Nella gestione dei rifiuti, sono Lombardia e Veneto le regioni....

13/lug/2005 02.41.23 Quibio.it Contatta l'autore

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Un'Italia "differenziata"
Cassonetti per la raccolta differenziata
Sono Lombardia e Veneto le regioni più virtuose nella gestione dei rifiuti. Male il Sud. Mentre il Centro è fermo sulle posizioni dello scorso anno. È la fotografia scattata dall'XI edizione di Comuni Ricicloni / Scarica la ricerca
Italia spaccata in tre anche sulla gestione dei rifiuti. Con Lombardia e Veneto che si aggiudicano la palma delle regioni più virtuose nella raccolta differenziata, attestandosi entrambe al 40%. Ma è la prima a guidare la classifica per numero di capoluoghi più “ricicloni”, con 8 città su 11 nei primi 14 posti della graduatoria, con in testa
Lecco (con quasi il 51% di raccolta differenziata), seguita a distanza da Bergamo, Varese e Cremona. Male il Sud, fermo al 5% della Sicilia, con le regioni del Centro sostanzialmente sulle posizioni dello scorso anno. È la fotografia scattata dall'undicesima edizione di Comuni Ricicloni, riconoscimento annuale per la migliore gestione dei rifiuti organizzato da Ecosportello, organismo informativo di Legambiente per le pubbliche amministrazioni sulle raccolte differenziate, presentato oggi a Roma alla presenza del ministro dell'Ambiente Altero Matteoli.

Secondo la ricerca - che si prefigge lo scopo di valutare più la qualità che la quantità, misurando cioè oltre alla percentuale di raccolta differenziata anche aspetti come la riduzione della produzione e la percentuale di recupero dei materiali, espressi sotto la voce “indice di gestione” - è la Lombardia a occupare il gradino più alto tra i capoluoghi di provincia. Tuttavia, riferisce lo studio, è il Veneto la regione campione di qualità, con la provincia di Treviso a far la parte del leone con 8 comuni tra i primi 10. E in questo caso l'oscar del più “riciclone” sia per quantità che per qualità viene assegnato a Roncade (una cittadina di circa 13.000 abitanti in provincia di Treviso, con un indice di gestione pari a 82,4), seguita da Torre Boldone (Bergamo, 82,1), Quinto di Treviso (82,1), Carbonera e Preganziol (entrambe in provincia di Treviso).

Nelle regioni del Centro il testimone dei capoluoghi migliori lo detengono Lucca, Pisa e Siena (rispettivamente con il 38,1, 37,5 e 36,5%). In questo ambito, viene sottolineato, nessuna novità sotto il profilo della gestione di qualità. Decisamente male il Sud, nel quale nessuna città raggiunge la soglia del 25% di raccolta differenziata. E tutto ciò nonostante la bella performance della provincia di Salerno (con Bellizzi che stravince la classifica tra i comuni! con piF9 di 10.000 abitanti, seguita da altre 8 cittadine targate Sa). Un discorso a parte per le grandi città. Nessuna di esse, anche nel Nord, supera la soglia del 35% fissata dal Decreto Ronchi. Milano, la prima ad aver introdotto la raccolta differenziata, è ferma da 8 anni sotto il 30%, Roma sale da un misero 7 al 13,4%, mentre Napoli, nonostante le emergenze e il lavoro dei commissari straordinari, non riesce a superare la soglia del 4,8%.

«Registrare queste tre velocità sul territorio nazionale può significare che c'è qualcosa da rivedere - è stato il commento del ministro Matteoli - Me ne occuperò nei prossimi giorni, forse con una circolare che potremmo inviare a tutti i comuni italiani». La raccolta differenziata realizzata dai Comuni italiani, ha affermato il ministro, «è importante anche per quello che prevede il protocollo di Kyoto. Tuttavia dispiace vedere come ancora oggi le regioni del Sud non raggiungano l'8% di raccolta, diversamente dal buon lavoro svolto al Nord e alla situazione pressoché stazionaria delle regioni del Centro. Ma la ricerca ha messo in evidenza che anche le grandi città non hanno raggiunto risultati accettabili».

7 luglio 2005 fonte http://www.lanuovaecologia.it
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