Quibio.it, partner in: " Sciopero dei telespettatori il 24, 25 e 26 Giugno...

23/giu/2005 22.21.00 Quibio.it Contatta l'autore

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Quibio.it, partner in: " Sciopero dei telespettatori il 24, 25 e 26 Giugno...

 

Torna in giugno lo sciopero dei telespettatori su scala nazionale indetto da esterni.

Il 24, 25 e 26 giugno si spegne la tv e si cambia programma.

 

Con questo slogan esterni invita le persone, le città, i sindaci, la classe politica, gli artisti, i giornalisti di tutta Italia ad aderire allo sciopero dei telespettatori e a seguire altri programmi nell’ultimo fine settimana di giugno. Un programma, ad esempio, che riporti le persone al centro di relazioni vere, di piccole grandi scelte quotidiane, e che rilanci lo spazio pubblico come luogo privilegiato di aggregazione reale. Un programma che permetta di riappropriarsi del proprio tempo e destinarlo ad altro, di uscire dal torpore mentale e fisico provocato dal mezzo televisivo, di ritrovare il piacere del silenzio e della lettura, di incontrare persone, scoprire la città e le sue ricchezze. Un programma di socializzazione, festa, cultura che la televisione non può trasmettere.

 

Lo sciopero dei telespettatori, ormai al suo decimo anno di vita, si oppone all’uso sconsiderato del mezzo - sia da parte di chi fa televisione, sia di chi ne fruisce - il diffuso atteggiamento di passività nei suoi confronti, il suo potere indiscusso e per questo ancora più pericoloso, la sua continua invadenza nella nostra vita.  Lo sciopero non entra nel merito dei palinsesti, né si schiera negli occasionali dibattiti o polemiche sulla televisione.

 

La protesta vuole piuttosto dimostrare che la televisione si può arginare,  il suo potere può essere messo in discussione e persino scalfire. In particolare, questa edizione si muove lungo due binari: l’informazione diffusa e costante per far accrescere la consapevolezza di “poter spegnere” e la spinta per l’adesione a un fine settimana di astensione che - oltre ad essere rigenerante - indichi un sensibile spostamento dell’audience portando i non ascolti tv a 2.000.000. 

 

E’uno sciopero che conta molto sulla massiccia adesione di singoli che ne diventano a loro volta promotori. Amministratori delle città, esponenti della classe politica, insegnanti, artisti, cronisti e opinionisti, persone che sanno cogliere il senso di questa protesta più fortemente connesso al loro ruolo e attività, si prestano a diffondere l’idea e a creare le condizioni per favorire momenti di socializzazione, un uso più consapevole del mezzo, il rilancio delle città e dei loro spazi fisici e culturali.

 

L’appello più immediato è rivolto ai sindaci perché,  nel fine settimana del 24-25-26 giugno, oltre alle piazze e ai luoghi d’arte, aprano le ville e i parchi  delle città come luogo simbolo di aggregazione.  A Milano sarà il Parco Forlanini a rappresentare questo punto d’incontro: popolato ininterrottamente per tre giorni da persone di ogni età ed etnia, sarà teatro di giochi, pic nic, feste e musica. Ma resta l’invito ad associazioni e privati a organizzarsi e partecipare all’apertura straordinaria della città, a istituire e usufruire di sconti e agevolazioni per chi si presenterà con il telecomando. Privati  e associazioni sono invitati ad aderire e a  darne comunicazione all’indirizzo info@sciopero.tv oggetto SCIOPERO TV, specificando il luogo dell’iniziativa, il tipo di intervento, le agevolazioni accordate agli scioperanti. Sul sito www.sciopero.tv tutte le informazioni e gli aggiornamenti.

  

Lo sciopero dei telespettatori, nato a Milano nel 1996, da due anni ha assunto dimensione nazionale e cadenza semestrale.  esterni sollecita non solo adesioni, ma anche proposte, mentre lancia alcune idee: una carta dei diritti dei telespettatori e dei non telespettatori; buio regolamentato o vuoto periodico nelle trasmissioni; astinenza dei politici dall’apparire in televisione, manifestazioni di autocritica o autosospensione da parte di autori, giornalisti e conduttori di programmi televisivi; messaggi in sovraimpressione, nel corso delle trasmissioni, che avvertono dei limiti e della dannosità del mezzo; oggetti, strumenti e letteratura di dissuasione, incentivazione per il riciclo artistico di rottami catodici...

 

23/06/2005 fonte http://www.esterni.tv/

 

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