Ambiente: varata normativa per la spazzatura high tech...

28/lug/2005 12.00.17 Quibio.it Contatta l'autore

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Ambiente: varata normativa per la spazzatura high tech
Per computer, Tv, frigo, telefonini entra in vigore "vuoto a rendere"
e raccolta differenziata. Matteoli: "abbiamo recepito tutte le direttive sui rifiuti"

 

Vuoto a rendere, raccolta differenziata, obiettivi di raccolta al 2008 pari 4 chilogrammi per abitanti l’anno. Per smaltire correttamente i vecchi elettrodomestici, i condizionatori, i computer, gli apparecchi radio e Tv, i telefonini ed anche i tubi al neon e i trenini elettrici, insomma tutta quella massa di rifiuti elettrici ed elettronici sempre più numerosi nelle case degli italiani, è stata varato definitivamente dal Consiglio dei Ministri il decreto legislativo che recepisce tre direttive Ue in materia.

"Sono molto soddisfatto - ha dichiarato Matteoli - perchè con l’approvazione del decreto sui rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche l’Italia ha recepito tutte le direttive comunitarie in materia di rifiuti. Quando sono arrivato al Ministero non erano operative molte norme che riguardano la maggior parte dei rifiuti prodotti sul territorio nazionale e questo metteva a rischio l’ambiente e la salute dei cittadini".

Il decreto approvato oggi vuole migliorare la situazione ambientale riguardante lo smaltimento di un vastissimo settore di oggetti, molto diversi tra loro, che così fortemente hanno segnato il progresso degli ultimi anni. Proprio ai cittadini che li comprano e utilizzano si rivolge il nuovo decreto, eliminando ogni complicazione al momento in cui se disfano per acquistarne uno nuovo, e vietando la presenza di sostanze dannose per la salute e per l’ambiente. Le tre direttive che vengono recepite insieme si basano su due cardini: il bando delle sostanze pericolose e la responsabilità estesa del produttore.

Il primo punto è abbastanza semplice: si tratta di proibire l’impiego di mercurio, cadmio, cromo esavalente e alcuni ritardanti di fiamma. Il vero cardine della direttiva è però è quello relativo alla responsabilità. Si basa sul principio che, se il produttore è tenuto a sobbarcarsi i costi del trattamento del prodotto quando questo diventa rifiuto, cercherà di produrre apparecchiature sempre più “pulite”, al fine di contenere i costi a suo carico. Nello stesso tempo il decreto stabilisce l’obbligo, da parte del distributore, di ritirare gratuitamente la vecchia apparecchiatura al momento della consegna di una nuova. L’attivazione di questo meccanismo, oltre a ridurre drasticamente i rifiuti abbandonati, contribuirà ad aumentare rapidamente la quantità raccolta, dato che il cittadino non avrà alcun interesse a non riconsegnare l’apparecchiatura usata.

Il nuovo decreto pone l’obiettivo di giungere, entro la fine del 2008, a una raccolta di almeno 4 kg di rifiuti elettrici per abitante all’anno (oggi la raccolta è di poco superiore a 1,5 kg) e chiede al servizio pubblico di realizzare aree attrezzate per la raccolta dei rifiuti hich tech che verranno conferiti sia dai cittadini che dai distributori. Gli impianti di trattamento dovranno raggiungere obiettivi di riciclaggio e recupero differenziati a secondo delle categorie di prodotto, e dovranno seguire norme tecniche che garantiscano l’ambiente.

A partire dal 2002 le norme sui rifiuti che hanno trovato applicazione sono le regole per le discariche, per l’incenerimento dei rifiuti, per i rifiuti sanitari, i veicoli a fine vita, i rifiuti delle navi e, dopo oltre 12 anni, sono state redatte le regole per lo smaltimento e il recupero di una sostanza pericolosa come l’amianto. Inoltre un forte impulso al riciclaggio e al recupero è stato dato da due decreti: quello che obbliga le pubbliche amministrazioni e le società a prevalente capitale pubblico ad acquistare almeno il 30% di manufatti e beni realizzati con materiale riciclato, e quello sul recupero con procedure semplificate dei rifiuti pericolosi.

Roma, 22 luglio 2005

Comunicati Stampa 2005 fonte http://www.minambiente.it

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