Comunicato LAV. ALIMENTAZIONE, RICERCA LAV: SCARSA DISPONIBILITA' DI UNA VALIDA OPZIONE VEGETARIANA NELLE MENSE SCOLASTICHE. SPESSO DISATTESE LE LINEE D'INDIRIZZO DEL MINISTERO DELLA SALUTE

10/nov/2010 12.01.25 LAV Contatta l'autore

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Comunicato stampa LAV 10 novembre 2010

 

ALIMENTAZIONE, RICERCA LAV: SCARSA DISPONIBILITA’ DI UNA VALIDA OPZIONE VEGETARIANA NELLE MENSE SCOLASTICHE. SPESSO DISATTESE LE LINEE D’INDIRIZZO DEL MINISTERO DELLA SALUTE

 

Nell’ambito delle iniziative promosse dalla LAV per garantire la possibilità di usufruire di menu vegetariani nelle mense pubbliche e private, oltre alla raccolta di firme volta ad assicurare che i circa 6 milioni di vegetariani italiani godano di un trattamento equivalente a quello di tutti gli altri cittadini quando si siedono a tavola alla mensa scolastica o aziendale, la LAV ha effettuato una ricerca per verificare la disponibilità dell’opzione vegetariana nelle mense scolastiche – che raccolgono circa la metà degli utenti di ristorazione collettiva pubblica in Italia (2.047.000 su un totale di 5.349.000, elaborazione dati Fipe) – e quanto, laddove presente, questa venga promossa.

 

La ricerca riguarda tutti i capoluoghi di Regione italiani ed è stata effettuata attraverso i siti web istituzionali delle Amministrazioni cittadine, e tramite contatto diretto con le stesse. I risultati rivelano una situazione molto varia (vedi scheda allegata per i dettagli): se è vero che in 18 capoluoghi di Regione su 21 (comprese le Province autonome di Bolzano e Trento) l’opzione vegetariana è diffusa, le Amministrazioni che la propongono non la pubblicizzano e la modalità con cui va richiesta è discrezionale.

 

Dalla ricerca risulta evidente che non tutti i Comuni italiani garantiscono l’opzione vegetariana nelle mense scolastiche  commenta Roberta Bartocci, del settore Vegetarismo della LAVe quelli che la prevedono non la rendono nota, se non in rari casi”.

 

Lo scorso maggio il Ministero della Salute ha emanato le “Linee di indirizzo nazionale sulla ristorazione scolastica”, con lo scopo di “facilitare, sin dall’infanzia, l’adozione di abitudini alimentari corrette per la promozione della salute e la prevenzione delle patologie cronico-degenerative (diabete, malattie cardiovascolari, obesità, osteoporosi, ecc.) di cui l'alimentazione scorretta è uno dei principali fattori di rischio”. All’interno del documento del Ministero è esplicitamente prevista la garanzia di fornire “sostituzioni di alimenti correlate a ragioni etico-religiose o culturali”.

 

Per usufruire di un menu ‘speciale’ per motivazioni etiche, inoltre, il Ministero non prevede la presentazione di alcuna certificazione medica, ma è sufficiente la richiesta dei genitori – aggiungeRoberta Bartocci, del settore Vegetarismo della LAV - ciò da per scontato che si debba sempre garantire l’opzione richiesta, compresa quella vegetariana”.

 

Purtroppo non è così. Molte persone, infatti, si rivolgono alla LAV per essere aiutate a ottenere un pasto vario e bilanciato per i propri figli a scuola, o per sé stessi nella mensa aziendale. Spesso, poi, vengono ostacolate da dietisti e pediatri di comunità, poco informati.

 

Ci auguriamo che tutte le mense scolastiche italiane recepiscano i principi sanciti dalle Linee d’indirizzo del Ministero della Salute e che non avvengano più casi di discriminazione.prosegue Paola Segurini, del settore vegetarismo della LAVE’ fondamentale, inoltre, che il personale di mensa sia informato adeguatamente sui menu vegetariani. La LAV sta mettendo in atto iniziative per fare in modo che siano conosciuti e introdotti prodotti proteici a base di soia e legumi o “alternativi”, come il seitan, per evitare di fornire pasti monotoni o troppo sbilanciati verso latticini e uova a sostituzione della carne, con conseguente eccessivo apporto di grassi saturi e colesterolo”.

 

Facilitare la scelta vegetariana è anche un atto di civiltà e di rispetto per l’ambiente, considerato che un pasto vegetariano fa risparmiare quasi 2 kg CO2eq rispetto ad uno con carne; ecco perché le Amministrazioni dovrebbero tener conto non solo di garantire l’accesso a menu vegetariani per gli utenti che ne fanno richiesta, ma anche di promuoverli periodicamente nelle mense per tutti gli altri utenti, in linea con le normative sui cosiddetti “acquisti verdi” nella Pubblica Amministrazione.  

 

Nelle prossime settimane le sedi locali dell’Associazione consegneranno le firme raccolte ai Sindaci delle loro città, chiedendo di inserire l’opzione vegetariana nei casi in cui non sia prevista o un impegno a migliorare l’offerta di menu vegetariani,  laddove questa sia già presente.

 

Allegato: Disponibilità dell’opzione vegetariana nelle mense scolastiche

 

10.11.2010

Ufficio stampa LAV 06.4461325 – 329.0398535

www.lav.it

 

 

 

Disponibilità dell’opzione vegetariana nelle mense scolastiche

 

La LAV ha effettuato una ricerca sulla possibilità di usufruire dell’opzione vegetariana nelle mense scolastiche dei Comuni italiani. La ricerca è concentrata sui capoluoghi di Regione italiani.

Secondo i dati emersi dalla ricerca, l’opzione vegetariana è prevista nelle mense scolastiche pubbliche di tutti i capoluoghi di Regione, ad eccezione di Perugia, Campobasso e Palermo.

La possibilità di usufruire di menu vegetariani per i propri figli, però, non è sempre promossa con chiarezza. Solo in alcuni casi, infatti, se ne fa riferimento esplicito sui siti web delle Amministrazioni cittadine, ma nella maggior parte dei casi si parla più genericamente di motivazioni etiche, in altri solo di diete speciali.

 

Rispetto alle modalità per fare richiesta del menu vegetariano, invece, questa è discrezionale: si va da situazioni in linea con quanto previsto nelle “Linee di indirizzo nazionale sulla ristorazione scolastica”, che prevedono la semplice richiesta da parte dei genitori senza necessità di alcuna certificazione medica, a realtà come Parma[1] e Cagliari[2], che non si sono adeguate alle Linee d’indirizzo, nelle quali è necessario presentare un certificato medico al pari di richieste per patologie e intolleranze alimentari, fino a situazioni limite come quella del Comune di Ferrara[3], in cui si chiede ai genitori di un bimbo vegetariano di sottoscrivere una assunzione di responsabilità nel caso di problemi di salute causati dai pasti vegetariani (sic!). Alcuni Comuni, infine, pubblicano il modulo per la richiesta di dieta speciale, altri no, e per gli utenti vegetariani capire come fare e a chi rivolgersi per ottenere un menu adatto a loro diventa complicato.

 

Rispetto alla varietà dei menu vegetariani, va detto che l’offerta alimentare vegetariana è poco conosciuta e normalmente intesa come lacto-ovo vegetariana. Questo produce una scarsità di secondi a base di legumi e una assenza quasi totale di prodotti proteici “alternativi” (prodotti a base di soia, etc). I menu vegetariani proposti risultano quindi poco vari e anche di inferiore qualità sotto il profilo nutrizionale (con latticini e uova a sostituzione della carne e conseguente eccessivo apporto di grassi saturi e colesterolo).

 

 

[1] http://www.comune.parma.it/pls/portal/docs/1/44859.PDF

 

2comunicazione telefonica e via e – mail

 

3 http://servizi.comune.fe.it/attach/istruzione/docs/regolamentorefezione2009_10.pdf

 

 

© LAV 2010

 



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[2] comunicazione telefonica e via e – mail

 



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