Ambiente, Comando generale Carabinieri per la tutela.

Comando generale Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente

14/apr/2005 11.29.22 Quibio.it Contatta l'autore

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Comando generale Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente

L’Italia è stata la prima nazione in Europa che ha istituito una forza scelta ed orientata, in via prioritaria, all’applicazione della normativa ambientale.
Sulla spinta delle sempre più pressanti problematiche legate alla difesa delle risorse del patrimonio italiano, nel 1986 venivano istituiti il ministero dell’Ambiente ed il Nucleo operativo ecologico (Noe) dei carabinieri, posto alle dipendenze funzionali di questo stesso ministero con compiti di vigilanza, prevenzione e repressione delle violazioni compiute in materia ambientale.
Nel 2001 il Noe si trasforma in Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente (Ccta) (http://www.minambiente.it/Sito/ccta/ccta.htm e http://www.carabinieri.it/cittadino/informazioni/tutela/ambiente/ambiente_main.htm), oggi sotto la direzione del Generale di Brigata Raffaele Vacca con sede a Roma.
Questa struttura è suddivisa in tre Gruppi, che coprono tutta la penisola sino a scendere nelle zone calde delle regioni meridionali, alle quali è riservata la maggiore attenzione di contrasto alla proliferazione delle "ecomafie". In Puglia, infatti, il Gruppo prevede due Comandi con quello Di Bari e quello dislocato a Lecce.
I 29 Noe, tanti quanti sono dislocati in Italia, collaborano strettamente in collaborazione con tutte le Organizzazioni dell’Arma, presenti sul territorio nazionale e composte da 102 comandi provinciali, 529 Compagnie e 4665 Stazioni.
Per intervenire - come meglio illustra la sua pubblicazione delle attività operative 2004 - su richiesta dello stesso ministero, dell’Autorità giudiziaria, dei Comandi provinciali e dei cittadini singoli ed associati o su autonoma iniziativa con i suoi reparti specializzati in inquinamento da sostanze radioattive ed in quello atmosferico ed industrie a rischio (ARS), utilizzando sempre più spesso il proprio nucleo specializzato in analisi.
Il CCTA, recentemente, ha messo a disposizione di cittadini un numero verde (800-253608), in seguito anche ad iniziativa comunitaria c! he defin isce questo servizio come “strumento orizzontale”, affinché essi possano sentirsi direttamente coinvolti, attraverso le segnalazioni, per accrescere quei sempre più auspicati modelli di civiltà e partecipazione della coscienza ecologica: vero obiettivo strategico per la tutela dell’ambiente.
Un risultato che il Comando Carabinieri già ritiene efficace, poiché nel solo 2004 sono stati richiesti 1028 interventi, dei quali ben 797 sono risultati positivi e 231 sono entrati nella casistica del facile allarmismo.
I diversi Noe hanno fatto registrare cifre da record nei controlli e nell’accertamento di infrazioni alla normativa ambientale ( diffusa in discariche abusive, distruzione di flora e fauna, emissioni pericolose in atmosfera, inquinamento marino, acustico e fognario, depuratori pubblici e privati o inquinamento elettromagnetico) nello scorso anno. Sono stati, infatti, svolti 14.077 controlli con un accertamento di 4.355 infrazioni. Il tutto per far sviluppare la preoccupante percentuale di illegalità pari al 30.9%, per la quale sono state inviate 5.215 segnalazioni all’Autorità giudiziaria, tratte in arresto 80 persone, operati ben 1.191 sequestri ed elevate complessivamente 879 contravvenzioni.
L’accertamento di illegalità nel 2004 ha, comunque, superato quello dell’anno precedente che aveva già fatto segnare un preoccupante 28.1%.
L’impatto ambientale è, quindi, sempre più aggredito soprattutto nell’inquinamento del suolo, che ha raggiunto l’esorbitante dimensione (accertata) del 40.5% e quello elettromagnetico che ha toccato il 39.2%, mentre sembrano farsi prepotentemente largo i rischi di incidente rilevante nelle industrie già attestatisi al 36.4%.
Tra le Operazioni che il CCTA considera "vettore di legalità" è quella denominata "Mare Pulito", avviata in difesa dei principali ecosistemi del paese dall’inquinamento e dalle speculazioni criminali, radiografando i depuratori e le discariche pubbliche oltre alcuni attività ricett! ive e di ristorazione.
Paolo Lerario

13/4/2005 ( Fonte lagazzettadelmezzogiorno.it)

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