Comunicato LAV. CIRCHI, TOURNEE ALL'ESTERO: UN DRAMMA PER GLI UOMINI ED UN CALVARIO PER GLI ANIMALI. LA LAV CHIEDE AL MINISTERO DEGLI ESTERI DI FISSARE DEI LIMITI AI VIAGGI VERSO PAESI A RISCHIO

03/feb/2011 16.11.46 LAV Contatta l'autore

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Comunicato stampa LAV 3 Febbraio 2011

 

CIRCHI, TOURNEE ALL’ESTERO: UN DRAMMA PER GLI UOMINI ED UN CALVARIO PER GLI ANIMALI. LA LAV CHIEDE AL MINISTERO DEGLI ESTERI DI FISSARE DEI LIMITI AI VIAGGI VERSO PAESI A RISCHIO

 

La LAV chiede al Ministero degli Esteri Frattini di fissare limiti alle tournée estere dei circhi italiani e al Ministero dei Beni Culturali, che eroga fondi ai circhi anche per gli spettacoli all’estero, di vigilare in tal senso.

 

Le tournée all’estero dei circhi italiani, o dei numeri con animali, infatti, si stanno confermando dei veri e propri incubi per gli animali, soprattutto se queste si svolgono in Paesi che non offrono garanzie di stabilità o di una tranquilla permanenza.

 

I proprietari del circo Embell Riva, proprio in questi giorni, hanno chiesto l’aiuto del Ministero degli Esteri italiano per rientrare dalla Siria. Il circo, appartenente alla “vasta” famiglia Bellucci, infatti, sarebbe bloccato nel Paese mediorientale a causa di una truffa. L’impresario egiziano che ha curato la tournée siriana avrebbe “venduto” il circo per poi dileguarsi e ora i circensi hanno chiesto l’aiuto della Farnesina poiché la Siria concede loro di lasciare il Paese, ma senza gli animali, che verrebbero abbattuti.

 

Già a gennaio il Ministero degli Esteri aveva inviato una nave in Tunisia per recuperare uomini e animali del circo Bellucci, rimasto bloccato in mezzo ai tumulti di piazza, senza cibo né acqua. E nel 2010 il circo Darix Togni-Florilegio fu costretto a una rocambolesca fuga dall’Iran, a causa di disordini interni.

 

Se muovere un circo non è semplice in condizioni normali, ancor  più complesso è muoverlo in una situazione di emergenza.commenta Nadia Masutti, responsabile LAV settore Circhi, Zoo, EsoticiIn questi frangenti, inoltre, gli animali sono potenzialmente condannati a morte: in Tunisia hanno rischiato di morire di fame, in Siria potrebbero essere abbattuti”.

 

Recuperare un gruppo di turisti ha un costo, recuperare un circo ne ha un altro, ben più alto. “Il Ministero degli Esteri emana avvisi che sconsigliano il turismo in Paesi a rischio: perché, allora, non fermare i circhi che vogliono assolutamente espatriare, anziché addossare ai cittadini italiani i costi del rimpatrio?”, prosegue Nadia Masutti.

 

I turisti, decidendo di recarsi in questi Paesi contro gli inviti alla prudenza, lo fanno di propria volontà: gli animali del circo non hanno alcuna possibilità di scelta, sono assolutamente dipendenti dai loro padroni, e in caso di emergenza sono sacrificabili, per quanto a malincuore.

 

Sarebbe interessante, infine, una riflessione sulle motivazioni che portano i circensi ad impegnarsi in tournée in paesi lontanissimi, spesso poco sicuri e piuttosto poveri, tanto da non giustificare l’impresa con i probabili guadagni.

 

Forse lo scopo è ottenere i finanziamenti del Fondo Unico della Spettacolo riservati alla promozione della tradizione circense italiana all’estero?aggiunge Ilaria MasuttiOppure la possibilità di eseguire straordinari numeri di coraggio con animali, vietati in Europa? O esistono altre ragioni che spingono questi impresari a correre seri rischi, come dimostrano gli ultimi avvenimenti?”.

 

3.2.2011

 

Ufficio Stampa LAV tel. 06 4461325  www.lav.it

 



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