Ambiente: Matteoli, 31 milioni euro per check up mare...

Ambiente: Matteoli, 31 milioni euro per check up mare...AMBIENTE: MATTEOLI, 31 MILIONI EURO PER CHECK UP MARE.

12/mag/2005 18.03.26 Quibio.it Contatta l'autore

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AMBIENTE: MATTEOLI, 31 MILIONI EURO PER CHECK UP MARE.

Trentuno milioni di euro (tra il 2001 e il 2006) per 81 aree distribuite lungo circa gli 8 mila chilometri delle coste italiane: questo l'impegno del ministero dell'Ambiente per la salute del mare nostrum. Lo ha detto il ministro dell'ambiente, Altero Matteoli, al convegno sull'economia del mare per l'ambiente organizzato a Roma dalla Federazione del Mare. ''Pesca, turismo, trasporti e soprattutto cultura - ha detto Matteoli - questo il valore del mare e se non lo salvaguardiamo rischiamo di essere travolti. Ad inquinare non e' tanto la nave ma l'uomo a terra. Dobbiamo cercare di rimediare a questo aspetto''. ''L'Italia - ha proseguito il ministro - e' l'unico paese a poter vantare un controllo dell'ambiente marino costiero di cosi' ampio respiro''. Negli ultimi anni in collaborazione con le 15 regioni costiere italiane, ha riferito Matteoli, ''abbiamo costantemente monitorato addirittura con campionamenti quindicinali, le acque, il plancton, i molluschi, i sedimenti e le comunita' dei fondali di 81 aree uniformemente distribuite lungo le coste italiane per un impegno di 31 milioni di euro''. Matteoli ha reso noto che un finanziamento straordinario erogato lo scorso dicembre dara' la possibilita' di prorogare il programma di monitoraggio fino a marzo 2006. Tutti i dati, circa due milioni di informazioni, sono raccolti in una banca dati presso il ministero e consultabili sul proprio sito. Al convegno erano rappresentati tutti i settori che operano sul mare. Una economia, ha riferito il presidente della Federazione del Mare, Corrado Antonini, al quale si deve il 2,3% del prodotto interno lordo, pari a quasi 26 mila 300 milioni di euro di produzione annua, con una occupazione di oltre 350 mila addetti (1,5% dell'occupazione totale nazionale), di cui 186 mila addetti diretti nelle attivita' marittime. ''Una delle principali priorita' che e' stata perseguita negli ultimi anni - ha sottolineato Matteoli davanti alla platea degli operatori della Federmare riuniti a Roma - e' stata quella di creare un sistema! all'int erno del quale il ministero e le Regioni intervenissero congiuntamente mettendo in campo tutte le competenze e le professionalita' necessarie ad una efficace politica di tutela del mare''. Tutela che ''e' anche un modo per salvaguardare e dare futuro a tutte le economie che ruotano intorno al mare'', ha concluso il ministro. Nel mirino soprattutto le carrette del mare e la questione dell'inquinamento da idrocarburi (nel Mediterraneo il 30% del petrolio trasportato). Un centinaio, secondo stime, quelle ancora in navigazione. ''Su questo fronte sono tutti d' accordo - ha detto il presidente della Federazione del Mare, Corrado Antonini, anche presidente di Fincantieri - nell'impegno per eliminare queste imbarcazioni e l'Italia in tal senso e' all'avanguardia''. A oggi, si legge in un dossier realizzato dalla FederMare sulle buone pratiche del sistema marittimo nella tutela dell' ambiente, quella nazionale si conferma una flotta giovane rispetto alla media mondiale: il 55% del naviglio (in base agli ultimi dati disponibili Rina-Confitarma) e' sotto i 10 anni di eta' e il 34% risulta sotto i 5 anni con un' eta' media di 12 anni. Nel periodo 1994-2003 sono state consegnate 457 unita' per 6,2 milioni di tonnellate di stazza. Nel periodo 2000-2003, sono state ordinate 134 unita' con un investimento totale di 5 miliardi di euro. Negli ultimi 3 anni sono state consegnate 78 unita' (2,5 miliardi di euro di investimento) mentre per altre 52 navi i lavori risultano gia' avviati. Andare per mare, significa anche risparmi, sia economici che ambientali. A guadagnarci soprattutto aria e clima: in termini di gas serra i costi esterni della navigazione commerciale sono 10 volte inferiori a quelli del trasporto su strada e 25 volte inferiori a quelli per i danni associati all'inquinamento atmosferico. L'indagine della Federmare per la prima volta mette tutti insieme i vari segmenti delle industrie legate al mare. Alla Federazione aderiscono Aidim, Ania, Confitarma, Assoporti, Federpesca, Assiterminal, Assonave, Registro ita! liano na vale, Ucina, Fedepiloti, Ipsema, Assorimorchiatori, Fedarlinea, Federagenti e Tmcr. Lo scopo, quello di dimostrare che varie componenti marittime riescono a conciliare ''le dure esigenze del mercato con la necessaria attenzione nei confronti dell' ambiente in cui operano''.

12/05/2005 ( fonte http://www.ansa.it)

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