerare un costo superiore ai prodotti tradizionali. L'introduzione di caratteristiche ambientali nelle varianti consente di considerarle come non obbligatorie e, quindi, di aprire il bando a un numero maggiore di fornitori e di trovare un equilibrio tra prestazione ambientale ed economica, condizione che può, comunque, essere ottenuta più semplicemente introducendo caratteristiche ambientali nei criteri per l'aggiudicazione dell'appalto.

Di seguito è esposto un esempio di richieste d'offerta conforme a un programma di acquisti verdi per stoviglie biodegradabili.

Esempio di richiesta d'offerta con criteri ambientali

Stoviglie biodegradabili
La richiesta di offerta per la fornitura di "stoviglie biodegradabili", conforme a un programma di acquisti verdi, dovrebbe avere le caratteristiche ambientali di seguito riportate.

 

Caratteristiche di base

  • …..
  • la concentrazione nel prodotto di metalli pesanti e sostanze tossiche o pericolose deve essere minore dei seguenti valori (mg/kg di sostanza secca): Zn<150; F<100; Cu, Pb, Cr<50; Ni<25; As<5; Mo<1; Se<0,75; Cd, Hg<0,5.[i];
  • la biodegradabilità aerobica del prodotto a 6 mesi deve essere >90%[ii];· dopo l'esposizione al processo di compostaggio a 3 mesi, la percentuale di massa secca originale del prodotto >2 mm deve essere < 10% [iii];
  • il prodotto, sottoposto a un processo di compostaggio, non deve essere registrato come avente un effetto negativo sulla qualità del compost risultante[i];
  • il prodotto deve essere riconoscibile come compostabile o biodegradabile da parte dell'utente finale [iv]

Nella valutazione sarà, altresì, considerata la qualità ambientale del prodotto nella sua globalità.
Vi preghiamo, quindi, di volerci inviare anche informazioni supplementari a testimonianza dell'impegno ambientale della Vs. azienda.
Per la presentazione delle offerte è richiesta la sola autocertificazione del produttore del soddisfacimento delle caratteristiche richieste. Qualora il criterio risulti considerato nella fase di aggiudicazione potrà essere richiesta la documentazione relativa.

Note:
[i] Dichiarazione attestantante la conformità al criterio. Norma UNI EN 13432:2002.
[ii] Dichiarazione attestantante la conformità al criterio. Test ISO 14855 o equivalente. Il valore limite della biodegradazione si basa sulla conversione del carbonio del materiale di prova in anidride carbonica e biomassa.
[iii] Dichiarazione attestante la conformità al criterio. Test EN 14045 (prova di compostaggio su scala pilota).La prova serve a valutare la frammentazione e perdita di visibilità nel compost finale (assenza di contaminazione visiva).
[iv] Dichiarazione attestantante la conformità al criterio.

 

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Note:

1) Proprio sul tema dell'energia "verde" come criterio preferenziale per l'assegnazione di una gara d'appalto, si è espressa di recente la Corte di Giustizia delle Comunità europee con la sentenza 4 dicembre 2003, pubblicata, con commento, sull'Approfondimento del n. 2/2004 di Ambiente&Sicurezza

23/03/2005 ( Fonte il sole24ore.com)

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