Comunicato LAV-Enpa. CINEMA:"LA BANDA DEI BABBI NATALE" FA MALE AGLI ANIMALI. LETTERA APERTA DELLA LAV AL TRIO ALDO, GIOVANNI E GIACOMO

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17/dic/2010 11.46.38 LAV Contatta l'autore

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Comunicato stampa LAV – Enpa

 

CINEMA:“LA BANDA DEI BABBI NATALE” FA MALE AGLI ANIMALI.

LETTERA APERTA DELLA LAV AL TRIO ALDO, GIOVANNI E GIACOMO

 

Nel film “La banda dei babbi natale”, appena uscito nei cinema italiani e realizzato dal trio Aldo, Giovanni e Giacomo, ci sono numerose scene in cui sono stati utilizzati degli animali. Questi, purtroppo, vengono ridicolizzati seppure in una pellicola di genere grottesco, e la loro presenza non è, peraltro, funzionale alla storia.

 

Conoscendo la sensibilità dei protagonisti siamo rimasti ancora più stupefatticommenta Gianluca Felicetti, presidente LAV - Appena qualche anno fa, infatti, Giacomo Poretti aveva prestato la sua immagine, tanto più da ex infermiere, per una campagna informativa sul diritto all’obiezione di coscienza alla sperimentazione sugli animali”.

 

E' stata purtroppo mancata l'occasione di offrire al pubblico un prodotto cinematografico natalizio e di qualità diversa dalle banalità che in questo periodo si vedono sullo schermoaggiunge Carla Rocchi, presidente nazionale dell'EnpaDal trio ci aspettavamo un livello espressivo più coerente con la loro storia di sensibilità e impegno.

 

“Nel film spicca la presenza di uno scimpanzé, affittato per le riprese presso uno zoo privato. Charles, lo scimpanzé, vive nella casa di uno dei protagonisti, un veterinario. Violando le sue caratteristiche etologiche di specie nel film lo si vede parzialmente vestito da essere umano, messo in poltrona, mentre guida l’automobile, o riceve un bicchiere di spumante, offertogli dalla moglie del veterinario.

 

Tutto allo scopo di stimolare le risate del pubblico, che ignora, purtroppo quanto questa sia invece la triste rappresentazione di una violenza perpetrata nei confronti di un animale selvatico, dalla cattura, alla reclusione, all’addestramento, all’umanizzazione forzata.

 

Nulla a che fare con la comicità vera e gradevole che il film esprime in ben altro modo.

 

Sì, sappiamo che ci verrà risposto che l’animale è stato accudito, sfamato. Che, magari, un veterinario ha accertato il suo stato di saluteaffermano LAV ed EnpaMa resta comunque la rappresentazione della dominazione umana, della sopraffazione su chi non ha scelto liberamente di fare l’attore, di chi preferirebbe restare nel suo habitat naturale o, in mancanza di ciò, in un centro di recupero di animali maltrattati, legalmente o illegalmente commerciati non importa, da quel mondo che lucra sugli animali con queste rappresentazioni”.

 

Oltre a quelle con Charlie, nel film ci sono delle scene in cui un cane e un gatto sono “vittime” di gesti ai limiti del maltrattamento.

 

La LAV, infine, considerato che il Comune di Milano compare fra i marchi di sponsorizzazione del film, chiede al Garante degli animali del Comune, Gianluca Comazzi, quali siano le motivazioni di compatibilità con il suo ruolo che hanno spinto l’Amministrazione pubblica a sposare la pellicola.

 

17 dicembre 2010

 

Ufficio stampa LAV 06.4461325 – 339 1742586 www.lav.it

Ufficio stampa Enpa 06,3221000 – 331,6374823 www.enpa.it

 



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