LA MANOVRA SULLE RINNOVABIL IL GOVERNA CONDANNA IL SETTORE

"Queste due misure non comportano alcun vantaggio per le casse dello Stato - evidenzia Roberto Longo, presidente di APER - al contrario si rinuncia al gettito fiscale che ne potrebbe derivare, condannando a morte un settore che mostra ancora vivacità imprenditoriale, economica e tecnologica e grazie al quale l'Italia può ancora essere competitiva nei confronti di altre economie".

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06/gen/2010 16.54.55 APER Contatta l'autore

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LA MANOVRA SULLE RINNOVABILI: IL GOVERNA CONDANNA IL SETTORE

Confermati in Finanziaria gli art. 15 e 45. Drammatiche le ripercussioni sul mercato.

 

Milano, giugno 2010 – Futuro sempre più incerto per le rinnovabili in Italia. Dopo giornate di intense e contraddittorie discussioni all’interno del Governo,la conferma dell’inserimento nel DL Manovra dell’art. 15 che impone agli impianti idroelettrici di grande derivazione un nuovo canone, e dell’art. 45 che cancella l’obbligo da parte del GSE di ritirare i CV in esubero, sembra confermare la precisa volontà da parte del Governo di non proseguire il cammino verso gli obiettivi europei del 2020, senza per altro incidere in nessuna maniera sui conti pubblici.

 

Queste due misure non comportano alcun vantaggio per le casse dello Stato – evidenzia Roberto Longo, presidente di APER - al contrario si rinuncia al gettito fiscale che ne potrebbe derivare, condannando a morte un settore che mostra ancora vivacità imprenditoriale, economica e tecnologica e grazie al quale l’Italia può ancora essere competitiva nei confronti di altre economie”.

 

“Da non sottovalutare inoltre – continua Longo – la forte turbativa che tali provvedimenti creeranno negli istituti di credito, con conseguente perdita di credibilità del Sistema Paese nei confronti del mondo finanziario.”

 

L’Associazione si augura quindi che queste norme, pubblicate alla vigilia dell’invio del Piano d’Azione Nazionale dovuto entro la fine di giugno, possano ancora essere modificate permettendo l’allineamento in extremis dell’Italia alle politiche energetiche europee in materia di rinnovabili. APER lancia quindi un appello alle forze politiche perché procedano ad un’attenta e approfondita riflessione sulla questione.

 

Fondata nel 1987, APER è l’associazione che riunisce a rappresenta i produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili, tutelandone gli interessi a livello nazionale e internazionale. Un’attività che si traduce da una parte con l’assistenza e il supporto tecnico e normativo necessario alla realizzazione e gestione degli impianti e alla commercializzazione dell’energia elettrica prodotta, e dall’altra in azioni di promozione mirate a favorire la formazione e la diffusione di una cultura della sostenibilità ambientale e delle Fonti Rinnovabili, attraverso l’organizzazione di un fitto calendario di corsi, convegni e fiere. APER conta più di 460 associati, oltre 1.100 impianti per un totale di più di 7.600 MW di potenza elettrica installata.

 

 

Per ulteriori informazioni:

 

Claudia Abelli

Responsabile Comunicazione APER

Tel. (+39) 02 / 6692 673  Fax  (+39) 02 / 6749 0140

e-mail: claudia.abelli@aper.it

 

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