Polimeri Bio conquistano anche il mondo della moda...

La fibra, che si chiama Ingeo, è stata inventata da un'azienda americana, la NatureWorks di Minnetonka (Minnesota)."Le aziende del tessile e della moda italiana sono molto creative e brave nell'innovazioen, per questo hanno rapidamente capito e colto l'opportunità che offre la nostra fibra - ha spigato Steve Davies, direttore dello sviluppo del settore abbigliamento per NatureWorks.

10/giu/2005 15.11.00 Quibio.it Contatta l'autore

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POLIMERI BIO CONQUISTANO ANCHE IL MONDO DELLA MODA

Milano, 6 giugno - Anche la moda italiana cavalca l’onda dell’ecologicamente corretto. Secondo quanto scrive il Corriere Economia, note industrie e griffe del settore (Filatura di Grignasco, Marzotto, Marioboselli, Vincenzo Zucchi, Bagutta, Diesel, Versace sport) hanno iniziato infatti a usare una fibra che si chiama Ingeo (Ingredienti della Terra) prodotta con un nuovo polimero, il Pla (Polyactide), derivato dalla fermentazione dell’amido di mais. La fibra, che si chiama Ingeo, è stata inventata da un’azienda americana, la NatureWorks di Minnetonka (Minnesota).
“Le aziende del tessile e della moda italiana sono molto creative e brave nell’innovazioen, per questo hanno rapidamente capito e colto l’opportunità che offre la nostra fibra - ha spigato Steve Davies, direttore dello sviluppo del settore abbigliamento per NatureWorks.
La nuova fibra è sul mercato dal 2003 ma - si legge sul Corriere Economia - non sono disponibili dati sul volume delle vendite perché NatureWorks e il gruppo a cui appartiene, Cargill, sono privati e quindi non tenuti a pubblicare il bilancio. “Posso solo dire cge da quando siamo nati nel 1997 abbiamo investito 750 milioni di dollari in ricerca, sviluppo e costruzione degli impianti produttivi”, ha detto Davies.
NatureWorks era nata come joint venturetra Cargill, la più grande società Usa non quotata in Borsa, leader nel settore agricolo e alimentare e il colosso della chimica Dow Chemical proprio per sfruttare il nuovo polimero Pla. Che era stato inventato nel ’92 da un gruppo di scienziati incaricati da Cargill di trovare un uso alternativo dei sottoprodotti del granoturco. “Usiamo il mais perché è il cereale meno caro negli Usa - ha detto Davies - ma lo stesso polimero potrebbe essere prodotto a partire dal riso in Asia o da una simile materia prima in altre parti del mondo, a seconda della convenienza locale. L’importante è che si tratta di una materia prima che si rinnova ogni anno, a differenza ! del petr olio con cui si fanno le altre fibre sintetiche”.
La produzione del Pla è iniziata nel 2002 in uno stabilimento del Nebraska. E lo scorso febbraio Cargill ha acquisito l’intero controllo di NatureWorks. Il Pla viene impiegato come materiale per l’imballaggio, oltre che per la fibra Ingeo, le cui applicazioni vanno dall’abbigliamento ai tessuti per la casa (i tappeti per esempio) all’igiene intima e ai pannolini. “Crediamo che Ingeo abbia un mercato potenziale molto vasto perché è una fibra naturale come il cotone e la lana ma offre prestazioni ad alta tecnologica - ha sostenuto Davies -. In altre parole unisce la piacevolezza estetica e tattile al fatto di essere molto leggera, capace di asciugarsi in fretta. Inoltre è concorrenziale dal punto di vista del prezzo: oggi costa meno del nylon e poco più del poliestere. Ma, con il crescere dei volumi di vendita e delle economie di scala, diventerà ancora più conveniente. La nostra idea infatti non è quella di coltivare un business di nicchia, ma sviluppare una fibra accessibile a tutti.” Il modello di business a cui si richiama NatureWorks, tuttavia, è quello di WholeFoods, la catena americana di supermercati che vende cibo organico a un prezzo più caro dei normali negozi. “I consumatori sono disposti a pagare un po’ di più per prodotti che fanno bene all’ambiente”, ha concluso Davies.

Indice plastica e materiali di sintesi

06/06/2005 fonte http://www.e-gazette.it

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