Bracciano: inquinamento

La legge dispone l'obbligatorietà dell'allaccio alle fognature comunali entro i 200 m dal tombino più vicino, in alternativa bisogna avvalersi di fosse "IMOF" o di vasche con "evaporizzatori", entrambe autorizzate dal comune con permesso e oneri da rinnovare ogni 4 anni.

20/gen/2011 10.44.14 fioree Contatta l'autore

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CON PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE

 

LA SITUAZIONE DEL SISTEMA FOGNARIO DI BRACCIANO: CAUSE E

 

CONSEGUENZE TRA DEPURATORE E INQUINAMENTO DEL LAGO

 

Un esposto presentato presso il Comune di Bracciano il 6 dicembre 2010 ha sollevato una serie di interrogativi sulla situazione del sistema fognario nel territorio circostante l'omonimo lago.

L’esposto è stato presentato dal sig. Gullà, intestatario di un cantiere in via del Lago 12, contro i proprietari di quattro delle sei abitazioni presenti nel piccolo comprensorio; proprio gli stessi che precedentemente avevano segnalato all’Autorità giudiziaria irregolarità nel cantiere del Gullà che, dopo accertamento dei fatti, veniva sottoposto a sequestro.

Pur apparendo chiara l’intenzione ritorsiva del Gullà, l’esposto ha evidenziato un problema reale: infatti, nella segnalazione si domanda se la case summenzionate, costruite circa  40 anni orsono, siano in regola con l’impianto di smaltimento delle acque nere (pubblica fognatura, subirrigazione, evapotraspirazione).

Noi ci chiediamo se il problema non sia più vasto e coinvolga altri edifici privi di allaccio alle fogne comunali e, quindi, al depuratore e quante di queste siano in regola con sistemi alternativi.

Sembra, infatti, che per molte delle abitazioni situate fuori dalla cinta urbana, ovvero in periferia, nelle zone agricole e nella fascia a valle della circumlacuale, non ci sia  la possibilità di allaccio, pertanto ogni proprietario dovrebbe disporre di una fossa “IMOF” o di un “evaporizzatore” regolarmente autorizzato.

La legge dispone l'obbligatorietà dell'allaccio alle fognature comunali entro i 200 m dal tombino più vicino, in alternativa bisogna avvalersi di fosse “IMOF” o di vasche con “evaporizzatori”, entrambe autorizzate dal comune con permesso e oneri da rinnovare ogni 4 anni.

Ricordiamo che la delibera voluta dall’allora assessore al Bilancio (e attuale vice sindaco) ing. Liberato Cavini,  impone a chi non è allacciato alla rete pubblica, ma possiede un impianto privato di smaltimento,  lo stesso costo (5€/m2) di chi usufruisce del servizio di allaccio in fognatura pubblica. Per i trasgressori la ASL minaccia sanzioni fino a 22.000 euro.

Purtroppo dal 1995 le autorizzazioni di allaccio alle fognature comunali sono state bloccate a causa del depuratore insufficiente, di conseguenza si valuta che circa 1500 o 2000 abitazioni non abbiano un allaccio regolare alla fogna. Solo una volta, nel 2001 Il depuratore stesso è stato potenziano (ma non raddoppiato come previsto, secondo le necessità di allora, della comunità intorno al lago di Bracciano)  e sono state concesse in quella circostanza, alcune autorizzazioni. Si parla sempre di abitazioni e costruzioni esistenti da anni. La stragrande quantità di nuovi edifici e complessi, sorti successivamente, ottiene l’autorizzazione all’allaccio alla fognatura comunale senza problema alcuno.

Nel novembre scorso il COBIS/ACEA ha espresso parere positivo per alcune richieste di allaccio e pertanto il Comune ha cominciato a dare le relative autorizzazioni anche a chi le aveva richieste da lungo tempo e ha dovuto affrontare spese extra per risolvere il problema in via temporanea. Per esempio, gli abitanti di via del Lago 12 attendevano da anni di potersi allacciare.

Le situazioni anomale quindi sono tante, a cominciare dai residenti del centro storico che parlano di seri problemi con le loro fognature. Recentemente è stato rifatto il collettore delle acque, senza alcuna separazione tra acque nere e chiare, che corre al di sotto di via dell’Arazzeria e di via Fioravanti, ma gli scarichi delle abitazioni rimangono difettosi, vuoi perché la fognatura è stata solo in parte rinnovata, vuoi a seguito di allacci irregolari di cantine abusivamente trasformate in abitazioni, vuoi perché obsoleti. Alcuni  tratti di fogna sono ancora col vecchio sistema “a mattoncino” che non garantisce la tenuta stagna, ma provoca fuoriuscite nel manto stradale, e i miasmi si fanno sentire in vari punti del centro storico, soprattutto d'estate, a causa anche della mancata manutenzione.

L’associazione Borgo Medievale, a seguito di numerose segnalazioni e per tentare di capire qualcosa, aveva richiesto la pianta delle fognature al Comune. Dopo mesi di totale silenzio, otteneva risposta verbale dal responsabile, ing. Di Matteo, il quale affermava l’inesistenza di una pianta generale della rete, ma solo rilievi parziali (microzone, singoli palazzi, parti di strade, ecc.) e per ogni cosa bisognava far riferimento agli innumerevoli  faldoni dell’archivio; affermava altresì un costo di accesso alla documentazione di 100 euro ( in barba alla L. 241/90) più spese di riproduzione (tutte cianografie).

Alla domanda come mai non si fosse provveduto in occasione dei lavori del COBIS, a disegnare finalmente la pianta almeno della rete principale, il Di Matteo rispondeva che tale pianta esiste ed è in possesso del COBIS, il quale ne mantiene l’assoluta segretezza per timore di attentati. Sic.!!!!!

Hanno paura che l’esplosione di merda li travolga!

Altro esempio è via del lago, dove ogni qualvolta piove, saltano i coperchi e i tombini diventano tante fontanelle che versano i liquami a valle, fin dentro al lago all’altezza del lungolago Argenti (lungo la via Circumlacuale molti tombini sono stati saldati!).

In questo caso o il collettore non è sufficiente per tutte le abitazioni allacciate, oppure le acque nere e quelle chiare sono incanalate in un unico collettore, ipotesi più attendibile visto che il fenomeno si verifica quando piove. In questo caso la fognatura sarebbe assolutamente fuorilegge.

Non meno grave è la situazione che fa capo al Consorzio di Bonifica, pagato da tutti coloro che dispongono di un lotto di terreno con relativa tassa sulla manutenzione dei fossati, che non risulta però venga effettuata (legge Bucalossi).  Le piogge possono produrre allagamenti soprattutto in prossimità dei vari fossi quali: Fosso del Dattero (Vigna di Valle/Pantanelle), Fosso di Montelungo (tra Vigna di Valle e Anguillara), Fosso del Diavolo e Arbuceto (Rinascente/San Celso), Fosso di Pontelungo (Parco), Fosso di Grotta Renana detto di Pontenuovo (da Manziana e Pisciarelli), Fosso della Lobbra.

Né si può sottovalutare il problema dell’inquinamento delle acque che si riversano nel lago, con composti di varia natura. In corrispondenza del Fosso dei Quadri, la Goletta Verde ha rilevato nel luglio 2010 l’inquinamento delle acque del lago da enterococchi intestinali (colibatteri fecali) con alte percentuali oltre il limite stabilito per legge.  Ecco i risultati dei rilevamenti effettuati da Goletta verde l'estate scorsa

 http://risorse.legambiente.it/docs/Roma.0000001351.pdf

Va ricordato che siamo inseriti in un parco regionale e che la stessa acqua del lago serve come bacino idrico sia la Capitale, sia città e paesi che si affacciano sul litorale nord fino a Civitavecchia.

Firmato:

Associazione Salviamo Bracciano, Associazione Borgo Medioevale, Comitato Centro Storico

 

Bracciano, 20 gennaio

 

Info: tel.339.4641014

Facebook:

 http://www.facebook.com/braccianoparla#!/profile.php?id=100001675810807

 

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